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Noi, (fra) gente di un certo livello

Capita. Qualche rara volta ci coinvolgono in occasioni un po’ formali: di quelle da giacca e cravatta, per capirci. E da moglie decorativa al fianco (nei limiti del possibile, ovvio): roba da far tremar le vene e i polsi, a Casa per Caso. La sottoscritta possiede un unico abito nero, sufficientemente elegante, che ricicla sempre: coordinandolo con accessori di volta in volta diversi, lo adatto a tutte le occasioni. E a tutte le stagioni, anche. Il guaio sono le mie misure: mutevoli, con tendenza all’aumento. Così, quando me lo sono provato, ho scoperto che la panzetta sbocciava, tremula, fra le pieghe del drappeggio. Un orrore. A furia di ingressi in piscina, ho creato un inedito: il muscolo di acciaio lardellato. Ho la tartaruga sulla parte superiore del ventre, mentre quella inferiore è devastata da fasce sovrapposte di grasso. Agghiacciante. In tre ore non si possono perdere cinque chili: però si può comprare una pancera. Cosa che ho fatto. E pure di corsa. Inguainata in...

Imprevisti o segni del destino?

A cena con Jurassico e un gruppo di amici e colleghi, dunque. Riuniti in un locale confortevole ed elegante, ci siamo trovati in dodici attorno a un tavolo. La sottoscritta, da brava donna di mondo, non ha la minima idea dell’identità di metà dei presenti, che si presentano tutti col solo nome di battesimo. Poco male, mi dico: la compagnia è piacevole, il cibo ottimo, come anche il vino. Gli ingredienti per una serata perfetta ci sono tutti. Come capita sempre, il gruppo delle signore si disloca da un lato,  mentre gli uomini, in netta preponderanza numerica, si schierano dall’altra parte, uno appresso all’altro, come perle di una collana. Sono lì rilassata che ascolto la mia vicina di destra, che sta raccontando qualcosa di mammesco, quando Jurassico, a manca, inizia ad agitarsi, cercando di attirare la mia attenzione. Facendomi un cenno d’intesa, che io non intendo per niente, esclama: “Vale!"  E fa il nome del giornalista che presenterà il mio libro:  "E' un ...

Sesso debole

Così ci chiamano, almeno. Ecco un esempio tipico: la commessa del supermercato. Signora sulla cinquantina, efficiente e onnipresente, te la ritrovi dappertutto, dal banco affettati alla cassa, passando per il disimballo merci. Una di quelle tipiche altoatesine, accento tedesco più che marcato e l’aria sbrigativa: confidenza, zero. Dopo anni e anni di frequentazione   silenziosa   –   saranno due lustri che mi vede, in tutte le stagioni – ieri mi ha passato parola. Un evento di tale portata da provocarmi quasi un malore, per la sorpresa. Ha iniziato parlando del tempo, siamo finite a parlare di sci. Discesista esperta, qualche anno fa pare si sia trovata in grosse difficoltà per via delle neve marcia, che l’ha indotta a commettere una torsione fatale per la sua caviglia. In preda a fitte acutissime, si è tolta lo scarpone: rilevando che doveva esserci un danno importante. Chi era con lei ha suggerito di chiamare l’elicottero dei soccorsi: la nostra si guarda attorno,...