Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta giorni difficili

Piovono lumache

Già una è appena uscita dal dentista, le sembra di avere le guance di cemento e un canotto al posto della bocca, per tacere delle fitte alla gengiva. Di andare in piscina a smaltire stress e ciccia in queste condizioni non se ne parla nemmeno. Come se non bastasse, le tocca affrontare vento e potenziale maltempo per andare a recuperare la bici, abbandonata all'addiaccio fuori dall'ospedale,  per pregressa bufera. Ora ci vuole proprio Edward mani di forbice, impegnato a sfoltire a colpi di cesoie la siepe dei vicini, che decide di fermarsi un secondo, eliminare un intralcio, per riprendere a tagliuzzare a ritmo regolare. Una lumaca volante non identificata mi ha mancata di un pelo, per schiantarsi con un disgustoso sciack crack giusto davanti ai miei piedi. Pure io l'ho sbagliata di un capello, mannaggia. Ma buttarla con gli sfalci, no? Dobbiamo anche allenarci a sfuggire al fuoco amico del confinante giardiniere? Certe giornate sono buone solo quando sono finite. Uff...

Essere o non essere

Il riferimento di tutti, per esempio.  Il problem solver per eccellenza, quella che s'inventa soluzioni   prêt-à-porter, quella che si fa carico delle criticità, riuscendo a declassarle a situazioni nella norma, soltanto da monitorare.  Ora, non che apprezzi queste manifestazioni di corale fiducia.  Non sono qui a lamentarmi, o a pretendere di essere sollevata dall'incarico di spazza-rogne di famiglia.  Però un po' di ferie me le potrebbero concedere, no? Un attimo di pausa, qualche giorno che non sia scandito da un ruolino più fitto di quello di un AD. Un momento per ricaricare anche le mie, di batterie, che tra un po' finiscono in discarica, alla voce "Esauste".  Niente, a quanto pare qui non è mai finita. Esiste un programma Zip anche per gli impegni coatti? C'è il modo di compattarli tutti assieme, in modo da contrabbandare un po' di tempo da dedicare a me stessa?  Devo trovarlo. Sta diventando una necessità vitale, altrimenti qui mi...

Mettetemi in sicurezza

Ovvero: facciamoci riconoscere, seconda puntata.  Gente, sto aspettando il perito dell’assicurazione.   In queste settimane di delirio, ho superato me stessa quanto a disastri annunciati: ormai mi conosco, ahimè. Quando ho la testa presa da mille rogne dormo poco e divento pericolosa. Una malaugurata sera decido di cucinare tre polli alla griglia: li chiudo col coperchio, tipo fornetto, regolo il fuoco al minimo e me ne torno in cucina, in varie faccende affaccendata. Ogni tanto getto un occhio alla griglia, che pare comportarsi bene come al solito: in fondo, si tratta di un’operazione compiuta cento volte… D’improvviso, vedo levarsi un fumo nero che nulla lascia presagire di buono: corro dai miei polli e scopro che il grasso ha preso fuoco. Per domare la fiamma che si sta divorando metà del mio barbecue è necessario l’intervento di Jurassico, che doma le fiamme in pochi secondi. Bilancio dell’incidente: i pennuti   ridotti a tre carbonchi, uno degli ugelli i...

Bollettino sanitario

Guarito. Il micione è guarito. Tre iniezioni di antibiotico e il giovane quadrupede si è ripreso in pieno. Peccato che, nel frattempo, si sia ammalato il suo padrone: un mal di denti tanto incoercibile da richiedere un intervento immediato del dentista. In giornata lavorativa, tra l’altro: per schiodare Jurassico dal reparto, ultimamente, ci vuole giusto un dolore incontrollabile. Per il resto, potrei dire che vive in ospedale. Dopo una notte insonne, difatti, l’eroico dottore aveva provato a presentarsi in corsia nonostante fosse in preda alla sofferenza. Lavato, vestito e sbarbato, era in piedi alle sei del mattino: la sottoscritta, viceversa, era ancora in stato confusionale. “Tanto non riesco a dormire!” Era stata l’asciutta spiegazione rifilata alla qui presente, che, faticando anche ad alzare la testa dal cuscino, si chiedeva dove diavolo andasse quell’individuo a quell’ora antelucana. Alle nove, mi arriva sul cellulare una telefonata disperata: devo correre ai recuper...

