mercoledì 6 aprile 2016

Quando si dice genitori...

Qui i figli crescono, ma noi non riusciamo ad andare in pensione.
Uno crede che, crescendo i figli, i suoi impegni andranno scemando. Parlando da mamma, visto che mi sono fatta due p...olmoni così a crescerli decentemente, una volta maggiorenni speravo fosse una strada in discesa. 
Invece...
Invece non è mai finita. Devi fare da supporter, da motivatore, se capita da psicologo e di certo da diplomatico. Devi suggerire senza interferire, obiettare senza pressare, osservare senza spiare e, in generale, farti i fatti tuoi tendendo sempre i loro al primo posto. 
Senza contare le avvelenate che ti prendi quando non ti danno retta, e poi -magari - ti danno pure la colpa dei loro guai. Certe volte li prenderesti a pedatoni... Invece ti rimbocchi le maniche e li aiuti a porre rimedio ai loro svarioni. 
Che fatica, ragazzi... 
Ce la metti tutta, e tante volte non serve a niente. Oppure a poco, e comunque a molto meno di quanto vorresti. Uno ci pensa e ci ripensa, e gli verrebbe da chiedersi "chi me l'ha fatto fare"...
Poi li guardi, e lo capisci, perché l'hai fatto. 
Fai due conti, e scopri che, in fondo, le soddisfazioni sono più delle rotture di m@@@ni. Scambi quattro wapp con loro, e con un cuore rosso fuoco ti hanno già riconquistato. 
Siamo deboli, cari colleghi genitori. Deboli di cuore, per loro fortuna, ma forti negli altri distretti cruciali:  stomaco, spalle, schiena. 
Coraggio, colleghi, non molliamo. Cerchiamo di essere forti, credibili, coerenti. 
Seminiamo amore. Incentiviamo la concordia, la solidarietà familiare, disinneschiamo i conflitti e potenziamo i legami. Prima o dopo è una politica che paga, esattamente quanto il suo contrario. I seminatori di zizzania, i pusillanimi, i vittimisti egoriferiti la scontano sempre. Io, almeno, ci conto... E, intanto, corro. C0rro sempre, e mai per me.