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Visualizzazione dei post con l'etichetta domeniche bestiali

Voglio il divorzio

Sto rientrando dal fine settimana più agghiacciante mai vissuto prima d'ora. Nel senso letterale del temine.  Contrariamente a quanto in precedenza deciso, Jurassico decide di andare in montagna. Sabato all'una, così, senza preavviso. Supportato in questo dai due figli di confine (il maggiore e il minore), occasionalmente assieme e accomunati dalla voglia di mandarci fuori dai piedi.  Oppormi alla ferma volontà della triplice alleanza risulta impossibile. Inutili le mie flebili proteste - ci sono 5 gradi in quella casa! - alle quali il gaglioffo oppone una risata - vi riscalderà il vostro amore... - per cui, niente, partiamo. Digiuni - tanto ieri sera abbiamo mangiato fino all'una passata...  - con quattro avanzi raccolti al volo per i pasti successivi, tre yogurt e un litro di latte.  All'arrivo, siamo accolti da un lastrone di ghiaccio sulla soglia e i previsti cinque gradi. Una roba da restare stecchiti già in ingresso. Il nostro scarica l'auto con entusiasmo...

A passo di capra

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Determinati a sfruttare la nostra nuova attrezzatura, Jurassico ed io ci immergiamo nella nebbia, camminando qualche ora letteralmente con la testa tra le nuvole. Emergiamo dalla nebbia, in mezzo a un pianoro che sembra rubato a uno scorcio d'Irlanda. In lontananza, un frastuono di campanacci annuncia la presenza di una  falange di vacche pezzate. Procedono in formazione, seguite da due umani e guidate da un paio di cani, abilissimi a costringere nei ranghi i pochi elementi indisciplinati. Uno spettacolo, osservarne i movimenti. Dopo ore di salita, lo stomaco reclama qualcosa. Sportivi forever, ci siamo portati due pasti sostitutivi ad alto tenore proteico... Difatti, eccoci seduti in malga, di fronte a un gruppo di Alpini d'annata, in attesa della grigliata. Non manca un buon bicchiere di rosso, perché il Grappa è una montagna ad alto tasso alcolico. Cin cin!

La notte dei morti viventi

No, qualcuno me lo dovrebbe spiegare. Ora, qui, subito, sul letto di dolore dove giaccio e digito queste righe. Forse le ultime, per come mi sento. Qualcuno ci deve essere in grado di comprendere - e farmi comprendere - il motivo per il quale Jurassico ed io ci massacriamo in questo modo. E le ragioni (psichiatriche...?) per le quali insistiamo a definirlo "divertimento". Quasi sette ore di cammino sfiancante, per un totale di 15 km su 1200 m di dislivello. Roba che, rientrando, per poco non finiamo la passeggiata rotolando, da quanto eravamo sfibrati. Certo, i panorami guadagnati col sudore erano straordinari... Così come enorme la soddisfazione di essere riusciti in cotanta impresa a dispetto della nostra ragguardevole età. Tuttavia... Una volta tolti gli scarponi, si registrano: piedi come due ferri da stiro, ma di piombo. Giunture di legno, che nemmeno quelle di Pinocchio. Muscoli di pietra, senza alcuna somiglianza con The Rock dei Fantastici Quattro.  Insomma, u...

Valentina dei miracoli e angeli caduti

Per i miracoli ci stiamo attrezzando. Sono vent'anni che lo ripeto, in questo fine settimana l'ho concretizzato. A due millenni dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci, in Palestina, ecco arrivare l'espansione dei petti di pollo, a casa di Valentina.  Per evitarmi l'immane seccatura della spesa domenicale, ho deciso di farmi bastare le scorte rimaste nel frigo. Già discretamente depauperate dal fuori programma di sabato sera, vorrei ricordare.  Ho così deciso di realizzare una terrina di cotolette, utilizzando meno di un petto di pollo.  E qui mi è venuta in aiuto la tradizione familiare: ho attinto agli insegnamenti di nonna Letizia e zia Lidia, massaie di lungo corso e di consolidata vocazione al risparmio, applicando la loro tecnica di impanatura delle fettine.  Ovo, pan; pan, pan, pan, pan, ovo, pan pan. A filastrocca conclusa e frittura ultimata, potevamo contare su una torre di cotolette di robusta costituzione, consistenza croccante e gusto squis...

