sabato 10 giugno 2017

Ultimo giorno di scuola

Ultimo giorno di scuola. Ultimo, ultimo: anche l'ultimo è arrivato alla meta. 
O quasi. Siamo sempre in tempo a farci fregare all'Esame di Stato, però... 
Però si chiude un ciclo. 
E che ciclo, ragazzi: un ciclo iniziato ventitre anni fa - mannaggia, così tanti ne sono passati...? - nel più brusco dei modi. 
Mamma totalmente impreparata, Jurassico mi ha gettata nell'arena delle riunioni plenarie, senza rete nè qualifica. Se ci ripenso, lo ammazzerei ancora adesso...
Ho superato questo ed altri traumi, vigliacche ostilità ed encomiabile supporto. 
Mi sono sentita inadeguata, assente, troppo presente, insicura e cronicamente incerta sul da farsi. 
Ne ho passate di cotte e di crude, con quei quattro, che mi hanno fatto vedere ogni possibile sorcio verde che mente umana possa concepire. 
Ho incontrato dozzine di persone diverse, tra le quali alcune davvero splendide. A costoro devo moltissimo. 
Ho dovuto cercare di dimenticare persone meschine, poche per fortuna, i cui comportamenti aberranti hanno messo a rischio la riuscita della mia improbabile impresa. 
Ho fatto di tutto per supportarli, i miei quattro rampolli, per farli crescere dentro alla testa, almeno quanto lievitavano di statura, anno dopo anno. 
Li ho visti cambiare, sbagliare, disperare e migliorare. 
Con un paziente lavoro di cesello ho cercato di scolpire un messaggio, dentro al loro cuore prima ancora che nel loro cervello, capace di sfidare gli anni e accompagnarli oltre i banchi di scuola. 
Li ho aiutati nelle difficoltà e spronati nelle sconfitte, tentando di insegnargli a vincere senza vantarsi e a perdere senza scoraggiarsi. 
Ho sperato che imparassero qualcosa di buono dai migliori, e riconoscessero quanto certi errori possano essere pericolosi, nei casi peggiori. Ci sono docenti capaci di renderti una persona migliore, e cattivi maestri dai quali non c'è nulla da imparare. Ho provato a mostrare loro come distinguere gli uni dagli altri, senza mai perdere il rispetto, per gli uni e per gli altri. 
Perché al di là dell'uomo, c'è il ruolo. E il ruolo va sempre rispettato, anche quando indegnamente interpretato. 
Spero di aver contribuito a far di loro degli adulti in gamba e consapevoli, nonostante la mia distrazione cronica, le mie assenze forzate, la mia ansia malcelata. 
L'esperienza con i maggiori mi conforta nelle mie speranze, mentre il corso di studi della Miss è una mano santa, per la sua e la mia autostima. 
Ora tocca al gaglioffo. Da questo istante in poi, sta tutto a lui. 
Stavolta sì, son dimissioni. Anzi, è pensionamento: ormai non saprò nemmeno più gli insegnamenti, altro che colloqui con i docenti. 
Potrò fare solo da sfondo, limitandomi ad azzardare qualche consiglio, ben sapendo di essere destinata a rimanere quasi sempre inascoltata. 
E' stato un cimento, arrivare fino a qui. 
"Lo stiamo perdendo!" 
"Lo mandi a zappare, non se ne può cavare altro"
"La vita seleziona. Sarà la vita a selezionare i vostri figli!" 
Ok, disfattisti. Sfida accettata. Io credo nei miei ragazzi, e fino ad oggi la vita mi ha dato ragione. 
Incrocio le dita, a partire dal 21 di Giugno. E che la sorte ci sia propizia!