mercoledì 8 febbraio 2012

Colloquio docenti

Eccomi qui, reduce dal colloquio.
Al mio arrivo in sede, scopro che la prof non c’è: le bidelle si mettono in moto per rintracciarla, mentre la sottoscritta mette in atto ogni possibile manovra di autocontenimento, cercando di mettersi tranquilla. Secondo me, ho i chakra in subbuglio. 
Comunque sia, in questa delicata fase di riequilibrio vengo abbordata da una femmina, piuttosto agitata, che mi afferra una mano, me la scuote e mi chiede chi sono. Senza capire chi è lei (di certo la prof giusta non è: dovrebbe venire da fuori, quella) dichiaro le mie generalità.
Non l’avessi mai fatto: ho aperto il vaso di Pandora. La nostra si lancia in una diatriba appassionata contro mia figlia, dipingendomi un personaggio che fatico a riconoscere: sempre in ritardo, demotivata, disinteressata alla sua materia e pure supponente. Un disastro sotto tutti i profili.
Travolta dal mare magnum di notizie esiziali, colgo alcuni dettagli, nell’esposizione della signora, che mi riportano alla memoria alcuni episodi narratimi da mia figlia. Gran cosa avere colloquio con i discendenti: a volte, ti risparmi un coccolone.
Il disinteresse della nostra deprecabile alunna è limitato agli allenamenti di calcetto (…): dopo ogni colpo di testa, la Miss si becca un mal di capo devastante. Nel dribbling tira a inciampare sui suoi piedi, mentre il cross lo fa con la mano destra: segnandosi prima di dare un calcio al pallone. Beccare un cinque e mezzo   sul campetto è già un successo, per lei: tanto, sa che i prossimi argomenti saranno ruote, salti e parallele. Dieci garantito.
Quanto al ritardo, è dovuto ai mezzi pubblici: la ragazza ha il permesso permanente di entrata fuori orario. Sfiga volle poi che, in un paio di occasioni, il treno abbia accumulato mezz’ora di ritardo: tanto è bastato all’insegnante per legarsela al dito, proponendo al consiglio di classe un bel sette in condotta, sia per la Miss che per la ragazza che arriva con il suo stesso treno. Il fatto che in pagella ci fosse un nove tondo tondo dimostra quanto le recriminazioni della prof siano state tenute in considerazione: la coordinatrice di classe ha definito il comportamento della Miss, in classe, più che adeguato.
Di fronte alla ringhiosità della docente, decido per un atteggiamento accomodante: prometto che solleciterò la figlia a un maggiore impegno anche nelle discipline che le sono meno congeniali,  e la spronerò a informarsi con anticipo sulla sede degli allenamenti, ogni volta che ha ginnastica alla prima ora. Così, minimizzeremo i disagi provocati dai ritardi dei mezzi pubblici.
Certo che c’è gente che riesce a fare di una mosca un elefante…
Nel frattempo, arriva l’insegnante che attendevo.
Orami anestetizzata dall’attacco appena rintuzzato, sono molto più rilassata che all’inizio.
Così, ho modo di conoscere questa professoressa: un tipo simpatico. Molto preparata, giovane, mamma di due bambine e appassionatissima del suo lavoro.
In meno di tre mesi, ha fatto una fotografia molto accurata della classe, preoccupandosi anche di ricostruirne lo storico scolastico: ci sono stati degli episodi, l’anno scorso, che hanno minato un po’ la sicurezza in loro stessi dei ragazzi. La mission della nostra è riportarli a un rapporto disinvolto con la scuola e i docenti, cercando di permettere agli alunni di esprimere al meglio le loro capacità, senza ansie né paure.
Della liason con il liceale non parliamo (e meno male…) ma credo di capire che l’intera faccenda sia una sforatura, per così dire, di una professoressa che davvero sa farsi amare dai suoi studenti: che la apprezzano sul piano umano e professionale, pur senza perdere mai il rispetto nei suoi confronti.
La Miss, negli ultimi mesi, è cresciuta: ha acquisito sicurezza in se stessa, ha offerto un’ottima performance nella sua ultima interrogazione in latino, partecipa, è simpatica con i compagni e disponibile con i docenti. Come coordinatrice di classe, me la promuove a tutti i livelli: facendomi scendere lentamente il picco di adrenalina provocato dalla collega.
Quanto alla Miss (molto orgogliosa del giudizio dei prof su di lei), ieri si è vista avvicinare da una delle sue professoresse dell’anno scorso: “Valentina, ho sentito… Durante le simulazioni della seconda prova c’era X. disperato! Non poteva uscire durante la ricreazione…”
La telenovela continua, dunque. Con ampi contributi da parte di tutti: la cosa rimane, in ogni caso, nei termini quasi di un gioco. E finché i diretti interessati ci si divertono, ho deciso di lasciar fare. La bilancia pregi-difetti pesa decisamente dalla parte dei pregi: la prof paraninfa è una docente in gamba, che ci sa fare con gli studenti. Ed è questo quello che conta, secondo me. Voi che ne pensate? Sono un genitore eccessivamente indulgente...?