martedì 28 luglio 2015

Sull'orlo della separazione

Dei letti. Anzi, delle camere proprio: io con quel plantigrado non ci dormo più. Già i nostri ritmi sono divergenti: lui si addormenta al calar del sole e si alza con le galline, io leggo per ore di notte, mentre al mattino sono incosciente almeno fino alle sette. 
Se con l'acquisto di un e-book reader abbiamo risolto questo annoso problema, per le nostre incompatibilità termiche non c'è che una soluzione. La separazione. 
Dopo alcune discussioni al calor bianco, che hanno scaldato ulteriormente le nostre notti nel periodo più torrido dell'anno, la sottoscritta ha scelto la via del pragmatismo. Lo lascia a dormire in obitorio - così il gaglioffo ha ribattezzato la nostra camera da letto - mentre lei approfitta della stanza lasciata libera dal filosofo. 
Il quale, sia detto per inciso, è strafelice di stare dove sta: si diverte, sta facendo un sacco di conoscenze interessantissime e il lavoro lo entusiasma. Insomma, la trasferta orientale sta avendo pieno successo. 
Tornando ai vecchi genitori, la mia fuga è stata accolta con polemica indifferenza la prima notte - avevamo litigato - con perplessità la seconda - se non abbiamo litigato, perché non dorme con me...? - con scoramento la terza. 
Ieri sera, dunque. A fronte di una temperatura accettabile ovunque, il nostro affermava di non sopportare l'umidità. Dopo tre ore di vento artico, la nostra camera era un frigorifero. In bagno, poi, si gelava. 
L'amato e amante consorte allunga una mano verso di me, che sgabbio rapida, m'impadronisco di un dischetto di cotone e mi strucco alla velocità del fulmine. 
"Che cosa fai?"chiede lui, con aria innocente.
"Come, cosa faccio? Mi strucco! Giuseppe, per favore..." mi spazientisco io.
"No, perché mi sembri nervosa..." afferma, incerto. 
"Non sono nervosa. Sono irrigidita dal freddo. Se non mi sbrigo a uscire di qui, passo dalla rigidità al rigor mortis!"
Con il senso di colpa dipinto in faccia, l'uomo prende il telecomando della macchina infernale e compie un atto che, fino a qualche giorno fa, era impensabile da parte sua. Spegne il soffio mortale. 
Peccato che, per ripristinare una temperatura accettabile, ci vorrebbero ore. Senza contare che lui, tra due gradi, ricomincerà a dare in escandescenze. 
"Dai, dormi qui con me..." implora. 
"Per favore, dacci un taglio. Non sono una foca: se mi addormento qui, sarà per sempre. Siccome tu sei adattato al clima artico dell'ospedale, stai qui con il tuo amato congelatore in funzione, dormi sereno, io me ne vado di là che sto benissimo." dico, afferrando il mio cuscino e uscendo di scena. 
Dopo qualche minuto, mi sovviene di dovergli dire una cosa urgente, e mi affaccio alla sua camera per comunicargliela. 
Mi guarda con la faccia da cocker e bela: "Ma ho spento il condizionatore..."
"Basta. Fa freddo! Riaccendilo pure, perché tanto io qui non ci torno. Fattene una ragione!"
Alla fine si è arreso. Stamattina era di umore normale, mi ha salutato come se fossi tornata da una guerra. mi ha preparato la colazione ed è partito, prima delle otto, per rituffarsi nel gelo ospedaliero. 
Le mie defezioni notturne gli spezzano il cuore, ma non posso capitolare. Qui si tratta di morire per amore... Un po' troppo. Persino per me. 

