sabato 3 settembre 2011

Varie ed eventuali

Dorothy, spazzando il pavimento: “Quando fai la torta delle rose?”
 “Non so… Magari quando fa un po’ meno caldo, credo. Perché? Vuoi vedere come la preparo?”
A volte, la mia fida assistente mi osserva all’opera, tra i fornelli, per “rubarmi” qualche ricetta.
“Mhm. Forse. Soprattutto, però, voglio mangiarmela!”
Sono proprio una schiavista. I miei collaboratori sono costretti a implorarmi, per ottenere un misero tozzo di torta… Oppressa dai sensi di colpa, la prossima settimana sfornerò un cesto di rose. E’ deciso.

Il gaglioffo: “Mamma, fra poco ricomincia la scuola!”
“Lo so, lo so. Apposta sto cercando di finire il programma di matematica, con te!”
“Povera mamma. La casa ti si svuoterà di colpo. Ti troverai immersa nella calma e nel silenzio, piscina chiusa e niente bici. Poi un giorno scoprirai che sul tuo blog non clicca più nessuno e precipiterai di nuovo nella tua nera solitudine!”
Gli lancio uno strofinaccio, che il gufo evita facendo civetta.
Il giovane non riesce a credere che mamma, utonta informatica, non sia ancora affogata nella Rete: divertendosi a gufarmi, dall’alto delle sue superiori competenze.
Tzè. Gliela faccio vedere io, la mamma cyber-analfabeta. Disfattista di un menagramo, non avrai il mio scalpo!

“Mamma, cos’hai?” mi chiede la Miss, preoccupata dal mio sguardo infiammato e dalle bisacce formatesi sotto i miei occhi.
“Congiuntivite.”
“Di nuovo?!”
“Già. Sai cos’ho notato? Mi capita ogni volta che uso quel nuovo rimmel prugna, che mi sono lasciata convincere a comprare. Almeno mi stesse bene! Sembro tisica, quando lo metto…”
“Sei allergica…?”
La voce della fanciulla è venata di speranza. Strana reazione.
“Penso di sì. Nel dubbio, ho deciso di eliminarlo.”
“Eliminarlo??? Come, eliminarlo?! Che ne hai fatto?”
“L’ho buttato.”
“SACRILEGIO!!! E dove, l’hai buttato?”
“Nel cestino del bagno…”
“Meno male! Ora vado subito a salvarlo: non si tratta così un mascara della Vattelapesca! Madre degenere!!!”
Ecco spiegata la speranza nella voce: la ragazza mirava a impadronirsi del mio rimmel, che pare sia di gran marca. Queste allergie rovineranno me, e arricchiranno mia figlia. Oltre a tutte le rivendite di cosmetici del circondario, ovviamente.
Mannaggia. Già per restaurarmi dovrei metter su un cantiere ogni mattina. Ci vuole anche l’intolleranza, a remarmi contro: se continuo così, adotterò un look ascetico. Sembrerò un fantasma, magari, ma non la controfigura del Principe Ranocchio. Sarebbe già qualcosa.