lunedì 6 ottobre 2014

Si avvicina l'ora zero

Il giro dei parenti è completato – con lacrime a profusione, manco la Miss stesse partendo per la Siria… –  i bagagli ormai sono stivati nello squalo. Trasformato in balena per l’occasione, considerata la massa di roba pigiata in ogni angolo fruibile. Se la neo-universitaria non la smette di ammonticchiare abiti, scarpe e orpelli vari, dovremo mettere qualcosa in braccio anche al pilota, domani.
Confesso avrei creduto di soffrire molto di più: l’entusiasmo per la novità e le aspettative positive per questa nuova avventura fanno decisamente premio sulla malinconia nel vedere la mia ragazza con la valigia in mano, pronta a lasciarmi per tre mesi.
Lei è entusiasta, e mi contagia con la sua felicità. Sapere poi che, da oggi, la sua nuova amica è riuscita a ottenere un posto nel suo stesso collegio mi rende addirittura euforica: tutto sta davvero andando per il verso giusto. 
A rincuorarmi ulteriormente, ieri sera c’è stata una riunione familiare. Del tutto casuale e inaspettata, tra l’altro: i festeggiamenti ufficiali si erano già tenuti la scorsa settimana, prima della partenza del filosofo, ormai già completamente immerso nei gorghi dell’Ateneo padovano.
Complice uno sciopero dei mezzi, all’ora di cena  mi giravano per casa sia lui sia l’informatico. Colta l’occasione al volo, mi sono inventata un pasto per sei: quattro hamburger e qualche bistecca alla griglia, caminetto acceso, caldarroste, Ramandolo e treccioline alla cannella.
Il menù, nonostante l’improvvisazione, è stato approvato all’unanimità.
Quanto all’atmosfera… Al solito, quando siamo tutti assieme pare di essere a una festa: sia essa pianificata o un’occasione improvvisata, si materializza una specie di magia. 
La Stamberga riprende vita: risate, scherzi, prese in giro e finti alterchi tra me e il Jurassico rendono la nostra conversazione più scoppiettante del fuoco nel camino, mentre i quattro dell’Apocalisse ritrovano e rinnovano quella complicità condivisa da sempre.
Quando penso ai tanti rapporti fraterni avvelenati da gelosia, rivalità, invidia e antipatia mi si scalda il cuore a guardarli, i miei ragazzi. E avendo provato di persona quanto conti un rapporto saldo con il proprio fratello, auguro loro di continuare a volersi bene in questo modo, per sempre.
Ed ora, via! Ci sono ancora un sacco di cose da fare, prima di mettere in moto lo squalo.
Il seguito alla prossima puntata...