martedì 14 febbraio 2017

Dodici rose rosse per San Valentino...

... in versione jurassica, ovviamente. Prima che mettiate le mezze luci agli occhi, non vi dimenticate di chi stiamo parlando, per favore. Un plantigrado che, in assenza di sua figlia, se la sarebbe cavata con un fuggevole bacio e un rapido "Auguri!". 
Invece... 
Invece, la sua amata figlioletta Valentina, qualche giorno fa, l'ha beccato da solo, suggendogli: "Papà, il 14 è l'onomastico della mamma, che, ti ricordo, è anche il tuo amore. Una dozzina di rose ci starebbe, non credi?" 
Sguardo sbalordito del nostro, il quale risponde, neutro: "Ah."
La fanciulla, decisa a ottenere il suo scopo, soggiunge, con l'aria imperiosa che assume in circostanze come queste: "Non ti preoccupare, papà. Mi occupo di tutto io!"
E' andata in fioreria, ha scelto le rose, ordinato di disporle a bouquet - aveva già deciso anche in quale vaso sarebbero state disposte -  e si è fatta consegnare il biglietto. Glielo ha portato in ospedale, per farglielo scrivere, quindi è tornata dal fiorista e ha concordato l'ora di consegna. 
A me ha comunicato di non muovermi, stamattina: tutto era pronto per la sorpresa. 
Alle nove e mezzo, il mazzo è stato recapitato. 
Niente da dire sui fiori  - la Miss non sbaglia un colpo, in queste cose - circa il biglietto... Parliamone.
L'amato bene ha tentato di aumentare il tasso di romanticismo del messaggio, scippando una frase a uno dei figli (l'amore non ha velocità), salvo cadermi sulla citazione, attribuita al figlio sbagliato. 
Non pago, persevera nell'errore: quando lo sfotto teneramente, mi suggerisce di consultare la bibliografia. Che ho scritto io, aggiungerei. 
Che uomo. Quando si abbandona ai ricordi, se non sbaglia figlio, si confonde sulla moglie...
Nostra figlia, di fronte allo screen shot della nostra conversazione, si è messa le mani nei capelli. Dichiarando quindi: "L'anno prossimo gli detto anche il biglietto! Che disastro di uomo..." 
Già. E' un disastro, quindi sta benissimo accanto a un cataclisma come me.
Auguri, amore. So che non mi leggi, ma... auguri lo stesso. 
E per dirla con il gaglioffo: sei proprio l'uomo della mia vita!