mercoledì 17 aprile 2013

Violenze morali (epilogo)



Eccezionale. 
Devo dirlo:  la faccenda è stata affrontata e risolta in modo magistrale.
Apprezzo anche il fatto che si siano disturbati a mettermi a parte delle misure adottate in seguito alla mia denuncia. Per una volta, il comune cittadino non ha la sensazione di essere impotente di fronte alle storture cui assiste.
Da quel che ho sentito, è stato scelto un approccio - per rubare la battuta a qualcuno - davvero austroungarico: tempo poche ore dalla mia segnalazione (di domenica, quindi. Particolare non trascurabile, direi) il volontario nervino è stato beccato e interrogato in merito all’accaduto.
Tanto per esser chiari sulla natura delle mie rimostranze, mi è parso di capire che gli abbiano fatto addirittura leggere il mio post. Se ciò corrisponde a verità, al nostro non è di certo rimasta nemmeno l’ombra del dubbio circa la mia opinione sul suo operato.
Comunque sia, almeno da parte sua non c’è stato alcun patetico tentativo di negare le proprie responsabilità. Anzi.
Di fronte chi lo redarguiva con decisione per il suo comportamento, ha presentato le sue scuse, senza nascondersi né cercare attenuanti.
Bravo.
Riconoscere un proprio sbaglio non è da tutti. Inoltre, è la strada giusta per porvi rimedio.
Così come è giusto anche ricordare di nuovo come alla base di tutto quel che è successo c’è una famiglia, quella della anziana signora, che non si è comportata come avrebbe dovuto. Già queste associazioni di volontariato forniscono – a titolo gratuito – un gran bel servizio. Utilizzarlo per scaricare loro i propri problemi e alleggerirsi delle proprie responsabilità è un atto scorretto. Solo che, poverina, non è l’anziana a esserne responsabile.
In conclusione, l’errore non è rimasto impunito; l’associazione non ha però perso un volontario. Per formare un operatore vengono spesi tempo e denaro; gettare tutto al vento per un unico svarione sarebbe stato un errore ancora più grave.
A tutti va concessa una seconda possibilità; specie a chi, in tante altre occasioni, si è sempre comportato in modo corretto.
Sono molto contenta che la cosa non sia passata sotto silenzio e ancora di più lo sono che non siano state adottate misure draconiane. Il buon senso, per una volta, ha trionfato.
Volevo che lo sapeste.

Un caldo ringraziamento alla Croce Bianca, a tutti i suoi volontari e in particolare a chi si è fatto carico di risolvere questa brutta faccenda regalando a tutti noi un lieto fine.
Grazie, grazie davvero.