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Mamma supporter

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Ieri sera... Stamattina. La presenza, a distanza.  Fare il genitore è una forma d'arte. 😎

Primo giorno di scuola

Silenzio. La Stamberga è silente. Le stanze da letto sono chiuse, per tener fuori la polvere e, soprattutto, per non vedere quanto sono vuote.  Unica abitata, la camera del gaglioffo, alle otto ancora immerso in un sonno profondo.  Per la prima volta, dopo ventidue anni di vita da mamma, il primo giorno di scuola non significa nulla, per me.  Nulla in termini pratici, s'intende. Impossibile non tornare col pensiero a tutto ciò che è stato, questo giorno fatidico, per oltre due decenni della mia vita.  Il giorno in cui alle sette e mezzo la confusione si spegneva, di colpo, lasciando spazio a un'irreale calma piatta, per oltre sei ore al giorno, dopo estati chiassose, sudate, pervasive e affollate.  Il giorno zero, quello in cui tutto ripartiva, il primo gradino di una scalata che ogni anno ha segnato una svolta. Sempre in meglio, per fortuna.  Il giorno in cui, finalmente, ritrovavo una dimensione personale, non più minata da una presenza ...

Gli orali alle porte

O alle porte degli orali. Fa lo stesso. Fatto sta che domani, quarto di quattro, immediatamente dopo la migliore della classe - e sua grande amica - l'uomo vedrà compiersi il suo destino.  Il gruppo di classe pullula di condivisioni: impressioni, stati d'animo, utili dritte e sfoghi più o meno disperati. Raccogliendo più informazioni possibile, il nostro eroe pianta le basi per non farsi cogliere impreparato dal nemico.  Notevole il titolo della tesina in discussione: "Vivere la vita come un'opera d'arte".  Che, per uno che la sua vita l'ha iniziata come protagonista di un blog dov'è soprannominato Gaglioffo, è un gran passo avanti.  Calmo e concentrato, ieri mi ha descritto le varie fasi emotive attraverso le quali è passato: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. Praticamente, l'elaborazione di un lutto. Quello di essere stato legnato nel compito d'Italiano.  L'insegnante (commissario esterno) non ha fatto...

Esami in corso

Ovvero: facciamoci riconoscere. Sempre.  Primo giorno, prima prova: ore 13.00. Il gaglioffo fa per consegnare il compito, e il commissario (esterno) gli suggerisce di andare al posto, a rileggerlo ancora una volta.  Il nostro esegue, e dopo tre minuti torna alla carica.  "Prof, vorrei consegnare." "Ma... Sei sicuro? Non ci vuoi pensare ancora un po'?" "Prof. Ho fatto due brutte copie, una bella copia, l'ho riletto così tante volte da averlo mandato a memoria... E poi, insomma: è l'una. Ho fame!"  Il compito è stato ritirato.  Secondo giorno, seconda prova: stessa scena. Stavolta il presidente di commissione ha decretato che il compito si può consegnare non prima di quattro ore.  Il gaglioffo, che ha studiato diritto e si sente (purtroppo...) inizia a berciare che la legge dice altro, che il Ministero ha chiarito che dopo tre ore si può consegnare, che lui ha dei diritti, che ci va a parlare lui con il presidente... Il commi...

Ultimo giorno di scuola

Ultimo giorno di scuola. Ultimo, ultimo: anche l'ultimo è arrivato alla meta.  O quasi. Siamo sempre in tempo a farci fregare all'Esame di Stato, però...  Però si chiude un ciclo.  E che ciclo, ragazzi: un ciclo iniziato ventitre anni fa - mannaggia, così tanti ne sono passati...? - nel più brusco dei modi.  Mamma totalmente impreparata, Jurassico mi ha gettata nell'arena delle riunioni plenarie, senza rete nè qualifica. Se ci ripenso, lo ammazzerei ancora adesso... Ho superato questo ed altri traumi, vigliacche ostilità ed encomiabile supporto.  Mi sono sentita inadeguata, assente, troppo presente, insicura e cronicamente incerta sul da farsi.  Ne ho passate di cotte e di crude, con quei quattro, che mi hanno fatto vedere ogni possibile sorcio verde che mente umana possa concepire.  Ho incontrato dozzine di persone diverse, tra le quali alcune davvero splendide. A costoro devo moltissimo.  Ho dovuto cercare di dimenticare perso...