lunedì 27 luglio 2015

Incapace non per caso

Quando si dice mettere all'indice... 
Sono una catastrofe, un'imbranata senza speranza, un'inetta on line. 
Oggi Bridigala m'invia un commento e io, invece di pubblicarglielo, glielo cancello con un colpo d'indice. Incapace che non sono altro. 
Mi rendo conto della fesseria appena consumata e vado a ravanare nella mia bacheca, fermamente intenzionata a recuperare la frase carina, ingiustamente condannata a languire nel cestino. 
E che ci trovo, nel suddetto cestino? 
Un altro commento! Di una nuova commentatrice, tra l'altro, con un nick che mi piace un sacco: quisonolibera. La quale mi ha commentata tre giorni fa, ed è stata inconsapevolmente cestinata. 
Che figura! 
Ho estratto dagli inferi anche lei, pubblicandola all'istante. 
Mi scuso con le interessate e con chi spreca ancora il suo tempo a leggere una demente della mia fatta. 
Quando ero giovane, in un caso del genere mi avrebbero suggerito: "Se non hai fisico..." 
Ecco, appunto. Forse non ho il fisico della blogger. Più di una volta sono riuscita anche a cestinare me stessa... Una donna da rifare. In tempo reale, con upload immediato. 


domenica 26 luglio 2015

Gente di un certo livello

"Mamma, ho bisogno di una tua opinione"
"Dimmi..."
Brandisce un libro sulle Crociate, aperto sulla prefazione. 
"Qui dice Le Crociate hanno sempre affascinato studiosi e persone di cultura... Ma è riferito ai lettori di questo libro?"
"Beh, sì, anche..."
"Wow! Mi sento onorato... Persone di cultura!", esclama, soddisfatto oltre misura. 
"Fammi un po' leggere qui...", borbotta a mezza voce, sfilando verso la sua camera da letto. 
Ed era un analfabeta di ritorno. Come cambia la vita... E non solo in peggio. Per fortuna.

venerdì 24 luglio 2015

C'eravamo tanto odiati

"Buongiorno orsacchiotto!"
"Gnmgfrrr..."
"Caffè...?"
"MHM!!!"
La Miss prepara la colazione al fratello minore, già suo acerrimo nemico...
Ieri sera gli ha teso un agguato, baciandolo e infliggendogli una coccola alle spalle, approfittando del fatto che stava seduto al PC. 
Quando sono nella stessa casa chiacchierano come due carbonari, raccontandosi un sacco di cose.
Quando sono lontani, i messaggi si sprecano. 
Se penso a quanto si tormentavano a vicenda, tutto 'sto tubare ha davvero il sapore di un miracolo. 
Mamme disperate per le zuffe tra fratelli, non disperate. Voi intervenite poco, pacificate molto, non cercate di capire. Vietato parteggiare... Si sistemeranno. E sarà love forever. 
Parola di Mpc.

giovedì 23 luglio 2015

Intensa vita notturna

"Mamma, mi porti dai miei amici? L. è tornato dal Canada, vorremmo trovarci, farci raccontare tutto e passare un po' di tempo assieme... Dormirò lì."
"Ok, ti porto. Solo, stasera ci sarebbe la cena per salutare tuo fratello che parte... Ma la faccio più che altro per Davide e lo zio, che non lo vedono sempre. Vedi che ti dice tuo fratello."
"Aspetta che vado a vedere se la cosa lo ferisce... La famiglia prima di tutto!"
Borbottio indistinto. Poi, nettamente percepibile: "NESSUN PROBLEMA!!! Vai dai tuoi amici, vai..."
Il rendez vous ha dunque avuto luogo. 
"Ma... scusa, non ti porti qualcosa? Una maglietta di ricambio, una mutanda, almeno uno spazzolino da denti..."
"Mamma, scialla. Quando ho questo", e solleva un gioco da tavolo con la scatola  grondante zombi e sangue da far paura anche a Dario Argento, "io sto a posto. Io viaggio leggero!" 
"Sei un maiale..."
"Siamo tutti così. Tranquilla. Poi, nemmeno dormiremo!" 
Ventiquattro ore dopo, vado ai recuperi. Mezzi stravolti, gli animali escono in massa dalla tana, scamiciati e sorridenti. 
"Valeeeee!!! Ciao Vale!!! SMACK, SMACK, SMACK!"
Per la cronaca, ognuno di loro mi ha nominata la sua mamma in seconda. Sono piena di figlia adottivi veri, presunti e putativi, a questo punto. 
Durante il viaggio di ritorno, il nostro mi ragguaglia. 
"Hai visto le foto che ti ho mandato? L. ha dormito di traverso su due seggiole..." 
"Ho visto, ho visto. Siete al di là del bene e del male, ragazzi! A che ora vi siete addormentati?"
"Alle quattro. Dopo che è passato il padrone di casa a salutarci."
"Rientrava da una serata?"
"No. Era tutto azzimato, elegante e stava andando al lavoro. Ci ha detto che l'avevano chiamato e doveva andare a fare delle epigrafi!"
"Accidenti. Ultimamente, ho spesso a che fare con le agenzie di pompe funebri. Mi sono resa conto che stanno messi peggio persino dei medici, quanto a orari!"
"Taci, va'. Si è fermato un po' a filosofeggiare con noi, poi è uscito. Dopo dieci minuti, mentre sonnecchiavamo sul portico, sbuca lo zio dalla siepe e chiama L. Ehi, L., papà c'è?No, è andato a fare le epigrafi... Ok, allora ci parlo domani. Buonanotte! Noi eravamo senza parole... Questi girano di notte come fossero le undici del mattino!"
"Vita notturna coatta, figlio mio. Ce n'è di gente che vive così..."
"Anche noi abbiamo avuto una notte intensa, però!"
"Perché?"
"Ci è entrato in camera un merlo. Per poco non moriamo lì dallo spavento, così facilitiamo anche il lavoro al papà di L..."
"E che ha fatto, la bestia?"
"Aveva più paura di noi. Prima l'ha fatta sulla scrivania di L., poi svolazzava di qua e di là. Allora ci siamo messi a inseguirlo: uno teneva aperto uno scatolone, l'altro stava pronto col coperchio, il terzo lo sospingeva verso la scatola. L'abbiamo acciuffato e poi rilasciato in giardino. Che notte, ragazzi!" 
Certo che con notti bianche così, posso stare tranquilla. Non dico i carabinieri, ma nemmeno la protezione animali verrà mai a bussare alla mia porta, chiedendomi: "E' suo figlio questo...?"
Un bel conforto. Sarà matto, ma almeno mi fa vivere tranquilla. 


