mercoledì 28 novembre 2012

Colloqui e Assiri



Sono presa nel vortice dei colloqui con i professori dei ragazzi. Fino ad ora nulla di spaventoso da segnalare:  vi terrò comunque aggiornati.
Intanto, una nota sul mistero dell’astuccio scomparso.
Un gruppuscolo di fanciulle un po’ vigliacche se la prende con i compagni. Maschi.
Trincerate dietro al gruppo, un paio di loro si danno molto da fare per rompere l’anima alla componente maschile della classe.
Il gaglioffo, impermeabile agli sfottò, le demolisce ogni volta con una controbattuta che le stende: così, le nostre sono passate allo sciacallaggio. Approfittando della ricreazione, si sono impadronite dell’astuccio di mio figlio, svuotandolo nel cestino.
Danno registrato: una matita, due penne, una gomma.
“Mamma, in quella morcia fetente di fazzoletti sporchi e schifezze varie non ci metto le mani, mi dispiace! In più, avrei dovuto farlo durante la lezione successiva, e il prof mi avrebbe fatto nero…”
“Tranquillo. Pazienza, prenditi qualcosa dalla scorta di sopra.”
Passano alcuni giorni, e la storia si ripete. Stavolta è l’intero astuccio a svanire.
Infuriato, l’uomo inizia a inveire contro quelle malfidate delle femmine, che si approfittano che lui una donna non la tocca nemmeno con un fiore.
“Fossero maschi, avrei già sistemato la questione a modo mio. Metodi da Assiro!”
“…”
“Insomma, mi scoccia! Oggi ho detto che, con quattro figli da mantenere, non ti puoi permettere la loro stupidità!”
“Fatto bene. Se insistono, parlo con i prof…”
“Lasciamo perdere. In un modo o nell’altro la risolvo, sta faccenda..”
Passano altre ventiquattro ore.
“L’astuccio è saltato fuori!”
“Ah, sì? Come mai?”
“Intimidazione. Mi sono accorto di una mossa sospetta, quando sono passato vicino a un armadietto, in classe. Ho afferrato la complice di quella che mi aveva rubato l’astuccio – ho sempre saputo chi era stato  - e ho dichiarato che l’avrei strangolata, se non mi aprivano quell’armadio!”
“E il rispetto per le donne…?”
“A mali estremi, estremi rimedi. Hanno aperto l’armadietto, mi hanno reso la mia roba, e io ho mollato la femmina. Dichiarando che avevo bluffato: mai l’avrei uccisa… Però il dubbio gli è rimasto. Dubito che ci riproveranno!”
Certo che è proprio vero. Con la calma e il ragionamento si ottiene tutto.