lunedì 14 marzo 2016

Qualcuno mi spieghi l'arcano

Posto che siamo tutti troppo presi da una vita di corsa, c'è qualcosa che mi sfugge nei rapporti umani. E più invecchio, meno lo capisco. 
Mettiamo che non ci si veda con qualcuno da mesi e mesi, forse anni. Qualcuno con cui c'è una relazione di piacevole conoscenza, con grande simpatia reciproca: ci sta di scambiarsi il solito "ci dobbiamo vedere!", come ci sta che poi, presi da mille impicci e impegni, ci si scordi di chiamare. Da ambo le parti. 
Diverso è se l'individuo in oggetto è (o credi che sia, forse?) un amico. Non lo senti da secoli, nonostante tu, ogni due mesi o giù di lì, ci provi a contattarlo. Sempre molto felice di sentirti, non ha mai tempo di uscire con te. Ti garantisce che entro una settimana si fa vivo, e sparisce per altri tre mesi. Dopo svariati tentativi caduti nel vuoto (e i tentativi reiterati dimostrano quanto la sottoscritta sia paziente e comprensiva), e qualche anno speso nell'inutile attesa di questa fatidica serata in cui l'impegnatissimo di turno avrà un paio d'ore da dedicare anche a te, confesso di degradare l'amico tra le conoscenze superficiali, prendendomi altresì il lusso di smettere di pensare a lui e a qualsiasi cosa lo riguardi. E' palese che non conto per lui quanto lui conta(va) per me. Parlo al maschile, ma in realtà questa cosa mi capita più spesso con le amiche, o presunte tali. 
Chi non capisco proprio sono quelli/e che riemergono dal nulla, dopo anni di silenzio, dichiarandoti amore sperticato e un desiderio incontrollabile di passare con te del tempo. Hanno un sacco di aggiornamenti da trasmetterti (e ci credo: non ci vediamo dal 2008...) e non vedono l'ora di sapere tutto quello che ti è capitato negli ultimi tempi. Che ti mettono pure in difficoltà, perché l'ultima volta che li hai visti tuo figlio maggiore era matricola, il piccolo alle elementari, e tua figlia era mora, riccia, e scriveva TVB da tutte le parti. 
Fai il punto, riassumi mentalmente vita, morti e miracoli (l'uscita di casa di un figlio si classifica come tale, di 'sti tempi), e ti senti pronta all'evento. 
Evento che, nelle dichiarazioni del nostro, si dovrebbe verificare entro pochi giorni.
Tre mesi dopo, intuisci, sia pur vagamente, che tutta questa fretta forse non c'era... E dopo sei, archivi anche questo nel faldone persone scomparse.  
Ecco, questa è la categoria degli scomparsi più difficile da decrittare, per me. Cosa li spinge a comportarsi così, secondo voi? Perché a volte ritornano? Mistero...