Saggezza di ritorno



Davide, alcuni anni fa: dopo un articolato rimprovero a suo fratello minore, reo di aver combinato non so che al PC, mi fissa cogitabondo. Per poi esclamare, quasi costernato: “Mi sono trasformato nel nemico che avevo giurato di distruggere!”

Matteo, alcuni giorni fa: “Oggi una mia compagna di classe mi ha confidato che una certa materia le fa schifo e che non la studia. Le ho risposto: No, ragazza, non ti conviene fare così… Poi accumuli arretrati e ne vieni sommersa. E finisci come me!”
“Hai fatto tesoro dell’esperienza. Bravo, buon per te!”
“Mhm. Certo che le nuove generazioni sono davvero impossibili. Vedo girare ‘sti bambinetti, tutti tronfi, che dichiarano di aver un gran voglia di fare casino…  Mi vien da dirgli: Anch’io ero così, ragazzi… E’ una strada che non porta da nessuna parte! Però so che non mi darebbero retta. Questi ’98 sono proprio sfacciati!”
Eh, già. Lui (un anziano ’97) sì che se ne intende di maturità!
“Mamma… ho un dubbio. Sto diventando saggio: non è che stia invecchiando?”
Lui, non lo so. Io, di sicuro: ‘sti figli mi hanno fatto venire i capelli bianchi. Speriamo che anche quest’ultima redenzione sia attendibile…

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