lunedì 17 dicembre 2012

Un sacco di buone notizie



Fronte sanitario: tutto bene.
Il che non è scontato per nulla, dal momento che per stabilirlo sono dovuta arrivare fino in Clinica Oculistica a Padova, con la Miss. Un problema provocato dalle lenti a contatto ci ha tenuto con il fiato sospeso fino a venerdì.
Va da sé che la sottoscritta, lucida e razionale come sempre, poco ci manca che va ginocchioni a San Giovanni Rotondo. Quando si tratta dei miei figli, mi si blocca il neurone: con la corteccia cerebrale in pieno cortocircuito, fatico a mantenere il controllo delle mie emozioni e cado in preda al panico.
La Miss mi prende in giro: “Sei un goffo pennuto fifone! Io ero tranquillissima: lo vedevo anche da sola che stavo migliorando. Non ci vuole una laurea per capire che se una cosa è grave non migliora!”
Osservazione intelligente.
Forse sono intossicata dall’ossitocina, oppure sono solo una cretina: fatto sta che io una laurea ce l’ho (e in una disciplina sanitaria, tra l’altro), eppure non mi serve a nulla. Fino a che l’esimio specialista non mi ha detto “Tutto ok!”, sono rimasta in apnea. Rendendomi ridicola agli occhi di tutti i miei familiari.

Fronte scolastico: la Miss va bene come sempre (che bello andare dai prof e sentirti dire che tua figlia non ha problemi!) e anche il filosofo ha fatto un compitino, a quanto pare bene. Ora speriamo che il docente ci faccia un regalo di Natale, e comunichi i risultati prima di tre mesi dall’espletamento dello scritto. Un giorno o l’altro andrò a Padova e mi farò giustizia da sola: se comincerete a ricevere aggiornamenti dal carcere, ora sapete perché.
E passiamo al gaglioffo: che sollievo, gente. Dopo anni e anni di de profundis, di suggerimenti alquanto sopra le righe (lo mandi all’Agraria, almeno lì zapperà la terra!), anni di speranze deluse e incazzature cosmiche, finalmente le cose sono cambiate.
Intendiamoci: non che il nostro non abbia collezionato una riga d’insufficienze anche quest’anno. I miracoli non fanno parte del nostro quotidiano.
Tuttavia, alle cadute si alternano i picchi: come niente questo ti passa dal quattro all’otto. Un ottovolante, non uno studente.
I suoi insegnanti mi hanno confermato ciò che penso da sempre: il ragazzo è di intelligenza pronta, molto intuitivo, rapido nel capire e assimilare i concetti. Quello cade quando si tratta di coordinare le nozioni. Passare ore e ore sui libri ad imparare il linguaggio tecnico gli pareva una perdita di tempo: meglio studiare sugli appunti, no?
No.
Non è meglio: l’avevo avvisato, ma non mi credeva.
Ora che ho passato un pomeriggio nel girone infernale dei ricevimenti plenari (ho assistito a una rissa tra due genitori, per questioni di precedenza…) e mi sono sciroppata tre mattine, per altrettanti docenti in colloquio individuale, ne ho le prove. Anche ai prof non va bene così.
“Signora, suo figlio si deve tarare. Se tara il suo metodo di studio, può fare davvero molto bene. E’ un ragazzo sul quale vale la pena di puntare.”
Che cambiamento, ragazzi! Non sono più l’unica a pensarlo, con tutto il mondo che mi fissa con compatimento, pensando: “Povera illusa. Ha partorito un cretino, ma non lo vuole ammettere, nemmeno con se stessa…”
In più, l'interessato si è finalmente stufato di far la figura del fesso. Ecco un campione di una delle nostre ultime conversazioni:
“Senti qui: tu metti che un professore impieghi una mattina a redigere uno schema alla lavagna. Supponi che ci spenda sopra altre due ore la lezione successiva, riprendendolo anche in aula magna. Come si chiama uno che, a fronte di tutto ciò, il suddetto schema non se lo scrive nemmeno…?”
“Si chiama… Matteo!”
“Alias?”
“Co@@@ne, co@@@ne, co@@@ne!” esala l’infingardo, picchiando testate sul tavolo.
“Essere consapevoli di un problema è il primo passo per risolverlo. Sei con me che a scuola devi stare attento a TUTTO e non solo a ciò che sembra importante A TE?!”
“Tu mi sgami sempre…” protesta, con un sorriso colpevole.
“E che ne pensi di iniziare a studiare ANCHE sui libri, che non sono stati comprati per far girare l’economia?”
“…”
“Quanto all’autoverifica, DOPO  aver fatto gli esercizi alla fine di ogni capitolo, ti decidi a farti interrogare anche da me, così controllo che il tuo metodo di studio inizi ad essere finalmente adeguato?!”
“GNMGRRZMBGN…”
“Che borbotti, adesso?”
“Ti odio!”
“Perché?”
“Perché hai ragione!!! Perché hai SEMPRE ragione?!?!”
“Perché sono andata a scuola prima di te. Tu stammi dietro, e ti insegnerò ad ottenere ottimi risultati con un impegno accettabile. Lo sai: sono una che non ama gli sprechi energetici…”
Sarà che ha sbattuto il naso contro la realtà, sarà che non gli va di far la figura del pollo davanti alla morosa, ma ieri pomeriggio ci siamo ripassati con profitto tutto il programma di Diritto.
Oggi ha la verifica: teniamo le dita incrociate.
Fosse che fosse la volta volta buona…