martedì 23 gennaio 2018

Cos'hai fatto oggi?

La risposta è semplice: niente. 
Per una che ha lavorato come un mulo per un quarto di secolo, cercando di quadrare l'impossibile cerchio casa-lavoro, fare quello che faccio adesso è niente. 
Però. 
Però una cosa c'è da dire: non è niente, però conta molto. Quasi troppo, per i miei gusti. 
Se lo fai bene, 'sto niente, conta molto. E guardandoti dentro - e dietro - ti rendi conto che è la cosa che conta di più, di tutto quello che hai fatto finora.  
Organizzi, supporti, conforti, conversi, osservi, ti riservi, motivi e consoli. Ti prendi cura di loro con cuore, lavatrice, fornelli e cervello. Un sacco di cervello. Perché se sbagli a usare quello, sei fritta sul serio. E soprattutto sono fritti loro. 
Loro, che anche grazie a te possono soffrire, combattere e vincere, senza doversi preoccupare d'altro. Loro, che si possono costruire un futuro perché tu hai rinunciato a un pezzo del tuo. Loro, che capiscono quanto ti costa, questo semplice "niente" che ti colora la vita e le dà un senso. Loro, che rognano, rompono, tacciono e ti chiamano solo se hanno bisogno. Loro, che in fondo ti sono grati per esserci sempre, per dirgli di no più spesso che sì, per essere il Grillo Parlante e assieme la Fata Turchina della loro variegata esistenza. Loro, che ti vogliono un sacco di bene. Loro, che ami più della tua vita, e si vede, mannaggia. 
Poi, un pomeriggio, c'è chi ti dice: "Mamma, l'unica persona della quale non potrei fare mai a meno sei TU!"
Il pomeriggio dopo, qualcun altro sproloquia: "Vedi di stare bene. Perché se stai male tu, qui crolla tutto!" 
Ok, son soddisfazioni. Però lavoreremo anche su questo. Tutti siamo utili - qualcuno pure troppo - ma nessuno è indispensabile. La prossima mission sarà far capire a tutti che la mamma è solo la mamma. Non è Atlante, e anche senza di lei il mondo non crolla.