Beato fra le donne

"Devo presentare la nostra scuola ai bambini delle medie. Ho il dovere di aprire loro gli occhi. Quelli non sanno quello che fanno..." "Perché?"   "Perché sono nell'età in cui ti sembra orribile vivere circondato da compagne femmine..." "Vedo. E ora che sei nell'età in cui tale condizione rappresenta il tuo karma, che gli diresti?" "Di iscriversi subito. Senza la minima esitazione. Le tue compagne diventano le tue sorelline, ti aiutano a vestirti, pettinarti e calzarti. Poi, ti presentano le loro amiche e tu espandi il tuo raggio d'azione dove mai arriveresti da solo!" "Mhm. Altro?" "Come no. Le mie amiche sono la mia squadra scout" "Ovvero?" "Ovvero, io punto una ragazza, e loro vanno in avanscoperta per capire se valga la pena provarci oppure no. Sai quanto serve una cosa del genere?" "..." "E poi c'è la migliore amica. Quella che ti tiene gli ...

Stiamo calmi... Non è una guerra

Ci risiamo. Anche l'ultimo plotone dei richiamati è partito: è ripresa la scuola.  In tutte le regioni, a tutte le età, ormai le cartelle sono tornate in funzione, i battenti scolastici riaperti, e l'alba precoce, segnata dal suono della sveglia a ridestare un esercito di studenti e scolari, ha sostituito le pigre giornate estive.  Si ripeteranno i drammoni di sempre, le maestre da scannerizzare, i libri da ordinare, i quaderni-copertine-matite-pastelli-pennarelli multisize da acquistare. Il pomeriggio del primo giorno di scuola, tutti assieme. Mai che una maestra abbia l'accortezza di consegnare l'elenco del materiale necessario assieme a quello dei compiti per le vacanze, alla fine dell'anno. Così oggi si vedranno squadroni di madri impegnate a rubarsi l'ultimo quadernone di Violetta rimasto, mentre pochi, sparuti padri si interrogheranno a vicenda, a bassa voce per non farsi riconoscere: "Cos'è il quaderno architetto?" Le madri ieri avr...

Incubo di una notte di inizio estate

Fatemelo dire, per una volta. Poveretti i nostri figli studenti. Un'umanità dolente, costretta a subire la morsa del caldo senza difesa, rinchiusi per giorni in torride camere senza condizionatore, solo per restare sul posto, in trincea. Già, perché oltre a studiare, a volte devono anche braccare i docenti per riuscire a fare gli esami.  Il filosofo ha inseguito via mail il suo per giorni, allo scopo di fissare la data della prova; dopo dieci giorni d'infruttuosi tentativi, ha lasciato il paterno ostello per tuffarsi nella bolla di cemento dove ha sede la sua facoltà. Considerato che i suoi appelli virtuali cadevano nel vuoto, è andato direttamente alla fonte; rintracciando fortunosamente il professore, fissando l'agognata data con un solo giorno di ritardo sulla tabella di marcia, e riuscendo persino a portare a casa un sudatissimo trenta. Letteralmente: stanotte, nonostante le pale del ventilatore girassero a vortice - e non solo quelle, diciamocelo... - è riuscito a d...

Voglio la mia mamma!

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Lo sappiamo tutti. L'amore sconfinato dei figli, quell'occhio perso con il quale ti fissano a due-tre anni, quella gioia incontenibile con la quale ti abbracciano quando ti rivedono dopo un'assenza di qualche giorno, è destinato a finire.  Se sei fortunato - e hai lavorato bene per lustri - quell'amore incondizionato lascia il posto a un rapporto più maturo, fatto di affetto sereno, di colloquio e di confronto aperto.  Al netto delle discussioni infuocate, delle prese di posizione esagerate, delle battaglie per la libertà e dei musi per le tue regole naziste, naturalmente.  Ci siamo passati tutti, ci passeranno pure loro. L'importante è che comprendano come gl'inevitabili errori nei quali saremo di certo incorsi siano stati causati dalla nostra fallibilità umana, e non da egoismo, egocentrismo ed egoismo. Chi di noi ama e ha sempre amato i propri figli incondizionatamente non ha nulla di cui preoccuparsi: i ragazzi non sono incomprensivi. Se non li avre...

La sfiga castiga gli audaci

Se di sfiga si può parlare. In effetti,  se devo dire il vero qui la sfiga c'entra poco.  Vi ricordate la gioia di Mpc, in veste di tutor per caso? E il giusto orgoglio del gaglioffo, il quale si era impegnato al massimo per rimediare alle sue difficoltà... fisiche?  Bene, è durata poco. Dopo un paio di giorni al massimo, la prof , assisa sulla sua cattedra, si è rimangiata tutte le promesse fatte prima dell'interrogazione.  Dimentica (?) di aver proposto al nostro un'opzione di salvezza se avesse sostenuto con successo una disamina sull'intero programma, si è messa a far le medie matematiche. Sentenziando la condanna senza appello all'esame di fine estate.  Ora, il debito in una materia è robetta. Anzi, il ripasso accurato durante la pausa estiva si può rivelare una mano santa per uno studente traballante, specie se traballa solo in quella.  Ma così, per piacere, così no. Non puoi illudere un ragazzo di avercela fatta, indurlo a farsi una settim...