mercoledì 22 luglio 2015

Troppe cose tutte assieme

Ragazzi, quando sparisco così ci sono grossi guai sotto. Magari non sempre, ma stavolta sì. 
Cominciamo dalla cosa più seria, la più difficile, quella che non vorrei dovervi dire, ma non mi sento di tacere. Anche se virtuale, questo spazio è troppo personale...
Il nonno se n'è andato. 
Così, all'improvviso, senza neppure avere il tempo di prepararci con il cuore a lasciarlo andare. In una settimana è successo tutto: la diagnosi, infausta, e ... via. 
In pochi giorni, il nostro grande vecchio si è consumato, divorato dalla malattia, spegnendosi come una candela. 
Gli mancava l'ossigeno, al nonno. 
L'ossigeno del sorriso della sua Iside, il suo amore grande, infinito, strappatogli in pochi mesi da un male improvviso e crudele. 
Per la prima volta nella sua lunghissima vita, il grande combattente si è arreso. 
Ha perso l'energia indomita grazie alla quale ha affrontato con coraggio prove durissime, nella vita. Quel coraggio col quale si è battuto come un leone per modificare il solco del destino, e grazie al quale, quando ciò non è stato possibile, ha atteso a piè fermo l'ineluttabile. Accettandolo e reagendo con indomita fierezza. 
Un uomo capace di scherzare persino poche ore prima di addormentarsi per sempre, ironizzando con chi gli stava intorno. Un uomo, però, che aveva smarrito per sempre il suo sorriso, da quando non aveva più potuto specchiarsi in quello degli occhi della sua amata. 
Ormai, era l'ombra di quel che era stato. Dopo la sentenza con la quale era stata segnata la moglie, l'abbiamo visto iniziare a struggersi e distruggersi sotto il nostro sguardo. Persino la sua mente ha vacillato, lui che fino a quel giorno era rimasto più lucido di un cristallo molato. 
Non l'ha mai accettato: era lui il più vecchio, lei doveva essere a chiudergli gli occhi. 
Invece, porterò sempre nel cuore il ricordo di quell'ultimo bacio, disperato, con il quale ha dovuto salutarla per sempre. 
Se esiste un amore purissimo, eterno, capace di superare le barriere del tempo, dello spazio, persino della morte, quello è stato l'amore di Iside e Natale. 
Un esempio al quale guardiamo tutti, quando stringiamo la mano del nostro amore. 
E in questi giorni abbiamo molto bisogno di stringerci gli uni agli altri, noi che siamo rimasti qui, a ricordarli.
Oggi è il compleanno della mia Miss, ma è un compleanno triste, perché è il primo senza i suoi nonni. Per fortuna, l'amore che ci lega tutti sta funzionando da rete di salvataggio, così riusciamo ad essere sereni lo stesso... Confortati anche dal pensiero che Cip e Ciop sono assieme di nuovo. Me li vedo, a passeggio mano nella mano, ad arrampicarsi sui sentieri della montagne del Paradiso... Perché ci deve essere la montagna, lassù. 
Sennò, il nonno presenta reclamo. Scritto, direttamente in Direzione, con obbligo di firma per ricevuta. 
E per chiudere in bellezza,  stasera il filosofo s'imbarca, per tornare tra quasi tre mesi. Una situazione in grado di entusiasmarmi come una ragazzina e precipitarmi in un baratro d'ansia, tutto assieme. Più che una donna, un ossimoro. 
Un po' troppe emozioni per una Mpc sola. Scusate se perdo un po' di smalto. Qui la sorte sta mettendo alla prova l'inossidabilità del mio sorriso. 

