Memorie di una lettrice compulsiva

Se esiste una sindrome da lettura incoercibile, io ce l'ho. 
Un fenomeno di tolleranza (me ne servono dosi sempre maggiori), dipendenza (non posso vivere senza), con punte maniacali nella gestione della roba. Me ne procuro sempre di nuovi e voglio ottenere quello che ho in testa, a costo di perderci  ore e ore per trovarlo. 
Allo stato, ho quattro libri fermi a metà, che non riesco a portare avanti ma non vorrei abbandonare; cinque libri cartacei sotto i ferri più due e-book in lettura. A ciò si aggiunga l'ovvia lettura del quotidiano.
Mio figlio Matteo mi guarda, e scuote la testa: "Maniaca!"  
Tanto per dire, ho appena chiuso - felicemente - un dramma capace di guastarmi le ultime trenta ore di vita. 
Antefatto: ordinare un libro per l'Università a tua figlia, e aggiungere un libro anche per te, perché le spese di spedizione sono un affronto e un abominio. Raggiungere la cifra minima per evitarle non è difficile. Il difficile è non triplicarle, quando apri la lista dei tuoi desideri...
Fatto: uscire tre giorni con il camper, viaggiando leggera per obbligo (dieci libri a disposizione sull'e-reader) e non trovare più il libro nuovo ad attenderti al tuo ritorno. 
Misfatto: l'hai riposto in libreria in un momento di distrazione; solo che non ricordi più in quale delle sei librerie di casa tua l'hai appoggiato. Ed è subito panico. 
Effetto: rovistare ovunque, incluso dietro la testiera del letto, e scoprire un libro di un'autrice amatissima dimenticato in un anfratto. Ed è subito entusiasmo. 
Una specie di Babbo Natale d'Agosto. 
Parentesi: Pulizie. Un male necessario, durante le quali non si può leggere. Scrivere sì, però: mentre ti aggiri ronzante come l'Ape Maia rivoltando casa in meno di un'ora, puoi sempre pensare alla prossima pagina da scrivere. Se hai un'illuminazione sulla via del tappeto damascato, puoi sempre incidere una nota vocale sul tuo fedele lettore mp3. Esser dunque impegnata a spolverare distrattamente la libreria, e scorgere d'improvviso il libro perduto. 
Conclusione: ti senti completa. Finalmente, la tua giornata è perfetta. 
Nonostante ti attendano una dozzina tra adempimenti burocratici, seccature varie ed eventuali, una noiosissima coda in Posta e una puntatina in discarica, tanto per non perdere l'abitudine. 
Tanto lo sai. Quando con i tutto quadra, quadrerà pure il resto. 

L'ho detto. Io sono malata! 

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