Tutor per caso

Era tempo che non accadeva più; il gaglioffo, studente redento, da anni si arrangia senza bisogno di controlli né tantomeno di aiuto.  Qualche settimana fa il nostro denuncia una grossa difficoltà in Fisica, materia dalla sottoscritta studiata quanto basta a fornire qualche utile dritta al rampollo. Un paio d'ore un pomeriggio, uno schemino volante un altro. Robetta, nel complesso: nulla, in confronto alle sedute plenarie dei tempi delle medie.  Ieri il nostro eroe torna da scuola.  "Mamma, abbracciami!" Approfitto dell'inconsueta opportunità (di solito quando mi avvicino implorando per una coccola vengo scacciata a male parole) chiedendo: "A che debbo l'onore?" "Ho preso SETTE  in Fisica!!!"  La mia lacrimevole reazione entusiasta lo scandalizza.  "Mamma, non è possibile... Ogni volta così! Possibile non ti renda conto che ti copri di ridicolo? Adesso lo scrivo a mia sorella..." Scambio di wozapp.  Ridicolo tacchin...

Orgoglio smodato

Lampeggiare verde del cellulare. Sono due messaggi wozzap. "Mimmi, telefonami!"  "❤" Così chiami tua figlia lontana. Che te lo vuole dire a voce che ha preso il suo primo trenta... E il naufragar m'è dolce in questo mar(e di lacrime).

Viaggi d'istruzione

Ad Arquà Petrarca, con tutta la sua classe e l'omologa dell'altra sezione.  Il gaglioffo dopo meno di un quarto d'ora viene fatto uscire con il suo gruppo, per far posto al successivo. Visita lampo, manco il tempo di vedere le testimonianze storiche ivi conservate. Il ragazzo (appassionato di storia) era furioso.  Da ricordare il seguito del viaggio d'istruzione, a Este, con una degli insegnanti accompagnatori che fermava i passanti per sapere dove fosse un monumento visitabile... È stata visitata una celebre paninoteca locale, dove sono stati osservati da vicino piadina e spritz. Un'esperienza interattiva. Mio figlio voleva morire.  Tu li cresci come turisti perfetti, a due anni a Cerveteri e Morgantina, a sei la Villa del Casale, a nove le necropoli vichinghe e il castello di Amleto...  Poi arriva la scuola superiore, e te li guasta così. Con i viaggi di distruzione di massa.  Vergogna!  

Da sprofondare

Il gaglioffo è a scuola, circondato dal solito corteggio di fanciulle in fiore. Una di esse gli chiede un passaggio. In braccio, fino alla palestra. Cavalleresco come sempre, il giovane esegue. Peccato che, nel tragitto, i calzoncini da tennis gli calino ben oltre il limite di guardia. Ai piedi delle scale il nostro resta in mutande, attorniato da femmine. Roba da avvampare per l'imbarazzo. E il biondo che fa? Pianta i gomiti sui fianchi, gonfia il petto e dichiara: "Bene, ragazze. Sono cinque euro per lo spettacolo!" Il pubblico sta ancora scompisciandosi. Quel ragazzo non conosce vergogna...

Manifestazione studentesca

Motivazione numero uno: "Vogliamo lezioni meno noiose, più divertenti e stimolanti"  Commento del gaglioffo: "Ma cosa credono questi? Di stare al circo??? Ma che vadano..."  Non posso che dichiararmi concorde. Tanto più in un istituto dove i docenti sono in gamba e le lezioni, invece, molto interessanti.  Se le giovani manifestanti stessero attente a scuola e studiassero, invece di contestare, e facessero i compiti, invece di marciare, farebbero del bene a se stesse e agli altri.  Ma dove la retorica  impera e la coerenza difetta, questi sono i risultati. L'uso scellerato di un nobile strumento di protesta, nato per rivendicare ben altri diritti. Che tristezza. 

