martedì 8 gennaio 2013

Tempo di saldi, con pochi soldi


Ovvero, magic moment per la Miss, tragic moment per Mpc.
Costi a parte (la Miss, per mia fortuna, è una teorica del cheap shopping) è l’impressione di esser più che altro un bancomat a due gambe che mi disturba. Tuttavia, la faccenda ha un suo grado di coinvolgimento anche per me: osservare mia figlia in azione è sempre un’esperienza.
Quella ragazza è nata per lo shopping: possiede colpo d’occhio, rapidità di scelta, decisione e senso della misura. Oltre alla voglia di gettarsi nella mischia, ovviamente: tanto io rifuggo dalla bolgia, tanto lei in mezzo alla gente si muove con audace sicurezza.
Non appena scoccata l’ora fatidica, la donna mi ha sequestrata, condotta a passo di marcia in centro, e coinvolta in quello che a me è parso un autentico tour de force. Indossando quelle specie di ciabatte pelose che portano tutte le ragazzine (e non solo loro, purtroppo: certa gente della mia età manifesta una deprecabile tendenza a conciarsi da quindicenne, l’avete osservato?), quella corre come un levriero. Per starle dietro, ho dovuto fare appello a tutto il fiato faticosamente guadagnato in mesi e mesi di strenuo allenamento in piscina: e mentre la sottoscritta le trotterellava accanto, in pieno debito d’ossigeno, la nostra cassava e promuoveva dozzine di vetrine con una sola occhiata, chiacchierando senza posa. Garrula e pimpante, s’infilava in un negozio dopo l’altro senza il minimo segno di affaticamento; fatto tanto più rimarchevole quando si pensi che, in condizioni normali, la fanciulla si fa venire il fiatone anche a fare le scale. Potenza della scarica adrenergica provocata dalla caccia al saldo?
Mah!
Sia come sia, la sottoscritta ha dovuto impegnarsi a fondo per mostrarsi all’altezza della situazione. Beccandosi anche un rimbrotto, per aver osato moderare on the road un paio di commenti sul blog: “Con chi sei in comunicazione? Questa cosa non mi piace: spegni quell’iPhone e concentrati su quello che stiamo facendo. Ti voglio presente e partecipe: lo shopping è una cosa seria!”
Roba che mi leva il cellulare per punizione.
Alla fine della scavallata, la nostra ostentava con soddisfazione due o tre sacchetti diversi, contenenti maglioncini strappati agli scaffali a circa venti euro; Mrs Bancomat non si era comprata nulla (autopunizione: finché non calo di qualche chilo, il mio armadio resterà tale e quale. Devo incentivarmi in qualche modo, per far sparire le conseguenze del turbine di pranzi e cene dal quale sono appena uscita); unico neo, la camicetta azzurra della quale si era invaghita. Impossibile trovarla della sua taglia. Per il resto, la caccia ha dato buoni frutti, io ho smaltito qualche caloria a suon di corse e la fanciulla ha materiale per affrontare il duro inverno. Il bilancio si chiude in attivo, dopotutto.