venerdì 17 luglio 2015

Mi rendo ridicola

Insomma, qui mi prendono in giro tutti. Il trio dei figli ancora a carico, occasionalmente ricomposto grazie al rientro dei maggiori, ha costituito una santa alleanza per sfottermi da mane a sera. 
Mi dileggiano per tutto: per gli abbracci che pretendo da quelli che non vedo mai, per i miei dolci preparati con tanto amore - vieni qui, Matti, mangia una fetta di questa torta allo yogurt... Sennò il tacchino si offende! - e, soprattutto, per le mie incoercibili ansie. 
Insomma. Un po' di rispetto, che diamine. Mio figlio parte per lidi ignoti e lontanissimi, mia figlia se ne va in giro per tutto lo Stivale, ospite a casa di perfetti sconosciuti per me, e io devo stare qui, tutta tranquilla e indifferente? 
Che mi lascino la mia quota di ansia materna, insomma! 
Invece, niente. Ogni volta che arrischio una raccomandazione, sottolineo un rischio, ventilo una possibilità negativa, quei tre mi subissano di improperi. 
Secondo loro sono un'ansiosa, fissata, maniaca catastrofista. E mi seppelliscono con una risata. 
Hanno ragione. Lo so, Ma non è colpa mia, mia hanno disegnata così... Con l'ansia a tempo indeterminato, la lacrima in tasca e la sindrome da crocerossina incipiente. 
Meno male che ho loro, i quattro dell'Apocalisse, a tenere a bada le mie manie con le loro sghignazzate. 
Ronzano per casa, preparando bagagli, stilando liste interminabili di roba da comprare e chiacchierando tra loro. Di tanto in tanto, si aggiunge al novero dei presenti anche l'Informatico, attirato dalla massiccia presenza fraterna sotto il tetto avito. 
La Stamberga sembra un alveare... Già m'immagino cosa sarà tra qualche settimana, quando qui dentro resteremo solo Jurassico e io. 
Poveretto. Mi dovrà rallegrare e, soprattutto, sopportare. 
Sto dando segni di squilibrio sempre più incipiente: più invecchio, peggiore divento. Anche come arredatrice. 
Entusiasmata da un pupazzo portato da Valentina da Milano, che mi ha ricordato i bei vecchi tempi andati (tempi nei quali la bambina chiamava il suo adorato papà Kermino), gliel'ho piazzato sul letto. Dove resterà, e guai a lui se lo rimuove. 
E pensare che fuori di qui è una persona rispettata... Vedi tu che moglie gli doveva capitare. 
Una suonata, niente da dire. 





