lunedì 12 settembre 2011

Cortocircuito cerebrale


Non c’è altra spiegazione. Non si spiega in altro modo come una melomane, che ha trascorso il liceo consumando  il nastro della Boheme (finendo regolarmente in lacrime, in corrispondenza con l’epilogo…) possa trasformare una vecchia zimarra in un vecchio scarpone. Roba da ricovero alla Neurodeliri.
Del resto, da una che non imbrocca mai il nome dei suoi figli al primo colpo, una che ha scritto roccie in un post indelebile, inventandosi sotto esame l’improbabile avverbio infattamente, non c’è da sperare di meglio.
Stavolta, però, non correggo: resta lì, la fesseria, a imperitura memoria. Chissà che rilegga, la prossima volta, prima di pubblicare: magari evito ‘ste figure da cioccolatino.
Ora vado a leggere i vostri commenti. Se mi avete massacrata, avete fatto bene.
VERGOGNA!