mercoledì 14 settembre 2016

Pur sempre insieme

Ha funzionato. Devo dire che l'intervento in forze dei due giovani di famiglia ha rimesso Jurassico in riga. Vedere nostra figlia stesa a letto accanto a me e suo fratello minore seduto al nostro fianco, intenti a confortarmi e a stigmatizzare i suoi comportamenti insensati, deve averlo indotto a mettersi una mano sulla coscienza. 
L'essere rimasto solo soletto nel lettone nelle ultime tre o quattro notti probabilmente ha fatto il resto. 
No, non è una ritorsione. E' che quello, reso intollerante dalla sofferenza, abbassa il condizionatore al punto da far rinominare la camera nuziale "l'obitorio", e io in quel freezer non ci dormo. 
Inoltre, svariati problemi rendono agitate le mie notti: e quando sono nervosa dormo poco, ma leggo molto. Ora, per quanto l'uomo possa amarmi, posso comprendere il suo fastidio, quando socchiude un occhio alle due, alle tre, alle cinque e alle sei, beccandomi sempre con l'e-book in funzione. Avrà anche una luce flebile, ma sempre luce è. Poi mi muovo, mi agito, in una parola: rompo. 
Non intenzionalmente, ma fortemente. E quindi, sono migrata in camera di Andrea. Tanto quello ormai è andato, e chissà se e quando tornerà. 
Comunque sia, l'uomo della mia vita (definizione di Matteo, che non credo intenda farci un complimento...) ha ricominciato a comportarsi come un essere umano. Dismessi i panni del grizzly, quando rientra a casa lo percepisci solo a causa del brusco calo termico. Come la regina delle  nevi, dove passa lui, si formano le concrezioni di ghiaccio. 
Però è carino, amorevole, gentile e, persino, premuroso. 
Anzi, oggi mi ha tratto d'impaccio, salvando anche la zampa di un altro plantigrado: Fratello per Caso.  Impensierito da una mia telefonata preoccupata, ha organizzato un soccorso rapido er il cognato, ingessato al piede da lunedì mattina. 
L'ortopedia sta diventando una moda, quaggiù: Jurassico, mio fratello, una carissima amica di famiglia e un paio di amiche di mia madre sono finiti (o finiranno) con le stampelle. Sto pensando di organizzare un pulmino e di portare tutti al Santo...
Stamattina sono andata a vedere come stava, e l'ho trovato grondante sudore (il condizionatore non si accende nemmeno con 30°, in quella casa lì. L'aurea mediocritas non fa parte del vocabolario dei miei parenti, a quanto pare), e con le dita del piede che sembravano petali di una pervinca. 
Dal momento che, sollevando il piede, il blu sfumava a un rosso acceso, il problema era stato derubricato a "normale amministrazione". 
Meno male che Jurassico c'è.  In meno di un quarto d'ora, aveva già allertato il collega di turno. Quando sono arrivata in sala gessi, dopo nemmeno un minuto avevano già il flessibile in mano: più che in un gambaletto, il mio povero fratello pareva preso in una tagliola. 
Già un po' strettino all'origine, dopo quarantott'ore di caldo mortale il piede si era gonfiato fino a non starci proprio più, in quel sarcofago. 
Grazie al cielo, danni non ce ne sono stati. Però, santo cielo, è possibile che, rientrata un'emergenza, se ne apra subito un'altra??? Posso io pensare anche per conto terzi, e scontrarmi anche contro la resistenza passiva dei nati imparati, che arrivano a infliggere agli altri diagnosi fai da te? 
Quanta pazienza, santo cielo, quanta...