martedì 20 novembre 2012

Tema d'Italiano 2



Ricordate il tema nel quale il gaglioffo doveva raccontare dei suoi frequenti litigi con i genitori, e non sapeva da che parte cominciare? Ebbene, con il consenso dell’insegnante è diventato un racconto fantastico. 
Un racconto nel quale il gaglioffo, in veste di protagonista, si ritrova nella sua vecchia scuola, dove nonostante tutti i suoi sforzi per migliorare non si schioda dal tre, in tutte le materie importanti. Preso di mira dai professori, è sottoposto a ogni genere di pressione, per non definirlo addirittura mobbing: convinti che sia un lavativo senza speranze, gli insegnanti lo trattano come un vuoto a perdere. 
Quanto ai genitori, resi ciechi dalla rabbia derivante dai ripetuti colloqui con un corpo docente monocorde nel suonare il de profundis al loro rampollo, lo sottopongono a ogni sorta di punizioni, urli, sgridate e a un regime via via di carcere più duro, sino a rendere la sua vita un inferno. Ai suoi tentativi di spiegazione, di dimostrazione del suo impegno, oppongono il muro dei suoi ben miseri risultati, accusandolo di non fare nulla per migliorarsi.
Senza una prospettiva al mondo, annientato dagli insuccessi, oppresso dalle punizioni, il ragazzo non vede alcun futuro per sé. Perché continuare a vivere? inizia a pensare: così, apre il suo diario e scrive: “Caro diario…”
Mamma mia, che situazione! Mi sono venuti i brividi, scrivendo ‘sta roba. Appena ho finito, sono corso a ripassare Francese…”è stato il commento dell'autore del film dell'orrore di cui sopra. Il quale autore poco tempo dopo ha rimediato un sette più, in Francese. 
Le simulazioni servono, dunque: eccome, se servono…
Quanto al tema suddetto, è stato un sei: ben sviluppato, scritto bene, ma… c’è stato qualche problema di accenti. Il lavoro di rifondazione del ragazzo, portato avanti tutta l’estate, ha prodotto i suoi frutti: se ora comincerà a leggere le parole per intero - quando legge... - invece di sorvolare sempre sulle ultime sillabe, forse potremo sperare nel raggiungimento di un’alfabetizzazione completa. 
La strada è sempre in salita, ma almeno non è più senza uscita!