giovedì 8 dicembre 2016

Vaccinazioni e immunità di branco

Bene. Abbiamo avuto un primo caso di difterite in Italia. Parola di Ricciardi, Istituto Superiore Sanità. Prossimamente su questi schermi ci troveremo a commentare la triste sorte di qualche pulcino implume terminato dalla polio. Un piccolo passo in meno per un micro-uomo, un grande passo avanti (contro la sovrappopolazione) per l'umanità. Già che ci siamo, togliamo i blocchi alla profliferazione delle armi nucleari, che favoriscono solo l'America, e ricominciamo a immettere tonnellate di CFC nell'atmosfera. Chi l'ha detto che il buco dell'ozono fa male? E' la lobby dei produttori di creme abbronzanti che cerca di spaventarci. 
Non ci posso credere. Le evidenze scientifiche più solide diventano opinabili dall'ultimo complottaro fulminato da una scia chimica, e ora ci si mettono pure i difensori delle libertà personali a lottare per il nostro diritto di ammazzare i nostri figli in nome dell'ignoranza. 
Associazioni consumatori sulle barricate al fianco degli antivaccinisti, mentre a Bologna i pentastellati (pro-vaccini, a loro dire) si oppongono ai metodi coercitivi, quindi votano contro il vaccino obbligatorio per i bambini da mandare al nido. Come dire: basta con queste imposte. Chiediamo gentilmente ai contribuenti un versamento volontario, e non controlliamone nemmeno l'entità.  Perché la fiducia è alla base di un rapporto sano e chiunque capisce che senza le tasse i servizi pubblici non esiterebbero. 
Ma stiamo scherzando?! Il bene comune viene prima delle mie opinioni personali! 
Qui, tra l'altro, parliamo di un'imposizione limitata a coloro che intendono usufruire degli asili nido. Se uno non concorda, si tiene i figli a casa. Punto. 
Già, perché mischiati tutti assieme, i cuccioli d'uomo si scambiano festosamente giocattoli, moccio e saliva. Il moccolo al naso è fenomeno endemico e se uno di loro si becca un accidente, in capo a tre giorni l'ha passato a tutto il gruppo di compagnetti. 
Non c'è famiglia che non abbia sperimentato il salasso del primo anno, all'asilo nido. Ovvero, la cifra iperbolica necessaria per mantenere il posto per il tuo figlioletto, per il quale paghi una retta salatissima, da aggiungersi alle ore di babysitting obbligato per le settimane (molte, troppe) in cui il piccolo appestato va tenuto a casa. 
Poi, c'è sempre il figlio del furbetto del quartierino, che lo solleva dal letto al mattino, con l'occhio cisposo e incrostato di giallo, e tace. Tace e lo pulisce, scartevetrandogli le orbite con garza e soluzione fisiologica, fino a far sparire ogni traccia. Quindi lo porta di corsa all'asilo, lo deposita e fugge. Epidemia di congiuntivite garantita.
In un ambiente simile l'immunità di branco è vitale, e non parlo per iperbole. Al nido ci vanno anche i bambini piccolissimi, quelli che ancora non sono coperti dall'immunità data dal vaccino, e per loro l'unica protezione possibile è non incontrare il virus. Mettete in mezzo a questo brodo di coltura batterica un bambino di due, tre anni scoperto, e quindi esposto a qualsiasi infezione, e avrete fatto un favore all'Isis: una perfetta bomba batteriologica autoprodotta. 
Ai sostenitori del non vaccino, sappiatelo: se avrete la fortuna che non si ammalino, è solo perché tutti gli altri cretini i loro figli li hanno vaccinati. 
Quando nessuno lo faceva, i bambini morivano. In massa. La mia nonna ha perso due bambini su cinque: una di difterite, l'altro di meningite. Una bella media, che oggi si guadagnerebbe una prima pagina sui quotidiani, mentre all'epoca era considerata la norma. Una norma destruente, per i genitori costretti a chiudere gli occhi alle loro creature, ma ineluttabile, prima delle campagne vaccinali. 
E ora, novant'anni dopo, devo sentirmi dire che il vaccino è il male? Devo vedere branchi di bufale pascolare nel web, ingrassate con le idiozie di ciarlatani radiati dall'albo, rilanciate all'infinito come verità assolute? Mi pare impossibile, eppure è vero. La disinformazione fa più danni della mancanza di informazione.