lunedì 24 agosto 2015

Rientrata alla base

Più che altro, il plantigrado è tornato in reparto. La solita nuvoletta sfigata ci ha seguito per tutte le giornate libere che ci siamo presi, abbiamo camminato poco, mangiato molto e la mission di distrarre un po' Jurassico è nel complesso fallita. 
Per fortuna ci sono gli amici, vecchi e nuovi, ad allietare un periodo altrimenti grigiastro. 
Oggi il gaglioffo ha affrontato le intemperie senza ombrello, tornando dalla prova di recupero di Fisica con lo spirito risollevato ma gli abiti zuppi. Perché i miei figli non si attrezzano mai, dico mai in relazione al tempo che c'è fuori? 
Quelli ignorano le previsioni, affidandosi alla buona sorte. Scelta pericolosa, di questi tempi: la fortuna si dev'essere dimenticata dove è localizzata Casa per Caso. 
La sottoscritta, come sempre nei periodi così così, si è abbandonata alla lettura della quale al post precedente, abbinandovi un'attività inesausta di  scrittura. 
Nuove produzioni letterarie stanno prendendo forma tra i file del mio computer... 
Presto dovrei aver finito. Vi terrò informati. 
Intanto, mi godo qualche brandello del tempo della Miss, donna molto richiesta da amici e affini, e alquanto impegnata sui libri, per preparare il prossimo esame. 
E' proprio vero che quando vanno all'università li perdiamo... Anche se girano nei dintorni, sono così presi dalle loro cose da vederli di rado, anche quando tornano al nido. 
Unico segno della sua presenza, la comparsa di un foglio sul frigo: lei ed il gaglioffo si sono alleati, e tengono nota delle cose strane che dico, delle mie trovate ai confini della realtà, delle mie fosche previsioni da madre in ansia perpetua. Quei due mi prendono in giro ogni volta che apro bocca, segnando sul frigo le mie sciocchezze migliori. 
A fine estate, creeranno la top ten delle fesserie di mammina. 
Accidenti. Quando ero giovane io, guai a prendersi gioco dei genitori. Adesso che sono io il genitore, sono al centro di una operazione di bullismo familiare. 
Non c'è più rispetto per i vecchi! 

martedì 11 agosto 2015

Memorie di una lettrice compulsiva

Se esiste una sindrome da lettura incoercibile, io ce l'ho. 
Un fenomeno di tolleranza (me ne servono dosi sempre maggiori), dipendenza (non posso vivere senza), con punte maniacali nella gestione della roba. Me ne procuro sempre di nuovi e voglio ottenere quello che ho in testa, a costo di perderci  ore e ore per trovarlo. 
Allo stato, ho quattro libri fermi a metà, che non riesco a portare avanti ma non vorrei abbandonare; cinque libri cartacei sotto i ferri più due e-book in lettura. A ciò si aggiunga l'ovvia lettura del quotidiano.
Mio figlio Matteo mi guarda, e scuote la testa: "Maniaca!"  
Tanto per dire, ho appena chiuso - felicemente - un dramma capace di guastarmi le ultime trenta ore di vita. 
Antefatto: ordinare un libro per l'Università a tua figlia, e aggiungere un libro anche per te, perché le spese di spedizione sono un affronto e un abominio. Raggiungere la cifra minima per evitarle non è difficile. Il difficile è non triplicarle, quando apri la lista dei tuoi desideri...
Fatto: uscire tre giorni con il camper, viaggiando leggera per obbligo (dieci libri a disposizione sull'e-reader) e non trovare più il libro nuovo ad attenderti al tuo ritorno. 
Misfatto: l'hai riposto in libreria in un momento di distrazione; solo che non ricordi più in quale delle sei librerie di casa tua l'hai appoggiato. Ed è subito panico. 
Effetto: rovistare ovunque, incluso dietro la testiera del letto, e scoprire un libro di un'autrice amatissima dimenticato in un anfratto. Ed è subito entusiasmo. 
Una specie di Babbo Natale d'Agosto. 
Parentesi: Pulizie. Un male necessario, durante le quali non si può leggere. Scrivere sì, però: mentre ti aggiri ronzante come l'Ape Maia rivoltando casa in meno di un'ora, puoi sempre pensare alla prossima pagina da scrivere. Se hai un'illuminazione sulla via del tappeto damascato, puoi sempre incidere una nota vocale sul tuo fedele lettore mp3. Esser dunque impegnata a spolverare distrattamente la libreria, e scorgere d'improvviso il libro perduto. 
Conclusione: ti senti completa. Finalmente, la tua giornata è perfetta. 
Nonostante ti attendano una dozzina tra adempimenti burocratici, seccature varie ed eventuali, una noiosissima coda in Posta e una puntatina in discarica, tanto per non perdere l'abitudine. 
Tanto lo sai. Quando con i tutto quadra, quadrerà pure il resto. 

