giovedì 4 agosto 2011

Sesso debole


Così ci chiamano, almeno.
Ecco un esempio tipico: la commessa del supermercato. Signora sulla cinquantina, efficiente e onnipresente, te la ritrovi dappertutto, dal banco affettati alla cassa, passando per il disimballo merci. Una di quelle tipiche altoatesine, accento tedesco più che marcato e l’aria sbrigativa: confidenza, zero.
Dopo anni e anni di frequentazione  silenziosa   saranno due lustri che mi vede, in tutte le stagioni – ieri mi ha passato parola. Un evento di tale portata da provocarmi quasi un malore, per la sorpresa. Ha iniziato parlando del tempo, siamo finite a parlare di sci. Discesista esperta, qualche anno fa pare si sia trovata in grosse difficoltà per via delle neve marcia, che l’ha indotta a commettere una torsione fatale per la sua caviglia. In preda a fitte acutissime, si è tolta lo scarpone: rilevando che doveva esserci un danno importante. Chi era con lei ha suggerito di chiamare l’elicottero dei soccorsi: la nostra si guarda attorno, rendendosi conto che la zona è impervia e pericolosa anche per i soccorritori. Si reinfila lo scarpone – inimmaginabile ciò che deve aver provato – aggancia lo sci e affronta la discesa, portandosi in una posizione raggiungibile in piena sicurezza. Quindi, si libera dalle pastoie e attende l’eliambulanza. Otto chiodi le hanno dovuto mettere, per rimetterle assieme le ossa sbriciolate: e ci ha sciato sopra!!! Non c’è nemmeno bisogno di dire che ha assistito, imperturbabile, all’intera operazione, svolta in anestesia locale.
“Signora, volevo vedere cosa mi facevano: la gamba è mia!”
Le hanno fatto un bel lavoro. Difatti, è tornata a sciare: a dimostrazione che quando è passione, non ti fermano nemmeno le cannonate.
Caso due: la nonna camperista.
Nostra vicina di stallo, ha un camper della stessa marca del nostro: solo appena appena più corto. Un giorno la vediamo scendere, tosto seguita da una fila di nipotini. Quattro, il più grande dei quali non arriva ai dieci anni. Di mariti non c’è traccia alcuna: ne deduciamo che si tratta di una signora in ferie con i nipoti, senza alcun supporto logistico maschile.
Il mio, di marito, se ne innamora all’istante: “Ma hai visto quella signora?”
“Sì. Indomita e coraggiosissima, secondo me. Quattro, se ne porta appresso!”
Parte un borbottio a mezza voce, che suona più o meno: “Ne conosco un’altra…”
Dopo nemmeno ventiquattro ore, la signora è seduta alla nostra dinette, circondata dai quattro nipotini, con Jurassico che si fa raccontare la storia della sua vita. Camperista dall’Ottanta, ha girato tutta l’Europa con il marito. Sono stati svariate volte in Norvegia, il sogno nel cassetto di Jurassico, vivendo la vita en plein air con lo stesso nostro spirito. Purtroppo, la signora è rimasta sola: una situazione da lei stessa definita devastante. A sentirla parlare del marito, mi sembrava di vedere me stessa… Non nascondo che mi sono venuti i brividi.
Impressione condivisa dal marito mio, che le ha detto: “Signora, perdoni se mi sono permesso; ma quando l’ho vista ho pensato: Questa è mia moglie, con qualche anno di più…”
Decisa a non farsi abbattere dalla malasorte e a continuare a vivere, la signora si è tenuta le cose alle quali teneva di più: il suo lavoro e il camper. L’anno scorso si è girata tutta la Sardegna, quant’anno trascorre quindici giorni con i quattro nipotini, governandoli alla perfezione con dolce fermezza. Un DVD al giorno, poi disegni, passeggiate e storie, inventate e raccontate dalla nonna.
Che donna, ragazzi!
Se il cielo mi darà vita e salute, spero sul serio di invecchiare come questa fantastica signora: anche se non riesco a pensare di farlo senza il mio amore vicino.
A questo, non ci posso pensare davvero.