mercoledì 27 maggio 2015

Una nuova invasione

La Miss è rientrata al paterno ostello per una decina di giorni, il che comporta (almeno una sera) l'invasione massiccia da parte della figliolanza della cucina di Casa per Caso. Una torre di cotolette, accompagnata da una vasca di purè, fa da sfondo a una riunione familiare scandita da aggiornamenti, sfottò e risate, stavolta davvero oltre i limiti del surreale. 
Tutta colpa del filosofo, il quale ci narra la sua avventura meneghina. 
Intenzionato a trascorrere l'estate nel regno di Molto Molto Lontano, per uno stage aziendale, si iscrive al meeting dei partenti con i già tornati ma intenzionati a ripartire, riuniti appunto in quel di Milano. 
Come da manuale, viene interpellata Zia Terry, in arte Mammamatta, la quale - fedele al suo nick - accoglie a braccia aperte il profugo veneto, fidando nella collaborazione della sorella, convocata in veste di Virgilio. 
Il turista per Caso viene condotto al rifugio generosamente offerto dalla nostra grande amica, fornito di chiavi e accompagnato fisicamente fino alle porte del suddetto, acciocché possa rientrare a notte inoltrata senza tirare giù dal letto la padrona di casa. Un'organizzazione impeccabile, come sempre. Grazie, Teresa! 
Il meeting dei piccioni viaggiatori si svolge con pieno successo, si mangia ma non si beve - almeno avesse bevuto, mio figlio. Quasi quasi mi preoccuperei di meno... - si scambiano battute, esperienze e indirizzi mail, fintanto che giunge l'ora di andare a nanna. 
Il nostro eroe raggiunge senza grandi difficoltà Casa Matta, infila deciso la scala, raggiunge il terzo piano e fa per aprire la porta. La quale resiste a tutti i suoi attacchi. Disperato, prova a telefonare alla padrona di casa, che lo ignora bellamente. La mia amatissima amica vive incollata al cellulare night & day, ma lo tiene in modalità "non mi rompete". E quindi non lo sente. A questo punto il profugo lascia perdere la tecnologia e si attacca al campanello. Quello lo sentirà!
Funziona. 
La porta si spalanca di colpo, rivelando le sinuose forme di un individuo corpulento coperto dalle sole mutande, il quale con espressione rabbiosa aggredisce verbalmente il mio attonito figliolo. Ormai in preda al panico, questi farfuglia di aver sbagliato appartamento, borbotta di essere alla ricerca dell'avvocato Benpensante (nemmeno le referenze blasonate placano l'ira del vicino) e inizia a credere di essere disorientato. Decide pertanto di cercare rifugio alle contumelie dell'infuriato signore rivolgendo la sua attenzione (e le chiavi) alla serratura della porta di fronte. 
Non l'avesse mai fatto. Sua Vastità diventa una belva: "Cosa fa?! Brutto omissis di uno omissis, quella è la porta di mia madre! Io chiamo la polizia!!!"
Il giovane, terrorizzato, infila le scale di corsa e raggiunge il piano superiore. Gli hanno detto che può entrare da due piani diversi, ergo ci prova. 
Al piano di sopra le cose vanno addirittura peggio. Stavolta alla porta non ci si avvicina neppure, perché sul pianerottolo si materializza una donna. Costei si limita a fissarlo arcigna, senza proferire parola. Non serve: gli animali che tiene al guinzaglio sono un monito eloquente quanto basta. Mio figlio si paralizza (vuoi vedere che adesso questa scioglie i cani?),  ma ora non accade nulla. La tizia si volta, mollando Andrea con un palmo di naso, e scende a far fare pipì ai cani. All'una di notte. 
Di fronte al naufragio di tutti i tentativi esperiti per entrare, Andrea ormai sta pensando di dormire sullo zerbino, in ingresso. Prima di capitolare, però, inizia a telefonare a Valentina, la quale gli conferma l'ubicazione degli appartamenti, lasciandolo ancora più confuso. Secondo lei, la zia abita lì. I fatti, tuttavia, dimostrano il contrario. 
Gira a vuoto un altro po', riuscendo a far infuriare anche il ragazzo del Miss, insospettito dalle continue telefonate di questo Andrea che non la pianta di molestarla. Hai voglia spiegare che è tuo fratello, disperso nei meandri di un condominio in zona semicentrale...
Finalmente, Terry nota il lampeggiare del telefono e lo chiama. Una volta stabilito che l'amico non è alle porte (non lo sente sfrucugliare con le chiavi) si chiarisce l'arcano. 
Scala sbagliata. 
Col navigatore satellitare all'orecchio, lo sfinito ragazzo raggiunge la porta giusta, e dopo averla varcata con un tonante sospiro di sollievo crolla sul letto. 
Lui è salvo, per fortuna, ora però chi salverà l'avvocato Benpensante dalle malignità serpeggianti tra le scale? 'Sta donna. Si procaccia i toy boy e li sceglie talmente imbranati da finire alla porta di una pensionata novantenne!