martedì 15 marzo 2016

Posseduto

Giornatina con i fiocchi, ieri. Il filosofo, al secolo quasi ingegnere per la seconda volta, doveva affrontare l'ultimo esame prima della laurea. Poiché, com'è noto, la sottoscritta è una madre pragmatica, lucida e sensata, sono vissuta in apnea per più di mezza giornata. Mi muovevo come un palombaro, immersa in una dimensione extracorporea, almeno fino all'inoltro della magnifica notizia.  Passato, anche bene: a luglio sarà alloro. E, soprattutto, fino a luglio non lo vedrò più lavorare come un mulo durante la settimana e ammazzarsi sui circuiti nei week end.  
Immediatamente dopo la lieta novella, è scattata l'operazione stasera si festeggia. Per scaramazia, non avevo comprato nemmeno uno spiedino; appena saputo, la mia pescheria è stata presa d'assalto da una Mpc quasi indemoniata. 
Nonostante le mie intenzioni culinariamente bellicose, non ho rinunciato alla lezione di ginnastica di mezza sera. Mettici la cena con champagne e il riordino cucina, alle dieci e mezzo non mi sono coricata. Sono stramazzata sul letto. 
Unico neo in una giornata altrimenti perfetta, la prolungata sparizione del nostro felino, il quale, dopo un pomeriggio di assenza, aveva mancato l'irrinunciabile appuntamento della bustina serale. Tutti vagamente preoccupati, siamo andati a dormire sperando di rivederlo la mattina successiva. 
Scivolata in un sano sonno ristoratore, dopo meno di un quarto d'ora vengo risvegliata da un grido proveniente dalla camera del gaglioffo. Una discreta bussata alla porta, ed ecco emergere il giovane, con un peloso tra le braccia. 
"Ueh! L'animale... Da dove sbuca, il vigliacco?"
"Lascia perdere, va'. Ero a letto, e per qualche secondo ho creduto di essere posseduto. D'improvviso, nel mio armadio ho iniziato a sentire un tramestio sempre più violento, e poi una voce che diceva Ohiohiohi... Ohiohiohiohi... Una presenza demoniaca, forse...? Infatti, era lui. Stava cercando di uscire, a ha attivato l'orso parlante! Roba che mi fa morire!" 
Il gatto è stato cibato e fatto uscire all'aperto. 
Una giornata normale noi, mai, eh? 
Che vita, che vita ragazzi...