Figli e naufragi

Parliamo di scogli, di falle e di procedure di emergenza in caso di naufragio. Parliamo del gaglioffo, dunque, ma non solo di lui:  parliamo di questo dannato ginepraio nel quale ci cacciamo quando decidiamo di riprodurci, dando un calcio a tutte le nostre certezze, per infilarci in un oceano di guai. Impreparati a tutto quello che ci accadrà, con l’incoscienza della gioventù oppure la falsa sicurezza data da qualche decennio di primavere accumulate sulle spalle, ci troviamo a scontrarci con ostacoli inaspettati, pessime sorprese e delusioni a ripetizione. Il tutto facendo i conti con un senso di inadeguatezza tanto devastante da sfiorare talvolta la disperazione. Che fare, dunque? Abbandonarci al fluire degli eventi, rovesciando sui nostri figli tutta la responsabilità dei loro fallimenti, o affogare nei sensi di colpa, convinti di non aver fatto mai abbastanza per aiutarli? Chi è genitore lo sa: di fronte a un figlio che tentenna, pensi sempre che sia tutta colpa tua. Una dinam...

Lo stiamo perdendo

Stamattina, ore otto, colloquio con la coordinatrice di classe del gaglioffo. Sono stati registrati alcuni timidi segni di miglioramento, ma la pagella è un cimitero. Uniche sufficienze, ginnastica e religione.  La prof mi esorta a non disperare: abbiamo cinque mesi per arrampicarci sino alla sufficienza generalizzata. Però io sono disperata lo stesso.  Che mi inventerò, stavolta?  "Mamma, mamma! Sono appena stato aggredito da un'anatra!" "Eh?" "Sì, mi ha aggredito: io l'ho salutata dalla riva e lei ha iniziato a starnazzare, agitando le ali! Me  ne sono andato, altrimenti mi sa che mi si sarebbe avventata contro... A proposito di aggressioni, il colloquio con la prof? Perché non ti ho vista? Ti volevo salutare... Adesso mi vuoi uccidere?" "Boh. Io c'ero. Però nemmeno io ho visto te. Ma forse è stato meglio!  Matti, la tua pagella è un disastro..." "Lo so. Che ha detto? Che ho di fronte una carriera di zappaterra...

Cronaca di un disastro annunciato

Pant, pant, pant. Sì, lo so, sono tre giorni che manco all’appello: ho avuto talmente da fare da non leggere nemmeno la posta elettronica. Magari in seguito vi dettaglio; ora, però, vorrei parlare del gaglioffo e delle sue deludenti performance. La coordinatrice di classe, richiesta di darmi un orientamento circa una scuola alternativa, più adatta al nostro, mi ha suggerito di mandarlo all’Agraria: “Almeno lì lo faranno zappare!” Testuale. No, non mi sono offesa: la donna è caratterizzata dallo stesso sense of humor che affligge la sottoscritta. E vi garantisco che mio figlio è materiale aureo, per chi abbia voglia di ironizzare. Pienamente soddisfatto del proprio scarso rendimento, ha nei confronti della scuola lo stesso atteggiamento di un ubriaco alla guida: viaggia, veloce e sicuro di sé, dritto verso lo schianto. E quando lo avvisi del pericolo, minimizza. Sorvola. Celia, il disgraziato. Non mancano nemmeno i fattori ambientali a complicare le cose: non è un caso iso...

Troppe tutte assieme

Scusate. Scusate, ma oggi non mi va proprio di scherzare. Troppi amici in guai veramente seri, troppe persone sopra le quali si chiude l’orizzonte, minacciando di schiacciarli, troppe speranze frustrate e troppi guai incombenti. Sono una teorica del pensiero positivo e della speranza da coltivare a oltranza: ma oggi ho davvero bisogno di ricaricare le batterie. Intanto, scippo qualche riflessione a qualcuno di veramente grande, cercando di farne un monito anche per me. “Devi avere un obiettivo, se vuoi una vita felice” “Talvolta uno paga di più le cose che ha avuto gratis” “Solo le idee che in un primo momento sembrano assurde, alla fine si realizzano” “E’ meglio essere ottimisti e avere torto che pessimisti e avere ragione” “ Nel mezzo della difficoltà nascono le opportunità ”      Albert Einstein