venerdì 13 maggio 2011

L'ottimismo vola


Il mouse del mio portatile va a singhiozzo: in più, lo devo trascinare per chilometri, per fargli fare due centimetri sullo schermo. La muscolatura della mia scapola destra urla pietà: meglio allertare l’informatico, va’. Costui provvede all’istante, procurandomi un gioiellino: piccolo, maneggevole e rapidissimo nella reazione. Pare una Mini Cooper.
Felice come una ragazzina con un giocattolo nuovo, lavoro per ore, fino al rientro dei figli da scuola.
La Miss fa una fugace comparsa, mi saluta distratta e corre a prepararsi, per dileguarsi poi in via definitiva: oggi si va a teatro. Solo, non come spettatrice, né come attrice: come truccatrice. La sua consumata abilità con bistri e pennelli, passione condivisa tra l’altro con una delle sue prof, l’ha condotta fino ai camerini dietro il palco, dove preparerà compagni e compagne per la scena. Molto presa dal suo impegno, si è andata a studiare su Youtube come truccare i maschi: con le ragazze, nemo problema. Il camuffo femminile lo studia da quando era alta così.
Il gaglioffo, invece, mi aggiorna sulle ultime novità d’istituto: chi è finito dal preside per colpa di un tema, chi invece è rimasto vittima di una crisi d’asma da rimprovero. Dovendo scrivere una pagina di diario, un giovanotto ha ben pensato di mettere nero su bianco le sue impressioni nei riguardi di una delle prof: l’interessata si è infuriata, inviandolo per direttissima in presidenza. Il dirigente, da parte sua, ha dichiarato che esiste libertà di pensiero, vergando un sei a margine del testo. Ora il colpevole, però, vorrebbe andare a far gli esami in Bangladesh: il timore di ritorsioni è molto elevato. Quanto alla fanciulla, in crisi asmatica dopo un rimprovero particolarmente severo, pare non sia stata creduta: l’insegnante l’ha messa con la testa fuori dalla finestra, a prender aria, accusandola di essere una simulatrice.
Mhm.
Ora: so benissimo che mio figlio è un teatrante nato. Ma fosse vero anche solo il dieci per cento di quel che mi racconta… ho l’impressione che i suoi prof abbiano bisogno di vacanze.  
Mentre rifletto sugli eventi testè appresi, fanno la comparsa due schede da firmare, relative ad altrettanti componimenti d’Italiano. Leggo il giudizio.
“Matteo, qui dice che mancano le idee, i pensieri, le emozioni… Che diario è? Proprio tu, che hai un’inventiva incredibile: che mi combini?!” mi indigno immantinente.
L’uomo non perde un filo di aplomb, rispondendomi, serio: “Mamma, quello che ha provato a mettercele, un paio di emozioni, è finito dal preside. Io no, sai? Grazie, sono a posto così!”
In effetti, che torto dargli? Gli riconsegno i fogli senza ulteriori commenti.
Infine, il manigoldo mi rivela di aver scovato un sito dove sono descritte le varie tipologie di studenti e  insegnanti.
“Mamma, tra i prof, c’è l’inventore 2: quello che escogita metodi sempre nuovi per fregarti, con le interrogazioni. C’è la tombola che usa la nostra, in classe…”
“Ah. Mi pare un buon modo per costringervi a studiare” commento, neutra.
“Ettepareva… Sei sempre d’accordo, quando si tratta di terrorismo, mamma. Poi ci sono il pervertito…”
“Eh???”
“Sì! Quello che pensa: - Queste ragazzine scollate vanno incoraggiate: dieci! -”
“Evvabbè, ma da voi non ci sono questi, però…”
“No, almeno questi no” ammette lui, continuando: “Un altro tipo di prof è l’invidiosa: quella che, quando vede una ragazzina scollata, la stronca sul nascere, mettendole tre…”
“Disgraziato: io certi siti te li devo mettere in blocco. E… per curiosità, tu che tipo di studente saresti, secondo questi fini conoscitori dell’animo umano?”
“Sono una combinazione fra l’arretrato e l’ottimista
“Ho paura a chiedertelo, ma spiegami perché…”
Ottimista: salto i paragrafi troppo lunghi, oppure quelli che non mi piacciono. Tanto, penso, non me li verranno mica a chiedere… E mi beccano sempre, ovvio. Arretrato: sempre indietro con tutto, uno è convinto di avere tutto il tempo del mondo. Poi, si trova con tutto da fare all’ultimo minuto, il giorno prima dell’esame studia anche di notte, salvo addormentarsi sui libri e arrivare a scuola impreparato e morto di sonno!”
“Bene. Mi sembrano ottime premesse, per affrontare le prove incombenti. Figlio, meglio che tu tiri i remi in barca!”
“Coraggio, mamma, che scherzo: anche oggi, un sette e mezzo. Non ti preoccupare: io me la cavo sempre!”
Ottimista. Ha ragione: è decisamente un ottimista.
Bilancio generale: ho una figlia che potrebbe costruirsi una carriera sulla sua vanità, un figlio preparato agli esami, ahimè solo psicologicamente, e dei prof molto preparati professionalmente, ma psicologicamente alquanto provati.
Uno scenario entusiasmante: quasi quasi me la dò a gambe, e torno tra qualche mese. Devo solo trovare chi mi offra asilo politico.