venerdì 11 marzo 2016

Beato fra le donne

"Devo presentare la nostra scuola ai bambini delle medie. Ho il dovere di aprire loro gli occhi. Quelli non sanno quello che fanno..."
"Perché?" 
"Perché sono nell'età in cui ti sembra orribile vivere circondato da compagne femmine..."
"Vedo. E ora che sei nell'età in cui tale condizione rappresenta il tuo karma, che gli diresti?"
"Di iscriversi subito. Senza la minima esitazione. Le tue compagne diventano le tue sorelline, ti aiutano a vestirti, pettinarti e calzarti. Poi, ti presentano le loro amiche e tu espandi il tuo raggio d'azione dove mai arriveresti da solo!"
"Mhm. Altro?"
"Come no. Le mie amiche sono la mia squadra scout"
"Ovvero?"
"Ovvero, io punto una ragazza, e loro vanno in avanscoperta per capire se valga la pena provarci oppure no. Sai quanto serve una cosa del genere?"
"..."
"E poi c'è la migliore amica. Quella che ti tiene gli occhiali quando si profila una rissa, quella che sa tutto di te, quella che ti conosce più di te stesso, qualche volta. Come la trovavo una come lei, in una classe di soli maschi?"
"In effetti..."
"No, no. Devo fare proselitismo. Devo spiegarglielo, che la mia scuola è il paradiso!" 

Bene. Io sono soddisfatta per la didattica e i principi che stanno trasmettendo a mio figlio. E questo è felice perché ha una squadra di scout in gonnella. Ognuno ha i suoi motivi per gioire... 
(Nota: in gergo militare, gli scout sono gli esploratori, quelli che controllano il territorio per primi. Nulla a che fare con i boy scout. Giusto per chiarire; la prima volta che mi ha parlato di scout, la sottoscritta ha gravemente frainteso...).