L'ultima tentazione dello scribacchino (attenzione: NON sarò breve)
Autopromuoversi a scrittore in pectore. Ammettiamolo, via: noi scribacchini siamo tutti aspiranti pennivendoli, con tutti i rischi del caso. Il lungo lavoro di autorevisione, assieme ai contatti con chi, come me, avverte incoercibile la necessità di metter su carta i suoi pensieri, mi sta facendo superare confini inaspettati, svelandomi scenari insospettabili. Volendo evitare di concentrarmi sulla pagliuzza nell'altrui apparato visivo, dove il mio è ingombro da un'intera trabeazione, parlo per me. Se poi qualcuno dovesse riconoscersi in quel che scrivo, mediti. Mediti con attenzione. Autoreferenzialità: questo è il peccato originale, quello con cui ci mettono al mondo. Quello letterario, almeno. Nella storia di ognuno di noi c'è una maestra, un professore, un docente in pensione, una zia di buon cuore o un'amica fidata, convinti di avere di fronte il futuro Manzoni. I più sfigati li hanno avuti tutti, così che la loro convinzione di essere potenziali best ...