venerdì 15 luglio 2011

Filosofia prêt-à-porter

Sono uscita con un’amica, attualmente vittima di un forte calo di autostima: una serata terapeutica. Per entrambe, devo dire.
Tanto per cominciare, due donne a bordo dello squalo attirano molti sguardi: considerato che poi sgommi via, alla velocità del fulmine, ti puoi anche concedere il lusso di goderti un po’ di ammirazione maschile. Un apprezzamento meno depressivo di quello infertomi ieri, grazie al Cielo.
Poi, ci sono i contenuti: chiacchiere in libertà, confidenze liberatorie, confronti al vertice. Quando una ha un problema – e chi non ne ha, diciamocelo… - non c’è nulla di meglio del confronto con un’amica fidata, in una situazione completamente diversa dalla tua. Ognuna della due focalizza dettagli che all’altra sfuggono, e non si corre il rischio di piangere l’una sulla spalla dell’altra, confortandosi a vicenda nei propri errori tattici.
Come potrebbe capitare a due single, per esempio. Spesso, due donne a caccia seguono le stesse modalità operative: attivando un’operazione di marcatura a uomo, capace di mettere in fuga l’uomo di turno.  E quando l’uomo si è dileguato, di meglio non trovano da fare che singhiozzare in coro sull’immaturità maschile e la deprecabile tendenza di tutti gli uomini a evaporare, quando si tratta di fare sul serio. Peccato che fare sul serio significhi, per molte di esse, incarceralo in una gabbia dalla quale sia impossibile evadere. Di rendersi così interessanti da inchiodarlo lì, facendogli passare la voglia di andarsene, non se ne parla. Di puntare solo uomini che ti puntano, nemmeno.
Con questa storia che noi donne dobbiamo trasformarci in macchine per la seduzione, ci hanno fatto dimenticare che l’uomo è il cacciatore, noi la preda. Non il contrario.
Personalmente, sono convinta che, se scappi, un uomo al quale interessi t’insegue. E di corsa. 
Idem dicasi per le accoppiate di lungo corso: molto spesso, condividono tutte la teoria della "calma piatta all'orizzonte". 
Coppia stabile = noia imprescindibile.  
Vietate le fughe a due, le evasioni dalla quotidianità, gli imprevisti dell'ultima ora. La minima increspatura le mette in agitazione:  e non tengono conto dell'esitenza dei sommergibili. Invisibili, ma dotati di siluri: in grado di affondare anche una corazzata, se la beccano di sorpresa. 
Meglio non identificarsi troppo con l'ape regina.
Se mantieni una vita personale al di fuori di casa, concedendoti molte alternative al passare le tue serate col ferro in mano, mentre il tuo lui guarda la partita in TV, questi continuerà a corteggiarti tutta la vita. Mai rendersi scontate: altrimenti quelli ci dormono sopra. E non capiscono cosa mai abbiamo da lamentarci, se vaghiamo per casa col muso, perché sono sette anni che non ci regala un fiore, mentre alla nostra dirimpettaia hanno appena consegnato un mazzo di rose tanto.
Naturalmente, anche noi dobbiamo fare la nostra parte fra le mura domestiche: vietate le tutone in felpa, o le vestagliette informi, a ogni ora del giorno; esclusi i pigiami dotati di coulisse no-sex e sigillature anti-intrusione. Se andiamo a letto vestite come palombari, c’è poco da sorprendersi se lui russa dopo sei secondi: esiste l’istinto di conservazione. Evitiamo di attivare proprio quello.
La sciatteria come stile di vita e l’ovvietà come piatto del giorno, non sono un viatico per un’unione scoppiettante.
Sarà dura, a volte, tra figli, lavoro, fretta, stanchezza e scadenze incalzanti: ma vale la pena di lottare un pochino con noi stesse, per mantenere un accettabile grado di attrattiva fisica e seduttività.
Questa mia filosofia di vita ha il potere di risollevare l’umore alle mie amiche in crisi cardiaca. Almeno, ridono un po’: è già qualcosa.
Ieri sera, dunque, andava in scena l’agenzia cuori solitari. O, meglio, cuori accompagnati, ma un po’ in difficoltà: situazione ideale per mettere in ebollizione le amiche NON fidate. Pare impossibile, ma quando una entra in stallo con il suo amore, c’è sempre una fila di facinorose che non aspettano altro che poterle dire “Molla tutto e scappa!”.
Come se dietro l’angolo ci fosse la felicità ad aspettarti al varco.
Ma dico io: se una è innamorata, e sta male perché le cose non vanno come dovrebbero, non si può cercare il bug, invece di formattare tutto? Sempre in modalità distruzione, le consigliere di turno?
Non è la prima volta che mi capita, ‘sta cosa. Ho visto gente sobillare madri di famiglia a buttare fuori di casa il marito, per futili motivi.
Non ho idea se dipenda da letture sciagurate (i romanzetti rosa possono alterare molto profondamente la percezione della realtà), da una forma di rivalsa (molte di queste consulenti matrimoniali improvvisate hanno una o più unioni fallite al loro attivo) per la quale mal comune, mezzo gaudio, oppure solo dal fatto che la gente non conosce la diplomazia. Fatto sta che, dopo aver parlato con certi personaggi, una si sente imbecille a crederci ancora, alla sua love story. Non c’è nemmeno bisogno di dire che la sottoscritta ha un approccio totalmente differente: di fronte a un raffreddore, non consiglio l’eutanasia.
Faccio anamnesi, diagnosi e suggerisco una terapia. Consigliati frequenti aggiornamenti via sms sullo stato del paziente, per eventuali aggiustamenti alla prescrizione. Visita di controllo fra un mese.
Non c’è nulla da fare. Ho un approccio medico a tutte le situazioni: vediamo se funziona, adesso. In caso affermativo, potrei riciclarmi come consulente cuori infranti, in Rete: UTIC on line, by Mpc. Magari avrei successo.