mercoledì 22 febbraio 2012

Think pink

Bellina, la mia Miss. L’altro ieri era a una festa,  ieri sera, invece,  è uscita col moscone sponsorizzato dallo staff scolastico.
La qui presente Mpc ha dovuto quindi rispondere a un interrogatorio stringente dell’informatico, preoccupato che il giovane, presunto neo-patentato, potesse minacciare l’incolumità della sorellina.
Il nostro guida da più di un anno, è prudente, ha un’auto di infima cilindrata e… la Miss l’ha minacciato di scendere dall’auto, in caso di intemperanze. Dettaglio questo capace di tranquillizzare del tutto il  fratellone iperprotettivo, che così è stato sedato.
Ho poi colto uno sguardo truce del papà, sconvolto dalla lunghezza (o, meglio, dalla cortezza) della gonna di sua figlia. Turiddu si è incupito subito, tralasciando di osservare che, sotto alla mini, la fanciulla indossava un paio di collant più spessi di una muta da sub.
Con uno sguardo assassino, gli ho impedito di abbandonarsi a una delle sue solite tirate pro-saio. Nostra figlia non gira scollacciata, né discinta: è moderna, il giusto. Noi jurassici, meglio che stiamo tranquilli, intervenendo solo se davvero la mise eccede i limiti del buon gusto.
Verso le nove, una visione eterea si è materializzata, avvolta da una leggera nuvola di profumo, avviandosi verso la porta: “Non so a che ora torno…” ha sospirato, svanendo nel nulla.
 “Eh? Cosa??? Non sa a che ora torna?!”
“Tranquillo. Ci sono dei limiti in partenza. Verso mezzanotte ci aggiorniamo.”
Alle undici e mezzo, l’informatico s’è incaricato di assicurarsi:
a)    Che la sorella avesse un mazzo di chiavi per rientrare
b)    Che tale rientro non superasse le 00 e trenta minuti primi
c)    Che tutto fosse in ordine e la situazione sotto controllo
Stabilito quanto sopra, ci siamo ritirati nelle nostre stanze. Dove c’è stata un’ulteriore accensione del pater familias, indignato perché sua figlia, per ben due sere, osasse uscire a divertirsi.
“E che è, il paese della cuccagna?!”
“No, sono le vacanze di Carnevale. Tua figlia ha quasi diciott’anni, ed esce anche troppo poco. Non è mica una monaca, sai!”
“…”
“Finiscila. Sei solo geloso. Rassegnati: è grande!”
Bofonchiando, Shrek si è girato, iniziando ben presto a russare. Mpc ha vegliato una decina di minuti, per poi cadere in catalessi a sua volta.
Stamattina, mi sono informata sugli esiti della serata: tutto bene. Il ragazzo ha buone possibilità di far capitolare la Miss, che ancora non ha ceduto alle sue attenzioni. Pare siano compatibili come carattere e che lui sia davvero determinato a non mollare la presa. Una costanza che, a occhio e croce, se ha ancora un po’ di pazienza, dovrebbe premiare.
Con buona pace di papà, che si innervosiva già quando i corteggiatori di sua figlia la scarrozzavano in triciclo. Ora che guidano le macchine, mi tocca monitorargli la pressione e sorvegliargli le arterie del collo. Ehhhh, com’è difficile, fare la mamma di una bella ragazza!