venerdì 13 aprile 2012

Interrogazione di storia

Ore 13,38.  Il gaglioffo entra, trafelato, producendo un frastuono animalesco: pare sia piombata in ingresso una mandria di bufali.
Scendo le cale, vociando:”Matteo? Matteo, sei tu?”
Nessuna risposta.
“Matti…?”
La sua voce mi giunge dagli inferi: è sigillato in bagno.
“Ti pare l’ora di arrivare a casa, questa?” m’indigno, attraverso la porta chiusa.
“Ero qui fuori a parlare con i miei amici! Che vuoi, adesso? Anche distruggermi la vita sociale?!”
“Non sia mai. Esci da ‘sto bagno e dimmi dell’interrogazione, troglodita.”
Spalanca lo scorrevole, stagliandosi sulla porta: mammamia quanto alto è diventato, ‘sto ragazzo! mi sorprendo a pensare.
“Ho fame! Dov’è la mia pastasciutta?”
“A scaldare in micoonde. E allora? Quanto ancora mi vuoi tenere sulle spine???” protesto, allungandogli il piatto. Ci si tuffa letteralmente dentro, ruminando in indistinto: “Bene!”
“Bene, quanto?”
“Sei e mezzo. Ma non è definitivo.”
“Come, non è definitivo? E come sei andato, hai risposto o no? Insomma, spiegati!”
“Mhm. Mi ha chiesto le guerre persiane: dovendo riassumere in meno di un quarto d’ora più di vent’anni di storia, mi sono trovato un po’ in difficoltà. Avevo paura di non farcela a dire tutto..”
“Capisco. E la volatilità della tua quotazione a che è dovuta, se non sono indiscreta?”
“Non ha finito l’interrogazione. Mi finisce sabato.”
“Ah. Speriamo non ti finisca sul serio. Comunque, non mi pare che lei dispensi sette come se piovesse… Devo pensare che hai rispoto correttamente a tutte le domande?”
“Sì. O quasi. Un errore l’ho fatto, ma la prof non si è arrabbiata. Anzi, ha fatto una risata.”
“Di che errore parliamo?”
“La battaglia di Mileto.”
“Eh. Vuoi dirmi o no???”
Non c’è niente da fare: questo mi tira a cimento ogni volta.
“L’ho chiamata la battaglia di Milito…”
Ottimo. Chissà che sabato si metta a parlare della battaglia di Maradona, che così ci giochiamo la partita. Definitivamente.
E’ una vita difficile…