Fascion blogger

Nota vocale su Whatsapp. Mittente: il Gaglioffo.  Cough, cough, cough... Mamma, io prima stavo benissimo. Così mi sono dimenticato di essere malato e sono uscito sul terrazzo a salutare mio fratello che faceva pesi. Cough, cough... Dici che uscire in maniche corte non sia stata una buona idea? La mia maglietta era anche piena di buchi... Che ne pensi, muoio?  Perfetto. Dieci giorni di assenza, cinque di febbrone, altrettanti di antibiotico, e questo va a far conversazione all'addiaccio, per di più vestito di spifferi. Se non muore da solo giuro che l'ammazzo io.  Imbecille sferico. Quante volte ti devo dire di non vestirti come in agosto??? Non te la puoi mettere una tuta, senza buchi magari? Hai preso l'antibiotico, almeno?  Rilascio il cursore e rimango in attesa di doppia spunta blu e risposta.  Cough... Sì, l'ho preso. Però non lo voglio più prendere. Mi fa stare peggio dell'influenza! Sono due giorni che vivo seduto sul water! Basta!!!! Eviterò...

Vorrei essere zen

Ci sono situazioni nelle quali tacere è misura prudenziale. Pronunciare l'ovvia verità significherebbe innescare un conflitto di dimensioni ragguardevoli e dalle conseguenze imprevedibili.  Specialmente ora, con la Stamberga infestata di giovanotti in vena di festeggiamenti.  A te, nume tutelare della casa, spetta il compito di dirigere il traffico nelle zone nevralgiche - le cucine, essenzialmente - e sorridere sempre. Anche se gli effetti dell'operato di taluni distruttori - della tua quiete, ma non solo - hanno minato persino la tua leggendaria capacità di sorridere in ogni circostanza.  Ecco dunque che, nello spasimo di mantenere l'autocontrollo, ti affidi al training autogeno. Senza successo. Respiri a fondo. Finendo solo per iperventilarti.  Tenti la via zen, ma dev'esserci una deviazione perché, più cerchi di astrarti, più ti senti profondamente affine a un qualche dio della guerra.  Altro che buddismo. Conti fino a dieci, poi a venti, infine smett...

Finalmente un fine settimana come dico io. O quasi.

Qui non se ne poteva più. Tra brutto tempo imperante e impegni più o meno incalzanti, non spostavamo il camper da mesi: con il cruscotto imbiancato dalla polvere e le formiche a farla da padrone (come riescono quelle bestiacce a trovare sempre la strada per penetrare in massa? Avevano fatto il nido nella canalizzazione di un cavo elettrico!!!) ormai il nostro pachiderma aveva l’aria della mamma di Dumbo nella gabbia del circo. E io sembravo Dumbo fuori dalla gabbia. Da venerdì, il vento è cambiato. O meglio, lo ha fatto il tempo: la pioggia ci ha dato una tregua. Dopo aver divorato una pizza da manuale a casa dell’informatico (la prima volta che ci faceva da mangiare a casa sua: quando ho visto che mio figlio possiede cinque tipi diversi di sale mi sono resa conto di aver creato un mostro…) abbiamo caricato il bestione e ci siamo preparati al primo week end fuori porta della stagione. Una meraviglia: ce ne siamo andati a Borghetto di Valeggio sul Mincio, dove abbiamo scoperto un...

