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L'ultima tentazione dello scribacchino (attenzione: NON sarò breve)

Autopromuoversi a scrittore in pectore.  Ammettiamolo, via: noi scribacchini siamo tutti aspiranti pennivendoli, con tutti i rischi del caso. Il lungo lavoro di autorevisione, assieme ai contatti con chi, come me, avverte incoercibile la necessità di metter su carta i suoi pensieri, mi sta facendo superare confini inaspettati, svelandomi scenari insospettabili.  Volendo evitare di concentrarmi sulla pagliuzza nell'altrui apparato visivo, dove il mio è ingombro da un'intera trabeazione, parlo per me. Se poi qualcuno dovesse riconoscersi in quel che scrivo, mediti. Mediti con attenzione.  Autoreferenzialità: questo è il peccato originale, quello con cui ci mettono al mondo. Quello letterario, almeno. Nella storia di ognuno di noi c'è una maestra, un professore, un docente in pensione, una zia di buon cuore o un'amica fidata, convinti di avere di fronte il futuro Manzoni. I più sfigati li hanno avuti tutti, così che la loro convinzione di essere potenziali best ...

No guilt trip

Voglio fondare un movimento. Un movimento per l'abolizione dei sensi di colpa.  Lo chiamerò "No guilt trip", e inviterò tutte le mie amiche e i miei amici a iscriversi.  Quanto a me, mi propongo di esserne il fondatore, giacché dai sensi di colpa mi sono liberata da un bel po' e da allora la mia vita è cambiata. In meglio. Sono più serena, sorrido di più e non vedo più tutto nero.  Mi sento felice come mai lo sono stata e rendo più felici coloro che mi stanno vicino.  Ho acquisito persino una rarissima abilità: quella di far andare d'accordo le persone, dirimendo le contese  e ponendo le basi perché non se ne creino.  Ho incrementato la mia lucidità, irrobustito il mio pragmatismo e riesco sempre a cavarmela, anche in mezzo ai problemi più complessi ed emotivamente coinvolgenti.  E tutto ciò non perché io sia più brava del resto del mondo. Credetemi, di imbranate come me ce ne sono poche. Spesso prendo granchi colossali, specialmente con...

Che schifo la vita!

E' una battuta di Mafalda, letta millenni fa: un flash che mi ritorna alla memoria, in periodi come questo.  Nonostante sia in vacanza (almeno nominalmente), nonostante sia immersa in un panorama incantevole e nonostante incontri amici meravigliosi. I problemi m’inseguono: dentro e fuori alla famiglia, allargandosi anche alla cerchia di parenti e cari amici. Tra scuola e università, fonte più di preoccupazione che di sorrisi, scippi nei mezzi pubblici (vittima: mio fratello) e amici inguaiati a dismisura su tutti i fronti, ce ne sarebbe più che abbastanza da deprimersi. Invece, no: deprimersi non serve a niente. Anzi, peggiora le cose, se possibile. La vita è una guerra. Chi ci ha raccontato una cosa diversa mentiva. La vita ci vuole sempre combattivi: non permette cedimenti o fughe. Non fa prigionieri: ergo, non è permesso nemmeno arrendersi. Neppure quando sembra che battersi sia inutile: se devo morire, preferisco farlo combattendo che implorando pietà. Ogni battag...

Uffa

Mi sento proprio come il Grillo Parlante. Mi accorgo dei vicoli ciechi dove si caccia la gente, prevedendo con precisione millimetrica dove e come andranno a finire. Peccato che quando li avviso non mi diano retta: anzi. Sono guardata con supponenza, fastidio, se non addirittura con profondo disprezzo. Potessero, mi schiaccerebbero come il Grillo di cui sopra. Salvo poi ficcarsi nei guai fino al collo, e aspettarsi da me i mezzi e l’aiuto per uscirne. Comincio a essere stanca di essere considerata il refugium peccatorum del mondo intero. Alla prossima che mi combinano, mi do alla macchia: così le castagne dal fuoco se le levano da soli. E con questa dichiarazione d’intenti, vi saluto: vado a colloquio con un prof della Miss. Almeno mi tirerò un po' su di morale... Ciao a tutti!

La carica dei 101

Centounomila accessi. Ragazzi, siamo passati ai numeri a sei cifre! Ho persino dovuto controllare come si scrive… Jurassico, che mi fa il monitoraggio mattina e sera (a quanti click sei arrivata?) è stato colto da una delle sue rare crisi di entusiasmo, pretendendo di stappare una bottiglia di quelle effervescenti. Un brindisi che abbiamo dedicato a voi, per la cronaca: i veri responsabili dell’avanzamento del mio contatore. Grazie, miei prodi: io blatero sulla Rete e voi non mi mollate. Una bella costanza, non c’è che dire. Una costanza che mi dà la carica: anzi, mi ricarica, in un periodo che mi vede in difficoltà su vari fronti. Dal momento che rappresento una fonte di energia rinnovabile per parecchie persone, non posso permettermi di crashare. Anche se, a volte, ci sono fronti proprio caldi. Quello degli amici, per esempio: amici che non posso aiutare, se non con una parola e un sorriso. Un sorriso che spesso non possono nemmeno vedere, perché stanno a centinaia di ch...

Giovani dentro

Ma non fuori, purtroppo. Quando mi alzo e mi guardo allo specchio resto sempre delusa: che c’entra quella sioretta con me? Ero convinta che l’invecchiamento non mi avrebbe mai coinvolta: sono stata una titolare giovanissima, una mamma giovane, una moglie giovane. E mentre gli anni rotolavano, affastellandosi sulla mia groppa, io correvo talmente veloce da non rendermene conto. Con la conseguenza che oggi mi sento una trentenne, ragiono come quando avevo quell’età e, lo confesso, mi comporto di conseguenza. Il giorno in cui cederò di schianto, abbattuta da una delle mie imprese assurde, non compatitemi: me la sarò cercata. Lo ammetto pubblicamente. E’ una persecuzione, però: io e il mio fisico non andiamo d’accordo. Da sempre. Da ragazzina, ero un soldino di cacio: mi levavano almeno cinque anni, rispetto alla mia età anagrafica. Il che, se capita adesso, è grasso che cola, ma allora mi faceva arrabbiare da morire. Magistrale il colpo vibratomi da una signora, la quale, udit...

Madre Natura

Il manigoldo torna da scuola, sempre senza niente da dichiarare: il che mi preoccupa un po'  - quando comincerà a fare sul serio, questo? - però mantiene l’atmosfera delle cucina serena e priva di ombre. Misurando il perimetro attorno al tavolo a grandi passi, con 'ste zampe da watusso, sventola le braccia extra-size e accenna a qualche scarto laterale improvviso. Le sue movenze sono una via di mezzo fra gli spostamenti di un aracnide e la gestualità di un primate: ‘sto figlio mi  si sta alzando di statura troppo in fretta. Speriamo che riacquisti un po’ di eleganza, quando  le sue misure si stabilizzeranno.  Manco mi leggesse nel pensiero, se ne viene fuor, all'improvviso: “Mamma, oggi  ci hanno mostrato delle scimmiette adorabili… Bianche e nere, con la coda lunghissima: ne voglio una! Devono essere morbidissime!” “Seee, ci mancherebbe solo quello: pensa la puzza che fa una scimmia! Dopo sì che scappo di casa...” “Ma quelle si sono estinte?” “Bah, da come l...