L'ho detto. Io sono malata! 

lunedì 3 agosto 2015

A passo di capra

Determinati a sfruttare la nostra nuova attrezzatura, Jurassico ed io ci immergiamo nella nebbia, camminando qualche ora letteralmente con la testa tra le nuvole.
Emergiamo dalla nebbia, in mezzo a un pianoro che sembra rubato a uno scorcio d'Irlanda.
In lontananza, un frastuono di campanacci annuncia la presenza di una  falange di vacche pezzate. Procedono in formazione, seguite da due umani e guidate da un paio di cani, abilissimi a costringere nei ranghi i pochi elementi indisciplinati. Uno spettacolo, osservarne i movimenti.
Dopo ore di salita, lo stomaco reclama qualcosa.
Sportivi forever, ci siamo portati due pasti sostitutivi ad alto tenore proteico...
Difatti, eccoci seduti in malga, di fronte a un gruppo di Alpini d'annata, in attesa della grigliata.
Non manca un buon bicchiere di rosso, perché il Grappa è una montagna ad alto tasso alcolico.
Cin cin!

venerdì 31 luglio 2015

Disastro umano

Chattare affettuosamente con la ragazza di tuo figlio, la quale ti adora, e piantarla in asso a metà della conversazione per improvvisa sincope del tuo cellulare.
Fatto!
Attendere che il telefono si rianimi sfaccendando in cucina, far cadere un oggetto creando un effetto domino dagli esiti distruttivi.
Fatto!
Sedersi ad ascoltar musica con il consorte, vestito come Fantozzi, combinata come una stracciona. E commuoversi fino alle lacrime perché lui ti dedica "A te" di Jovanotti.
Fatto!
Ora apparecchio e scaldo le cotolette per i ragazzi, che per oggi ho fatto il mio...