Belli i miei ragazzi

Fine settimana uggioso, funestato da vari contrattempi e incartapecorito da un’umidità che più padana non si può. Tuttavia… Tuttavia i miei rampolli hanno trovato il modo di farmi sorridere. Erano giorni che si organizzavano: la Miss e il gaglioffo, ospiti a casa dell’informatico. Menù: pizza per tutti. Fatta in casa, mica take away! Dato il tempaccio, i due si sono fatti accompagnare in loco da Jurassico, il quale ci ha provato a salire: si è sentito vagamente di troppo. Era evidente che il trio doveva parlare di “cose sue”. Il pater familias è battuto in ritirata, con  un sorriso appiccicato alla faccia che ci ha messo una mezz’ora per estinguersi. Gli piace troppo, questa complicità tra fratelli… Peccato solo per Andrea, rimasto a Padova anche nel fine settimana. A Casa per Caso, la sottoscritta sfamava un’accolita di teste canute da far invidia a un pensionato, mentre la gioventù se la spassava a Casa Single. Con sconcerto mai sopito da parte di mia suocera, che ...

Emoticon e serate emozionanti

Che tragedia. Jurassico ha scoperto gli emoticon.  Rimpiango i tempi nei quali, quando riceveva una cosa come questa: ;-)  rispondeva: “Cosa sono tutti quei segni d’interpunzione?” Già, perché ora Android gli fornisce una serie infinita di faccine, delle quali abusa, inondandomi la chat di diavoletti arrabbiati, cuoricini volanti e faccette linguacciute. Sta regredendo a una fase adolescenziale, con quel telefono. Comunque sia, almeno lo fa solo con me: la sua dignità con gli estranei è salva. Ciò, almeno, fino a qualche giorno fa, il giorno del famoso messaggio sulla mozzarella. Un messaggio che l’uomo mi ha mostrato, dopo avermelo solo raccontato: così, ho scoperto che la trappola non si celava nel testo (già sufficientemente compromettente, a mio avviso). Il guaio stava nell’emoticon. Il povero Davide ha ricevuto il messaggio che già conoscete, corredato però di faccina sognante e amorosa, che sputa bacini a forma di cuore   in lunga e tragica fila… ...

Finalmente un po' di sole

Allo spuntare del primo raggio di sole, Jurassico & Mpc si catapultano fuori dalla Stamberga, intenzionati a sfruttare ogni minuto di bel tempo disponibile. Programma della giornata: sessanta km in bici, pranzo frugale, un paio d’ore di riposo, quindi lavaggio finestre della veranda (collocate a cinque metri d’altezza, le laviamo una volta ogni tre anni…) e shampoo completo al camper. Realizzazione del programma: ventidue chilometri percorsi, ma a piedi. Un insidioso venticello di sottofondo dissuade i due dall’affrontare su due ruote la Pedemontana, optando per una soluzione più soft. Considerato che le bici sono rinchiuse da otto mesi, una scelta più sicura anche per le nostre ormai datate giunture. Ecco dunque la coppia felice sgambettare sulla via degli Ezzelini, in un’esplosione di natura in pieno rigoglio. Gli occhi pieni di sole, lo stormire delle foglie, il fiume che sussurra tranquillo… e centinaia di ciclisti della domenica che infestano l’intero percorso, lanc...

In cattività

Una belva in gabbia. Ragazzi, sono una belva in gabbia. E’ più di un anno che dura l’emergenza in reparto da Jurassico: il suo lavoro ha fatto irruzione nei nostri fine sett imana, togliendo anche l'ultimo scapolo di tempo a nostra disposizione.  Come dire che il camper è immoto da allora e che il nostro unico diversivo sono diventati i pranzi e le cene con gli amici. Piacevolissimi, nulla da dire, ma esiziali per la nostra salute: i chili di troppo si sommano gli uni agli altri, mentre gli esami del sangue si trasformano in un cielo stellato. Il fondo l’ho toccato domenica: in mancanza di meglio, ho deciso per una passeggiata di buon passo lungo il sentiero degli Ezzelini, approfittando della stupenda giornata. Il Jurassico si è aggregato. Abbiamo incontrato una folla di pensionati; soli o accoppiati, i peripatetici della situazione erano tutti accomunati dal bianco crine e dall’aria indomita. Un paio di loro si sono anche fermati a far due chiacchiere con il doc, che...