martedì 4 giugno 2013

Da oggi sciopero



Il gaglioffo ha bisogno di una registrata.
Vittima della tipica sindrome da eccesso di sicurezza in se stessi che affligge quasi tutti i maschi – adolescenti e non – è  circondato da troppe donne adoranti. Le sue compagne di scuola ne hanno fatto una specie di idolo, la nonna se lo coccola, esilarata dalle sue battute, la mamma – ahimè – è sempre presente, finendo con il soddisfare ogni sua necessità. Pessima cosa.
Approfittando dell’eccesso di disponibilità delle compagne, il nostro si fa servire come un re: dai dolcetti regalati a merenda all’astuccio raccolto da terra, lo stanno abituando ad avere uno stuolo di femmine letteralmente ai suoi piedi.
L’unica cosa che gli impedisce di diventare un insopportabile vanaglorioso è la robusta dose di autoironia che, a quanto pare, gli devo aver  passato con il latte.
Ciononostante, qualche volta il giovanotto esagera anche con me: pronta a rintuzzare i suoi atteggiamenti da principe regnante e spietata nel demolirlo a suon di battute, sono sempre riuscita a tenere a bada il suo Io. Fino a sabato.
Venerdì sera, rientrando alle due di notte da una cena a casa di amici, mi rendo conto di aver scordato le chiavi. Sperando di evitare di risvegliare l’intera famiglia col campanello, tento con i cellulari: l’unico acceso è quello del gaglioffo. Il quale, tuttavia, non mi risponde. Provo un paio di volte, senza esito, e mi rassegno a telefonare a casa: in camera nostra c’è un telefono, ergo mio marito lo sentirà.
La cosa mi scoccia molto: svegliare Jurassico è come disturbare un plantigrado dal letargo. S’innervosisce molto e fatica oltremodo a riaddormentarsi.
Il marito viene destato dallo squillo, bofonchia una mezza protesta per l’ora in cui mi presento a casa, mi apre e – per fortuna – ripiomba nel sonno appena riguadagnato il talamo.
Mi è andata bene…  rifletto, infilandomi a mia volta sotto le coperte e abbandonandomi tra le braccia di Morfeo.
Poche ore dopo, l’episodio ha uno strascico: a colazione il rampollo mi affronta, rampognandomi per aver lo svegliato e dichiarando che, fosse stato per lui, avrei passato la notte fuori dalla porta. A quell’ora del mattino lui non è in grado di svolgere alcuna attività volontaria: ergo, mi ha mandata a c@@@re. Sic.
Ci resto di sale (non erano i genitori a parlare così ai figli, una volta…? Possibile che io sia sempre dalla parete sbagliata della barricata?!), tuttavia al momento non reagisco: mi limito a fargli osservare che lui le chiavi se le dimentica spessissimo e, quando le ha, spesso non le usa.
Mi obbietta che lui non rientra alle tre di notte e chiude lì la faccenda, andando a scuola.
Dopo un po’, il resto della famiglia riprende vita: i figli si dispiacciono per non aver avuto il telefono acceso, mentre il marito mi sfotte per l’ennesimo casino causato dalla mia distrazione.
Li informo, neutra, circa il comportamento del gaglioffo: e provoco un’eruzione vulcanica. Tra figli e marito, non so chi sia il più arrabbiato: lasciare la mamma fuori di casa??? Ma stiamo scherzando?!
All’ora di pranzo, la sottoscritta se ne va bel bella a far la spesa: viceversa, i maschi di famiglia fanno clan, facendo nero il colpevole.
Quando torno, lo trovo ammutolito: non si aspettava una reazione del genere.
Ora tocca a me: con calma, gli comunico quanto segue.
Considerato che l’unica volta che gli ho chiesto di prendersi un minimo di disturbo per me mi ha mandato omissis, per la prossima settimana dovrà dimenticarsi di avere una madre. Stendere, stirare, prepararsi da mangiare e rassettare la cucina saranno cosa sua: scuola o non scuola, la sottoscritta è in sciopero. Il che significa anche niente dolci, focacce, pizze e manicaretti vari. Anzi: all’ora di pranzo non mi troverà nemmeno a casa: il che lo farà riflettere su quanto fortunato sia in condizioni normali e lo spingerà ad avere un po’ più di rispetto per me in particolare, e per le donne in generale.
La disponibilità non è stupidità, che diamine: è ora che inizino a capirlo fin da giovani.
E certe stupidaggini non sono simpatiche goliardate: possono avere anche conseguenze gravi. Non mi pare il caso di far domire la gente in macchina, di questi tempi: specialmente una donna. Sarebbe stato utile pensarci, invece di concentrarsi solo sul proprio ombelico.
A questo punto, il giovanotto...

(il seguito alla prossima puntata)