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Visualizzazione dei post con l'etichetta Festività bestiali

Non c'è pace tra gli ulivi

Ora, attendevo questo periodo con l'impazienza di una sposina nel trimestre prima delle nozze.  Dopo mesi e mesi di ansia, disperazione e assistenza (morale e pratica), non vedevo l'ora di avere tutti i figli in giro per casa. Tutti o quasi. L'informatico ormai ha nidificato altrove, ma la massiccia presenza dei fratelli nel paterno ostello lo attira con una frequenza tripla alla norma. Più che una rimpatriata familiare, una vacanza mentale. Una full immersion in gioventù, allegria e quell'atmosfera di scanzonata festosità che si crea sempre quando quei quattro si ritrovano tutti assieme.  E sa il Cielo quanto ne avessi bisogno di una bella cura di buonumore.  Va da sè che le cose non sono andate esattamente come preventivato. Shopping a parte (per quello la Miss riesce sempre a farmi trovare il tempo. E qualcosa mi dice che non è la voglia di passare del tempo con la mammina a spingerla in tale direzione...) non sono riuscita a realizzare uno solo dei miei sogni...

Un mercoledì da leoni

Mettiamo che una, dopo mesi e mesi durissimi, avverta un intenso desiderio di normalità. Mettiamo che una, considerato che la data esatta del diciottesimo del suo ultimo rampollo cade oggi, avesse voglia di un po' di festa.  Non tanta festa, date le circostanze: una cenetta in famiglia, una torta, tanti auguri a te... cose così.  Cose piccole, ma non da poco.  Naturalmente, la dea bendata non ci assiste. Anzi. Insiste a mandare avanti la sua collega Sfiga, che con quell'occhio di lince non sbaglia un colpo.  Il gaglioffo è ancora pesantemente influenzato, e dopo essersi passato a letto gli ultimi sei giorni, oggi è più bolso di un ronzino. Tra gola in fiamme e febbricola insistente, altro che feste: oggi, gita dal medico e probabile antibiotico. Fratelli lontani e batteri vicini.  Wow. E per di più,  un tempo bigio e umido da far venire la depressione anche al cugino Gastone... Meno male che le feste organizzate sono già state attuate. La consegu...

Gioie della vita di coppia

Qualche volta vorresti avere del tempo per te, un tempo rispettato e non continuamente eroso dalle pretese altrui. Qualche volta vorresti smettere di metterti nei panni degli altri, e che qualcuno provasse a mettersi nei tuoi. Qualche volta vorresti poterti distrarre, staccando completamente la spina e facendo qualcosa di rilassante e piacevole, senza pressioni esterne. Qualche volta sei talmente generosa che - invece di prenotarti una tre giorni in una spa, in santa solitudine -   organizzi una due giorni di relax con l’amato bene. Che già così facendo ti freghi ventiquattro ore, ma cosa sono di fronte all’Ammmore? Il quale amato bene decide di fare il grizzly proprio quel fine settimana lì. Da vederlo, il Jurassico in vestaglia, versione terza età avanzata, tazza di the regolamentare, faccia da vittima immolata ancora più regolamentare, che ringhia: “Allora? Che vuoi fare? Dove ti devo portare? Io faccio quello che mi dici!” L’entusiasmo vola. Un’adesione così sp...

Tonfo jurassico

Noi non dobbiamo mettere a posto casa. Ogni volta che ci mettiamo all’opera capita qualcosa. Ieri, per esempio: di buon mattino, l’amato bene e la sottoscritta si stanno dilettando a riordinare la casetta di legno. Quella in giardino, dove si tengono bici e materiale per giardinaggio e bricolage. Un delirio che nessuno affrontava da quasi otto anni: ormai non ci si camminava nemmeno più, lì dentro. Mentre mi aggiro per il giardino, cercando di trovare un senso alle macerie accumulate per ogni dove, sento un botto. “Giuseppe?” Silenzio . Mi precipito, trovando il marito riverso a terra, testa appoggiata a mo’ di cuscino sulla cassetta per gli attrezzi (una roba in acciaio, con sbullonatore incastrato nella maniglia) : o cchi sbarrati, scosso da movimenti ritmici, incosciente. Valentina e Andrea, accorsi ai miei gracidii, fanno per chiamare il 118, mentre io mi avvicino all’uomo, disperata: questi si rianima all’improvviso, e mi fulmina con lo sguardo. Indi, da disanim...

The day after

Quanto detesto questi risvegli traumatici. Fanno proprio lunedì mattina. Mi sono alzata con tutte le ossa rotte – vai a capire perché – scontrandomi immediatamente con il cumulo dei miei compiti, aggravato dalla mia totale inadeguatezza. Una volta di più, mi scopro un disastro. La colazione si è rivelata occasione utile per realizzare l’annientamento delle scorte di focaccine – sono certa di averne viste parecchie, ieri mattina: ma la domenica è un giorno lungo e ozioso…– mentre il dopo colazione ha visto Jurassico entrare in crisi. Costui si è ritrovato, dopo la doccia, derubato della crema per la sua tendinite: degno di nota il fatto che, anche di quella, fino a ieri esistevano ben due bombolette, conservate in bagno. Sparite. Inutili anche le ricerche fra i medicinali: la solita puntata di Senza Traccia. Il suo richiamo per aiuto, partito dalle profondità della Stamberga, sembrava più un barrito che un’invocazione: del resto, che torto dargli? Il meschino non sospettava nemmeno che ...

Noi, gente di un certo livello...

Siamo degli epicurei. Le gozzoviglie, in casa nostra, si protraggono invariabilmente fino a tardi: con enorme soddisfazione del proprietario della caverna, alias Jurassico, e di Mpc, in veste di cuoca. Non avessimo paura di ridurci a due dirigibili, inviteremmo i nostri amici un giorno sì, e l’altro pure: sono troppo divertenti. Se per il menù sono agevolata dalla mia incoercibile passione per la cucina, per l’organizzazione della location è vitale collaborazione della Miss. Rapida come un furetto, s’incarica di apparecchiare la tavola, sistemare il bagno e riordinare in giro, trasformando la Stamberga, in meno di mezz’ora, in un luogo accogliente. Una fata. Sua madre, viceversa, è spesso costretta a una lotta improba, per non presentarsi a tavola in versione megera. Ieri, per esempio, portavo incise, sulla chioma, le conseguenze di un errore risalente a poche ore prima: lo scambio degli spogliatoi.   In piscina ero finita, per sbaglio, nello spogliatoio dei maschietti. Problema ...

Doni inaspettati

Ma che bella festa: c'è qualcuno, a Casa per Caso, che ha deciso di celebrare il centocinquantesimo in grande stile. E' - circa - l'alba: ore otto e mezzo; tutto tace, nella Bicocca Urlante. Le belve sono addormentate, il marito si sta vestendo per la partita di tennis di metà mattina, la sottoscritta già ronza qui e là, divisa fra panini dolci da impastare e casa da riordinare. Il figlio filosofo, unica eccezione alla regola, è già in piedi, pronto per affrontare un'altra giornata di studio.  D'improvviso, qualcuno bussa con urgenza alla porta della mia camera: è appunto lui. Il filosofo.  "Che c'è?" m'informo, vagamente preoccupata dall'espressione scura del soggetto.  "Vieni giù. Subito, per piacere." è la risposta, pronunciata con tono che non ammette replica.  Appoggio il latte detergente e mi appresto a seguirlo. Dal piano inferiore, intanto, giunge il grido di Jurassico: "Mamma, mamma, vieni in lavanderia! E' successa ...