lunedì 6 giugno 2011

Oggi parliamo del tempo

Lo so, lo so: è un argomento consunto. La cosa più noiosa della quale discutere.  
Però, scusate… quando è troppo è troppo. Non si possono avere tre giorni, tre, da trascorrere col maritino, finalmente libero dalle cinghie ospedaliere, ed essere bersagliati ogni due ore da un repentino cambio di tempo, con ripetuti accenni di tempesta furiosa.
Tra le previsioni funeste, il probabile supertraffico e la zampa acciaccata del Jurassico, siamo rimasti inchiodati a casa per giorni.
Uffa.
Levatemi l’esercizio fisico, a me, e vi ritroverete con un’individua depressa e propensa agli errori. Alimentari, soprattutto.
Oltre a questo, Jurassico ed io abbiamo approfittato dell’unico paio d’ore di sole pieno per fare una passeggiata: la qui presente mentecatta, dimentica che il sole non scotta  esclusivamente chi è sdraiato in piscina, se n’è uscita smanicata, tra mezzogiorno e l’una e mezzo. Risultato: seduta a cena, ho strappato un urlo di orrore a Elastigirl. La quale mi ha fatto notare che portavo impressa a fuoco l’impronta del mio vestito: dopo l’abbronzatura da muratore, garantitami dai primi giri in bici con la T-shirt, ora posso contare sulla scottatura con manica all’americana.
Più che una donna, un patchwork.
Va da sé che, se già mi sentivo una vittima delle circostanze, dopo essermi guardata allo specchio volevo morire. Oggi mi viene a trovare un’amica di tastiera, che mi vede per la prima volta, e io mi presento all’appuntamento col mantello di una vacca pezzata… Che vergogna.
Quest’ultimo incidente ha distrutto le mie residue capacità di autocontrollo: avevo bisogno di una gratificazione. Immediata.
Ed ecco che, vittima di un impulso incoercibile, sono sgattaiolata in garage, impadronendomi di un Barattolino Sammontana da mezzo chilo, di quelli ad alto tasso di peccaminosità. L’ho dimezzato con scandalosa voluttà, stravaccata davanti alla TV, guardando un vecchio telefilm di Hitchcock, col gatto che mi ronfava accanto e mi offriva la pancia alle carezze: un autentico caso di cedimento a paradisi artificiali.  
Fuori, infuriava l’ennesimo fortunale.
Dopo circa mezz’ora, la tempesta fuori si era placata, trasferendosi dentro all’animo sottoscritta: quando mi abbandono a queste tentazioni, mi ritrovo quasi istantaneamente divorata dai sensi di colpa. I quali purtroppo mi divorano l’anima, non altre cose: perché, dico io, se mi ammazzo per ore in piscina o su due ruote limo sì e no mezzo centimetro di rotondità, mentre bastano pochi giorni di lassismo gastronomico-enologico per aggiungere strati  e strati di lardo a quelli già presenti??? E perché lo stress da senso di colpa non mi fa smaltire neanche un grammo?
Niente da fare. Ci metterò quindici giorni, a scontare questo fine settimana: la responsabilità è anche del marito, che ha deciso di stappare più di qualche bottiglia di bianco, non si sa per festeggiare cosa. Non l’ho capito, ma ovviamente ho festeggiato con lui: allungando la lista dei peccati a carico della mia coscienza.
Il gaglioffo, magico nel comparire al momento sbagliato, è arrivato a infierire, uccidendo una donna morta. Complice il film che stavo guardando, sui drammi occorsi a una signora troppo affezionata alla bottiglia, è tornato a chiedermi se suo padre ed io siamo due etilisti.
Ho deciso. Oggi presento formale protesta alla dirigenza della sua scuola.
Da quando hanno iniziato la campagna informativa contro l’abuso di alcol nei minori, questo mi fa il processo ogni volta che mi vede afferrare un calice a stelo: devono avergli fatto del terrorismo psicologico.
Comunque sia, a questo mi sono ribellata: e gli ho chiarito che il vino non è il male assoluto. Se consumato in modiche quantità, è una mano santa per un sacco di cose.
Ben lungi dal volermi trasformare in una donna virtuosa o, peggio,  allevare una banda di astemi, gli ho comunicato quanto segue. Dai sedici anni in poi, l’assunzione di bioflavonoidi, antocianine e polifenoli – resveratrolo in testa – in forma di “bicchiere de quel bon” non è affatto controindicata. Anzi, addirittura consigliata: in dose opportuna, il vino protegge contro le malattie cardiovascolari, aiuta la digestione e funziona da antiossidante. Parola di dottoressa.