giovedì 4 febbraio 2016

Rieccola...

Ciao a tutti.
Rieccomi: no, non sono morta. Nemmeno malata, o intenta a curare malati gravi. Per carità, è una settimana che mi divido tra ambulatori e ospedale, ma si tratta di minutaglia di ordinaria amministrazione.
In questo intervallo sono concessa una vacanza a 2.000 metri assieme al mio orso bruno, utile a ricondurlo a una forma – quasi – umana. Ho sciato, passeggiato e mi sono disintossicata.
Nel frattempo, il gaglioffo quasi faceva saltare la Stamberga, grazie a un amico siciliano, poco avvezzo ai caminetti accesi. La banda dei sette, i quali avevano colonizzato la nostra abitazione approfittando della nostra assenza, si erano procurati clandestinamente un comburente a base di cherosene (orrore!) e il pollo siculo l’aveva utilizzato a fuoco acceso. Risultato: un rogo alto fino al tetto, e il terrore a farla da padrone, per alcuni, lunghissimi minuti. Per fortuna ci siamo risparmiati il ritorno di fiamma, o il pollo sarebbe finito arrosto.
Vi risparmio i commenti di Jurassico, quando è venuto a conoscenza dell’accaduto.
Poiché i lussi si pagano, ci ho messo un mese a rimettermi in pari con le mie mille incombenze. Tra rogne burocratiche e sgradite missive da parte dell’Agenzia delle Entrate la sorte si è messa d’impegno a ridurre il mio senso dell’umorismo al lumicino.
Ecco il perché della mia momentanea scomparsa dal web.
Poi, c’è un’altra novità: mi sono rimessa a scrivere. Un romanzo nuovo, per nulla imparentato con i Marmocchi. Non è il sequel del mio primo, un po’ perché non si può restare prigioniere di un personaggio – specie se quel personaggio te lo ritrovi ogni mattina riflesso nello specchio – e poi perché c’è un limite alla quantità di c@@@i propri che si possono rendere pubblici.
Alcuni me lo chiedono, il sequel, ma già le pagine di questo blog sono una finestra aperta su casa per Caso, e poi l’edizione autopubblicata è riveduta e corretta, con l’aggiunta degli aggiornamenti dell’ultima ora.
La mia avventura di scrittrice di ritorno è ancora agli esordi: sto rivedendo la bozza, lavorandoci sopra con un’alacrità che mi sorprende. Scrivere è proprio una droga, per me. Seconda solo al leggere.
Domani vi racconterò le mie impressioni come editor di me stessa. Sto cominciando a detestarmi…

Un saluto a tutti, in particolare a chi mi ha scritto, preoccupato che ci fosse qualche guaio inedito. Grazie per l’affetto, ragazzi! Siete proprio dei buoni amici.