martedì 28 luglio 2015

Sull'orlo della separazione

Dei letti. Anzi, delle camere proprio: io con quel plantigrado non ci dormo più. Già i nostri ritmi sono divergenti: lui si addormenta al calar del sole e si alza con le galline, io leggo per ore di notte, mentre al mattino sono incosciente almeno fino alle sette. 
Se con l'acquisto di un e-book reader abbiamo risolto questo annoso problema, per le nostre incompatibilità termiche non c'è che una soluzione. La separazione. 
Dopo alcune discussioni al calor bianco, che hanno scaldato ulteriormente le nostre notti nel periodo più torrido dell'anno, la sottoscritta ha scelto la via del pragmatismo. Lo lascia a dormire in obitorio - così il gaglioffo ha ribattezzato la nostra camera da letto - mentre lei approfitta della stanza lasciata libera dal filosofo. 
Il quale, sia detto per inciso, è strafelice di stare dove sta: si diverte, sta facendo un sacco di conoscenze interessantissime e il lavoro lo entusiasma. Insomma, la trasferta orientale sta avendo pieno successo. 
Tornando ai vecchi genitori, la mia fuga è stata accolta con polemica indifferenza la prima notte - avevamo litigato - con perplessità la seconda - se non abbiamo litigato, perché non dorme con me...? - con scoramento la terza. 
Ieri sera, dunque. A fronte di una temperatura accettabile ovunque, il nostro affermava di non sopportare l'umidità. Dopo tre ore di vento artico, la nostra camera era un frigorifero. In bagno, poi, si gelava. 
L'amato e amante consorte allunga una mano verso di me, che sgabbio rapida, m'impadronisco di un dischetto di cotone e mi strucco alla velocità del fulmine. 
"Che cosa fai?"chiede lui, con aria innocente.
"Come, cosa faccio? Mi strucco! Giuseppe, per favore..." mi spazientisco io.
"No, perché mi sembri nervosa..." afferma, incerto. 
"Non sono nervosa. Sono irrigidita dal freddo. Se non mi sbrigo a uscire di qui, passo dalla rigidità al rigor mortis!"
Con il senso di colpa dipinto in faccia, l'uomo prende il telecomando della macchina infernale e compie un atto che, fino a qualche giorno fa, era impensabile da parte sua. Spegne il soffio mortale. 
Peccato che, per ripristinare una temperatura accettabile, ci vorrebbero ore. Senza contare che lui, tra due gradi, ricomincerà a dare in escandescenze. 
"Dai, dormi qui con me..." implora. 
"Per favore, dacci un taglio. Non sono una foca: se mi addormento qui, sarà per sempre. Siccome tu sei adattato al clima artico dell'ospedale, stai qui con il tuo amato congelatore in funzione, dormi sereno, io me ne vado di là che sto benissimo." dico, afferrando il mio cuscino e uscendo di scena. 
Dopo qualche minuto, mi sovviene di dovergli dire una cosa urgente, e mi affaccio alla sua camera per comunicargliela. 
Mi guarda con la faccia da cocker e bela: "Ma ho spento il condizionatore..."
"Basta. Fa freddo! Riaccendilo pure, perché tanto io qui non ci torno. Fattene una ragione!"
Alla fine si è arreso. Stamattina era di umore normale, mi ha salutato come se fossi tornata da una guerra. mi ha preparato la colazione ed è partito, prima delle otto, per rituffarsi nel gelo ospedaliero. 
Le mie defezioni notturne gli spezzano il cuore, ma non posso capitolare. Qui si tratta di morire per amore... Un po' troppo. Persino per me. 

lunedì 27 luglio 2015

Incapace non per caso

Quando si dice mettere all'indice... 
Sono una catastrofe, un'imbranata senza speranza, un'inetta on line. 
Oggi Bridigala m'invia un commento e io, invece di pubblicarglielo, glielo cancello con un colpo d'indice. Incapace che non sono altro. 
Mi rendo conto della fesseria appena consumata e vado a ravanare nella mia bacheca, fermamente intenzionata a recuperare la frase carina, ingiustamente condannata a languire nel cestino. 
E che ci trovo, nel suddetto cestino? 
Un altro commento! Di una nuova commentatrice, tra l'altro, con un nick che mi piace un sacco: quisonolibera. La quale mi ha commentata tre giorni fa, ed è stata inconsapevolmente cestinata. 
Che figura! 
Ho estratto dagli inferi anche lei, pubblicandola all'istante. 
Mi scuso con le interessate e con chi spreca ancora il suo tempo a leggere una demente della mia fatta. 
Quando ero giovane, in un caso del genere mi avrebbero suggerito: "Se non hai fisico..." 
Ecco, appunto. Forse non ho il fisico della blogger. Più di una volta sono riuscita anche a cestinare me stessa... Una donna da rifare. In tempo reale, con upload immediato. 


domenica 26 luglio 2015

Gente di un certo livello

"Mamma, ho bisogno di una tua opinione"
"Dimmi..."
Brandisce un libro sulle Crociate, aperto sulla prefazione. 
"Qui dice Le Crociate hanno sempre affascinato studiosi e persone di cultura... Ma è riferito ai lettori di questo libro?"
"Beh, sì, anche..."
"Wow! Mi sento onorato... Persone di cultura!", esclama, soddisfatto oltre misura. 
"Fammi un po' leggere qui...", borbotta a mezza voce, sfilando verso la sua camera da letto. 
Ed era un analfabeta di ritorno. Come cambia la vita... E non solo in peggio. Per fortuna.

