domenica 19 marzo 2017

Un papà difficile da sopportare, ma un grande papà

Non è facile stargli vicino.
Quando rompe, quando sputa sentenze, quando giudica male e con i figli si rapporta ancor peggio.
Non è facile fare fronte comune, quando si piazza dalla parte del torto e da lì non si vuole schiodare.
Non è facile mediare, quando anche tu avresti bisogno di un mediatore, anche solo per fare colazione con lui.
Però...
Però come fai a non essere con lui e per lui,  quando lo vedi fermarsi davanti alla foto dei fantastici quattro, e guardarli con un amore così grande da non starci, dentro al suo cuore. Un amore che tracima, straborda, comanda e lo riduce a una chioccia più chioccia di te, quando li sente, li vede, o anche solo sente parlare bene di loro.
Però... come fai a non pensare che non potevi scegliere padre migliore per i tuoi figli, o figli migliori di cotanto padre, quando si ammazza di lavoro, e lo fa solo per loro, e per te. E lo fa probabilmente per quello che sei tu per loro.
Loro. Loro, l'Alfa e l'Omega della sua e della tua vita. Loro, che si dimenticano persino che stiamo al mondo, mentre noi sentiamo che essere al mondo, per noi, ha un senso forse solo per e grazie a loro.
Auguri, papà dei miei figli. Auguri Giuseppe. Un papà che ho conosciuto ferito, spezzato, atterrato dalla vita e terrorizzato da quello che sarebbe stata la vita, per i suoi tre pulcini.
Un papà che ora, davanti ai suoi quattro meravigliosi figlioli, si volta verso di me, con orgoglio persino esagerato, e sorride. Sorride, e mi sussurra "Grazie".
Grazie a te, rompiscatole di un papà del secolo scorso. Grazie per essere quello che sei, e di tutto l'amore che ci dai.

La rappresentante ufficiale della tua famiglia