sabato 30 luglio 2011

Mission impossible e uomini da sposare


“Posso berne un goccino?”
“Fermo lì: alla tua età non si beve.”
“Perché?”
“Sei troppo giovane.”
“Ma guardami, mamma! Sono un gigante!”
“Il tonnellaggio è indifferente. Il tuo sviluppo neurologico non è ancora concluso: la barriera ematoencefalica non è ancora completamente formata.”
“E questo cosa vorrebbe dire…?”
“Che l’alcol ti arriva al cervello per direttissima. E ti distrugge i quattro neuroni sui quali puoi  contare…”
“Uffa. Quanto devo aspettare?”
“Fino ai sedici anni almeno. E comunque, dopo, ci dovrai andare piano lo stesso!”
Pausa di riflessione.
“Lo sai che oggi ho salvato un pesce dall’annegamento...?” afferma, con un ghigno. 
“Scusa, mi correggo. Tu hai due neuroni, non quattro, sui quali far conto."
“Eh, eh, eh… Queste sono le tipiche battute di noi del popolo melagodiano.”
“Non voglio nemmeno sapere di che popolo tu vada farneticando. In ogni caso, lascia stare quella birra.”
“Altrimenti mi rovina la carriera entocefalica, ho capito, ho capito…”
Sì, ecco, appunto. Tutto, ha capito. E io questo dovrei renderlo abile e arruolato per il liceo... La vedo dura. L’ennesima mission impossible della mia esistenza.

“Prof, che piacere vederla… Come sta? Sopravvissuta alla classe di belve?”
“…”
“Grazie, sa. Se non fosse stato per lei, credo l’avrei già strangolato, quello…”
“Eh, già. Deve fare un cambiamento a 180°, però…”
“Non posso giurare che ce la faremo, ma qualche segno di vita il paziente lo sta dando. Ce la giocheremo sul solito PC da contingentare, sul divertimento come premio per l’impegno e via così. Sperando che la determinazione verso il suo obiettivo lo sostenga. Altrimenti, è una causa persa in partenza!”
“Mhm. E poi ci sono le ragazze…”
“Le ragazze?”
“Vostro figlio è un rubacuori. Sono tutte ai suoi piedi: - Matteo qui, Matteo là… - Sai quando lo avevi minacciato di mandarlo in collegio?”
“Eccome, se mi ricordo!” risponde il vecchio compagno di scuola della prof, alias Jurassico, padre disperato.
“Una tragedia. Scene di panico in classe. Poco manca che si strappano le vesti…Alcune piangevano, addirittura!”
“Oddio. In effetti mi dice sempre di avere l’ormone in subbuglio…” commento io, con un filo di voce.
“Ecco. State attenti anche a quelle, perché il ragazzo fa strage. E questo contribuisce a distrarlo, questo è poco ma sicuro.”
Benissimo. Oltre che pifferaio magico, adesso scopro di avere un figlio bello e dannato. Un bandito tombeur de femmes. E con una concorrenza del genere, dovrei concentrare su di me la sua attenzione: sempre più impossible, la mia mission.

In auto, andando a far la spesa. Jurassico guida l’auto, mentre parliamo di figli: nel passato, nel presente e nel futuro. Istintivamente, cerchiamo la mano l’uno dell’altra. Dopo avermi sfiorato la mano con un bacio, Jurassico, cogitabondo, borbotta: “Certo che a questo non avevo pensato, quando ho preso un’auto con il cambio automatico…”
“A cosa?”
Sorriso sornione: “Che si va molto meglio a tenersi per mano!”
“Amoremioquantoseibello!” vado in sollucchero io. Riesce sempre a riconcilarmi con l’universo,  il losco individuo.
Lo dico sempre. Se già non l’avessi fatto, io questo me lo sposerei!