venerdì 24 luglio 2015

C'eravamo tanto odiati

"Buongiorno orsacchiotto!"
"Gnmgfrrr..."
"Caffè...?"
"MHM!!!"
La Miss prepara la colazione al fratello minore, già suo acerrimo nemico...
Ieri sera gli ha teso un agguato, baciandolo e infliggendogli una coccola alle spalle, approfittando del fatto che stava seduto al PC. 
Quando sono nella stessa casa chiacchierano come due carbonari, raccontandosi un sacco di cose.
Quando sono lontani, i messaggi si sprecano. 
Se penso a quanto si tormentavano a vicenda, tutto 'sto tubare ha davvero il sapore di un miracolo. 
Mamme disperate per le zuffe tra fratelli, non disperate. Voi intervenite poco, pacificate molto, non cercate di capire. Vietato parteggiare... Si sistemeranno. E sarà love forever. 
Parola di Mpc.

giovedì 23 luglio 2015

Intensa vita notturna

"Mamma, mi porti dai miei amici? L. è tornato dal Canada, vorremmo trovarci, farci raccontare tutto e passare un po' di tempo assieme... Dormirò lì."
"Ok, ti porto. Solo, stasera ci sarebbe la cena per salutare tuo fratello che parte... Ma la faccio più che altro per Davide e lo zio, che non lo vedono sempre. Vedi che ti dice tuo fratello."
"Aspetta che vado a vedere se la cosa lo ferisce... La famiglia prima di tutto!"
Borbottio indistinto. Poi, nettamente percepibile: "NESSUN PROBLEMA!!! Vai dai tuoi amici, vai..."
Il rendez vous ha dunque avuto luogo. 
"Ma... scusa, non ti porti qualcosa? Una maglietta di ricambio, una mutanda, almeno uno spazzolino da denti..."
"Mamma, scialla. Quando ho questo", e solleva un gioco da tavolo con la scatola  grondante zombi e sangue da far paura anche a Dario Argento, "io sto a posto. Io viaggio leggero!" 
"Sei un maiale..."
"Siamo tutti così. Tranquilla. Poi, nemmeno dormiremo!" 
Ventiquattro ore dopo, vado ai recuperi. Mezzi stravolti, gli animali escono in massa dalla tana, scamiciati e sorridenti. 
"Valeeeee!!! Ciao Vale!!! SMACK, SMACK, SMACK!"
Per la cronaca, ognuno di loro mi ha nominata la sua mamma in seconda. Sono piena di figlia adottivi veri, presunti e putativi, a questo punto. 
Durante il viaggio di ritorno, il nostro mi ragguaglia. 
"Hai visto le foto che ti ho mandato? L. ha dormito di traverso su due seggiole..." 
"Ho visto, ho visto. Siete al di là del bene e del male, ragazzi! A che ora vi siete addormentati?"
"Alle quattro. Dopo che è passato il padrone di casa a salutarci."
"Rientrava da una serata?"
"No. Era tutto azzimato, elegante e stava andando al lavoro. Ci ha detto che l'avevano chiamato e doveva andare a fare delle epigrafi!"
"Accidenti. Ultimamente, ho spesso a che fare con le agenzie di pompe funebri. Mi sono resa conto che stanno messi peggio persino dei medici, quanto a orari!"
"Taci, va'. Si è fermato un po' a filosofeggiare con noi, poi è uscito. Dopo dieci minuti, mentre sonnecchiavamo sul portico, sbuca lo zio dalla siepe e chiama L. Ehi, L., papà c'è?No, è andato a fare le epigrafi... Ok, allora ci parlo domani. Buonanotte! Noi eravamo senza parole... Questi girano di notte come fossero le undici del mattino!"
"Vita notturna coatta, figlio mio. Ce n'è di gente che vive così..."
"Anche noi abbiamo avuto una notte intensa, però!"
"Perché?"
"Ci è entrato in camera un merlo. Per poco non moriamo lì dallo spavento, così facilitiamo anche il lavoro al papà di L..."
"E che ha fatto, la bestia?"
"Aveva più paura di noi. Prima l'ha fatta sulla scrivania di L., poi svolazzava di qua e di là. Allora ci siamo messi a inseguirlo: uno teneva aperto uno scatolone, l'altro stava pronto col coperchio, il terzo lo sospingeva verso la scatola. L'abbiamo acciuffato e poi rilasciato in giardino. Che notte, ragazzi!" 
Certo che con notti bianche così, posso stare tranquilla. Non dico i carabinieri, ma nemmeno la protezione animali verrà mai a bussare alla mia porta, chiedendomi: "E' suo figlio questo...?"
Un bel conforto. Sarà matto, ma almeno mi fa vivere tranquilla. 


