sabato 2 aprile 2016

Addio, Duchessa

Solo un gatto. Era solo un gatto, c'è di peggio nella vita. 
Nulla di più vero, e ne so qualcosa. Tuttavia... Tuttavia, fatemelo dire: non è vero per niente. 
Non era "solo un gatto". Era una compagnia affettuosa per qualcuno che dagli umani ottiene spesso incomprensione, malcelato fastidio, cattiverie o impietose prese in giro. Era una piccola quattrozampe, tutta pelo e poca sostanza, che se si fosse misurata col mio gattaccio ne sarebbe uscita a pezzetti. Tuttavia... Adorava mio fratello. Era talmente affezionata ai suoi umani da inventarsi ritorsioni di ogni genere, quando costoro "osavano" andarsene per qualche giorno di vacanza. Regalava a chi le voleva bene un amore dignitoso e tranquillo, con qualche punta di sussiego quando - appunto dopo un'improvvida vacanza - decideva di vendere a caro prezzo il suo perdono. 
Riempiva il cuore al mio Massimo, gli regalava quelle piccole gioie quotidiane che rendono sopportabile la vita; acciambellata in cucina, faceva compagnia a mamma, quando passava il pomeriggio a spadellare per la sua cena, o la mattinata a cucinare porzioni da minatore per i loro nipoti. 
Si è addormentata nel sonno, dimenticandosi di respirare. E se adesso sui volti di chi le ha voluto un gran bene scorrono le lacrime, per favore: non lo dite. Non dite "era solo un gatto". Era molto, molto di più. E il vuoto che lascia un peloso che ci lascia non è così semplice da colmare. 
Ciao, Duchessa. Grazie per tutto l'amore che hai regalato al mio fratellone.