giovedì 13 ottobre 2016

Vita da assistente

Non ho la stoffa, è deciso. Imbranata come sono, vivo nel terrore di impicciarmi in qualche modo e di provocargli un danno irreversibile.
Finora non è accaduto, ma siamo ancora in tempo...
Ed ora, parliamo della notte brava in reparto. In stanza con due operati agli arti, sofferenti e imbottiti di analgesici narcotici, la mia collega del letto accanto ci ha allietati fino a mezzanotte con i gorgheggi dei tre (?) tenori in concerto, ascoltati inesorabilmente fino all'ultima nota. Alla fine, volevo soffocarla col cuscino.
Quanto ai generi di conforto, sono andata avanti a paninastri per tre giorni, finché non ho deciso di concedermi un pasto vero. Speranzosa, vado in una pizzeria poco lontano, ben recensita sul web.
Per carità, non ho mangiato male: però, però...
Masterchef ha fatto molto danni, in giro. Ormai anche i cuochi degli all you can est si sentono emuli di Cracco. E nelle osterie dove ti servivano un sano, abbondante piattone di pasta senza pretese di eleganza, impiattano.
La differenza tra un piatto e l'impiatto sta nelle dimensioni: gli chef usano piatti enormi, e il cibo sta lì a decorarli. Mica serve a sfamarti.
La sottoscritta si è vista recapitare una portaerei, con dieci (dieci!) gnocchi schierati come marines. La fantasia di formaggi e verdure grigliate era fondata sul contrasto cromatico e la rarefazione degli elementi decorativi. Tre pezzi di formaggio. In croce, letteralmente.
Insomma: un gusto per gli occhi, ma sono andata a dormire con la fame.
Ieri: fast food all'italiana, di quelli con gli hamburger serviti nella ciabatta d'autore, e vai di cotoletta e patatine fritte. Alla faccia dell'impiatto!
Quanto alle notizie mediche, Jurassico oggi ha camminato per la prima volta. Capogiri a parte, ha già iniziato a bruciare le tappe: è già al terzo giorno, come programma...
Ora è di nuovo orizzontale, sbarbato e felice.
Tutto promette bene, ragazzi. Speriamo continui così!