martedì 19 giugno 2012

Un fine settimana magico...

… dopo un venerdì tragico.
Ometterò i dettagli, per spirito di auto preservazione, raccontandovi le cose per sommi capi.
Sono andata a ritirare la pagella del gaglioffo: mi sto ripigliando solo ora. Meglio, sto assorbendo il colpo solo ora: per ripigliarmi mi ci vorrà assai di più.
Lo so, lo so: lo sapevamo tutti, me per prima. Avevo previsto la cosa prima ancora che il ragazzo iniziasse quest’impossibile avventura.
Tuttavia… un conto è immaginarsi le cose, un altro è la vita in diretta: toccare con mano il fallimento di tutti i tuoi sforzi è distruttivo.
Assistere all’affondamento della tua nave, nella piena consapevolezza che nulla puoi fare per evitarlo, ti fa sentire più inutile di uno straccio vecchio. Anche se mai ti sei allontanata dalla plancia, in stile Schettino…
Dopo esserti rimproverata tutto il rimproverabile, con particolare accanimento circa quello che, in realtà, non è dipeso da te; dopo aver tentato ogni possibile strategia, inclusa l’arrampicata sugli specchi a mani nude; dopo aver recitato mille parti diverse, tutte accomunate dallo spirito di immolazione più assoluto, ti devi arrendere all’evidenza: ognuno è arbitro del suo destino.
Quando un figlio imbocca la strada sbagliata, è impossibile fargli cambiare direzione: non ti ascolterà, qualsiasi cosa tu faccia.
Al massimo, diventerà abilissimo nell’inventare strategie sempre nuove per dribblare i tuoi interventi, sfuggire alle sue responsabilità, evitare le tue punizioni. In alternativa, si abituerà a subirle senza starci troppo male.
Resilienza, reinterpretata nel senso più deteriore.
Son soddisfazioni, ragazzi…
Allo stato, mi rimane solo da sperare in una maturazione improvvisa: se non trova dentro di sé la determinazione per impegnarsi sul serio, non gliela possiamo dare noi. E senza quella, non arriverà da nessuna parte.

Poiché, però, non esiste solo il gaglioffo nella vita di Mpc, non posso lasciarmi trascinare a terra dai suoi comportamenti deteriori: così, cerco comunque di godermi ciò che di bello mi regala la vita.
MammaMatta e MatiMati, per esempio: una cara amica e la sua cucciola, ospiti per il fine settimana a Casa per Caso.
Che meraviglia!
Un bel po’ di affetto sincero, una cena di pesce con gli amici di sempre, a tirar tardi a chiacchiere, un po’ di turismo qui e lì per la Pedemontana, e, infine, una pigra mattinata in piscina.
Insomma, pigra: nei nostri intendimenti, avrebbe dovuto esser tale.
Nella pratica, una ranocchietta, aggrappata al mio collo, si è impegnata a fondo per farmi smaltire il surplus calorico accumulato il giorno precedente. Da vedere Mpc in versione cetaceo far l'avanti e indietro in vasca, trasportando sulla groppa una ciotolina di cinque anni che strillava per la fifa e l’entusiasmo: l’avessi portata a Gardaland, credo si sarebbe divertita meno.
Il mio fuoriprogramma natatorio ha creato un po’ di scompiglio fra i miei conoscenti: non si contano quelli che, dal bordo vasca, mi han chiesto con costernazione: “E’ tua?!”
Il ricordo della mia comparsa in scena con un numero imprecisato di figli a carico, materializzatisi dalla sera alla mattina, ha lasciato il segno. Hanno tutti paura che ci ricaschi, evidentemente.
Tranquillizzati gli astanti, sono riemersa con la piccina, consegnandola quindi alla Miss, che si è occupata delle operazioni di incrematura e coccole.
“Mamma, mi diceva le cose con quel vocino… Me la sarei mangiata!”
La piccola Mati ha fatto breccia nel cuore di tutti gli abitanti della Stamberga: come la sua mamma, del resto. Affiliate alla famiglia a tutti gli effetti, ora dovranno farsi vedere più spesso: sono più efficaci di un antidepressivo. Soprattutto per me, che di recente mi sento piuttosto malmenata dalla sorte.