Si avvicina l'ora zero

I l giro dei parenti è completato – con lacrime a profusione, manco la Miss stesse partendo per la Siria… –  i bagagli ormai sono stivati nello squalo. Trasformato in balena per l’occasione, considerata la massa di roba pigiata in ogni angolo fruibile. Se la neo-universitaria non la smette di ammonticchiare abiti, scarpe e orpelli vari, dovremo mettere qualcosa in braccio anche al pilota, domani. Confesso avrei creduto di soffrire molto di più: l’entusiasmo per la novità e le aspettative positive per questa nuova avventura fanno decisamente premio sulla malinconia nel vedere la mia ragazza con la valigia in mano, pronta a lasciarmi per tre mesi. Lei è entusiasta, e mi contagia con la sua felicità. Sapere poi che, da oggi, la sua nuova amica è riuscita a ottenere un posto nel suo stesso collegio mi rende addirittura euforica: tutto sta davvero andando per il verso giusto.  A rincuorarmi ulteriormente, ieri sera c’è stata una riunione familiare. Del tutto casuale e inasp...

Buoni propositi e docce fredde

“Mamma, per piacere, stasera preparami carne.” “Carne? Che tipo di carne?” “Va bene anche il pollo.” “Ehhhhh??? Ma che, sei impazzito? Da quando mi chiedi del pollo, tu?!” “Da quando ho adottato la filosofia della doccia fredda.” “Scusa?” “Te l’ho detto, che ormai io la doccia la faccio solo fredda. E ti faccio notare che faccio una doccia al giorno…” “Vedo. Speriamo che quest’inverno tu non ti becchi una polmonite. E comunque sia, mi sfugge il nesso tra questa cosiddetta filosofia della doccia fredda e il pollo.” Questo figlio. Più cresce meno lo capisco. “E’ la mentalità che ti porta a fare cose che non ti vanno, perché fanno bene. Ho bisogno di proteine, se voglio aumentare la mia massa muscolare. Quindi devo mangiare pollo, nonostante non ne sia un fan. E’ un alimento proteico leggero, nutriente, povero di colesterolo.” “…” “E’ come con lo studio. Chi è il demente che studierebbe per dodici ore al giorno? Invece lo fai. Lo fai perché fa bene al tuo cervello e...

Debito saldato

Il gaglioffo ha saldato i suoi conti in sospeso. Un debito contratto grazie a un’insegnante dall’intelligenza non comune, capace di leggere tra le righe di un eccesso di sicurezza trasformatosi lentamente in arroganza. Una donna grintosa quanto basta a trasmettere un messaggio fondamentale: i tuoi risultati non sono valutati in senso assoluto, ma devono essere proporzionati alle tue capacità. Un gigante che solleva cinquanta chili non fa ‘sto gran lavoro. Se ci provo io, merito un encomio solo per il tentativo. Anche se fallito.   Il nostro, avviluppato nei meandri di disequazioni e sistemi, incalzato da codici ed economisti, con contorno scienze umane miste, s’era perso l’Inglese per la strada. Convinto, come tutti gli ignoranti, che valga assai più la pratica della grammatica, ha finalmente introiettato un concetto fondamentale: la grammatica non è un optional. La grammatica è una buona base – la sola buona base – sulla quale appoggiare una pratica costante e indefessa, che ...

Va, va...

Tema svolto, a quanto sembra senza eccessivi patemi. Oggi versione di greco, della quale ho notizie tramite il web, mentre dalla maturanda ancora nessun cenno. Quanto all'orale, sarà la prima della sua classe... Mpc pedala, nuota, sfaccenda, cammina. Tutto, pur di non pensare. Poi scorda il lievito nel pane, dimentica di azionare la lavapiatti, viene colta da  amnesia al super e non si cobentra manco nella lettura. Giusto perché siamo calme e moooolto britsh. To be continued...

Prima prova

La Miss è sotto esame. Una condizione simile all’alcol, per le femmine: la reggono meno bene dei maschi. Questione di fisiologia, nel caso dell’alcol, di psicologia, nel caso degli esami. Fatto sta che stamattina, quando sono andata a darle il buongiorno, ho rimediato un mezzo ruggito. L’ho osservata consumare la sua frugale colazione celandosi sotto la frangia, con l’aria fosca di chi non vuole essere nemmeno guardato. Men che meno interpellato. L’unico che ha avuto l’ardire di avvicinarla è stato l’ignaro micio bigio, che è stato comunque cortesemente allontanato. Non erano ammessi né bipedi né quadrupedi, stamattina, nel perimetro di pertinenza della signorina. Poi l’ho sentita uscire quasi di soppiatto, senza salutarmi, chiudendosi alle spalle il portone d’ingresso con un tonfo definitivo. L’inviato di guerra – Jurassico – il quale l’ha seguita sulla soglia, riferisce di essere riuscito a darle un rapidissimo bacio. E adesso me la immagino lì, con la testa china sul ...