giovedì 16 luglio 2015

Conversazioni aberranti

No, io a 'sta cosa non mi ci abituerò mai. Salgo le scale e sento i due - Miss e gaglioffo - impegnatissimi in una conversazione. Quando mi avvicino, mi rendo conto: non è una la conversazione, ma due. E non si parlano tra loro, ovviamente. 
Lui sta chiacchierando amabilmente con un amico di Roma, lei è stesa sul letto che parla col suo cellulare. Nel senso che gli si rivolge proprio, fissandolo e parlandogli. 
Dopo un secondo di sbigottimento, mi rendo conto: ormai questi chattano senza digitare. Si parlano a puntate, con gli amici, conversano a singhiozzo. Come ci riescano, mi sfugge. Però lo fanno, e gli viene pure bene. Credo la sua interlocutrice sia di stanza in Sicilia, per la cronaca. 
Ogni volta è così: la loro apparente incomunicabilità si è evoluta al punto da non limitarsi all'isolamento silenzioso di fronte allo schermo. Ognuno ci chiacchiera, con la diavoleria tecnologica che sta usando, ben guardandosi dall'interagire con le persone che abitano con lui. 
I contatti umani sono limitati ai pasti e ad alcune chiacchierate mentre fanno colazione, merenda o si preparano un caffè. 
Se non vedessi quanto si amano, direi che si detestano. Si ignorano quasi completamente; quanto a me, mi sorvolano. Credo non si rendano nemmeno conto che vivo qui. 

mercoledì 15 luglio 2015

Back home

La Miss ha fatto rientro alla base, con grande gioia della sua mamma. E' stata dura averla lontana tutti questi mesi, e che mesi...
Ce la siamo andati personalmente a ritirare, a dire il vero: la quantità di bagaglio al suo seguito avrebbe fatto invidia a Ivana Trump. A inizio e fine anno, mamma bancomat diventa mamma pony express. Che poi, alla fine, Jurassico trova sempre il modo di aggregarsi, prendendo il comando delle operazioni. 
E meno male, aggiungerei: in autostrada la sua presenza di spirito ci ha evitato di rifare il muso dello squalo contro la coda di un'auto bloccatasi all'improvviso. 
Il tizio prima di noi ha evitato l'impatto grazie a un pertugio apertosi all'ultimo, che gli ha consentito di sgabbiare superando l'ostacolo improvviso sulla destra. Noi ci siamo bloccati a dieci centimetri dal paraurti nemico grazie a due profondi affondi del pilota sul freno e all'estrema efficienza dello stesso. A me poi ci sarebbero voluti i sali, ma insomma ce la siamo cavata. 
Abbiamo raccolto pupa e allori (le suore si sono complimentate molto per le qualità e le perfomance universitarie della nostra fanciulla, la quale ci ha consegnato un libretto corredato persino di un trenta e lode) e l'abbiamo ricondotta al paesello natio. 
Qui l'attendeva un fratello entusiasta di vederla, un gatto che già si è installato sul suo letto in pianta stabile, e i duecento manicaretti di mammina, impegnata a risarcirla del digiuno autoimposto negli ultimi tempi. 
Esami sudati e patiti, i suoi: nelle ultime due settimane, non usciva nemmeno per andare a fare la spesa. Ha rischiato di autodigerirsi, credo. 
Domani dovrebbe rientrare il filosofo e tornare pure l'informatico, poi sono previsti libagioni e festeggiamenti. Un altro anno è passato, e considerati i risultati... Una bella bottiglia per brindare ci sta tutta. Davvero. 

venerdì 10 luglio 2015

Grazie, mamma

"Ti ho mai ringraziata per avermi messo al mondo?"
"Non mi pare, francamente..."
"Beh, allora lo faccio adesso. E' una cosa alla quale si dovrebbe pensare qualche volta."
Ma guarda un po' mio figlio... Ogni tanto è umano persino lui! quasi quasi m'intenerisco io. Il quasi è d'obbligo, trattandosi del gaglioffo. E difatti...
"Sei stata il mio punto di spawn nel videogame della mia vita. Dunque te ne sono grato, gnoccona!" conclude il verme, con il consueto sarcasmo orientato al mio aspetto. 
"Mi informerò circa il senso di questa tua affermazione. Non sono certa di non dovermi arrabbiare... Per ora, vado in piscina."
"Brava. E dacci sotto, che ne hai un gran bisogno! Ihihihih..." e se ne va. 
Infame. Uomo senza rispetto. Quello riuscirà a insultarmi anche il giorno delle mie esequie! 
N.B. pare che il punto di spawn sia il momento in cui sorgono le entità nei videogiochi. Questo è matto, ve lo dico io...