mercoledì 22 luglio 2015

Troppe cose tutte assieme

Ragazzi, quando sparisco così ci sono grossi guai sotto. Magari non sempre, ma stavolta sì. 
Cominciamo dalla cosa più seria, la più difficile, quella che non vorrei dovervi dire, ma non mi sento di tacere. Anche se virtuale, questo spazio è troppo personale...
Il nonno se n'è andato. 
Così, all'improvviso, senza neppure avere il tempo di prepararci con il cuore a lasciarlo andare. In una settimana è successo tutto: la diagnosi, infausta, e ... via. 
In pochi giorni, il nostro grande vecchio si è consumato, divorato dalla malattia, spegnendosi come una candela. 
Gli mancava l'ossigeno, al nonno. 
L'ossigeno del sorriso della sua Iside, il suo amore grande, infinito, strappatogli in pochi mesi da un male improvviso e crudele. 
Per la prima volta nella sua lunghissima vita, il grande combattente si è arreso. 
Ha perso l'energia indomita grazie alla quale ha affrontato con coraggio prove durissime, nella vita. Quel coraggio col quale si è battuto come un leone per modificare il solco del destino, e grazie al quale, quando ciò non è stato possibile, ha atteso a piè fermo l'ineluttabile. Accettandolo e reagendo con indomita fierezza. 
Un uomo capace di scherzare persino poche ore prima di addormentarsi per sempre, ironizzando con chi gli stava intorno. Un uomo, però, che aveva smarrito per sempre il suo sorriso, da quando non aveva più potuto specchiarsi in quello degli occhi della sua amata. 
Ormai, era l'ombra di quel che era stato. Dopo la sentenza con la quale era stata segnata la moglie, l'abbiamo visto iniziare a struggersi e distruggersi sotto il nostro sguardo. Persino la sua mente ha vacillato, lui che fino a quel giorno era rimasto più lucido di un cristallo molato. 
Non l'ha mai accettato: era lui il più vecchio, lei doveva essere a chiudergli gli occhi. 
Invece, porterò sempre nel cuore il ricordo di quell'ultimo bacio, disperato, con il quale ha dovuto salutarla per sempre. 
Se esiste un amore purissimo, eterno, capace di superare le barriere del tempo, dello spazio, persino della morte, quello è stato l'amore di Iside e Natale. 
Un esempio al quale guardiamo tutti, quando stringiamo la mano del nostro amore. 
E in questi giorni abbiamo molto bisogno di stringerci gli uni agli altri, noi che siamo rimasti qui, a ricordarli.
Oggi è il compleanno della mia Miss, ma è un compleanno triste, perché è il primo senza i suoi nonni. Per fortuna, l'amore che ci lega tutti sta funzionando da rete di salvataggio, così riusciamo ad essere sereni lo stesso... Confortati anche dal pensiero che Cip e Ciop sono assieme di nuovo. Me li vedo, a passeggio mano nella mano, ad arrampicarsi sui sentieri della montagne del Paradiso... Perché ci deve essere la montagna, lassù. 
Sennò, il nonno presenta reclamo. Scritto, direttamente in Direzione, con obbligo di firma per ricevuta. 
E per chiudere in bellezza,  stasera il filosofo s'imbarca, per tornare tra quasi tre mesi. Una situazione in grado di entusiasmarmi come una ragazzina e precipitarmi in un baratro d'ansia, tutto assieme. Più che una donna, un ossimoro. 
Un po' troppe emozioni per una Mpc sola. Scusate se perdo un po' di smalto. Qui la sorte sta mettendo alla prova l'inossidabilità del mio sorriso.