giovedì 16 luglio 2015

Conversazioni aberranti

No, io a 'sta cosa non mi ci abituerò mai. Salgo le scale e sento i due - Miss e gaglioffo - impegnatissimi in una conversazione. Quando mi avvicino, mi rendo conto: non è una la conversazione, ma due. E non si parlano tra loro, ovviamente. 
Lui sta chiacchierando amabilmente con un amico di Roma, lei è stesa sul letto che parla col suo cellulare. Nel senso che gli si rivolge proprio, fissandolo e parlandogli. 
Dopo un secondo di sbigottimento, mi rendo conto: ormai questi chattano senza digitare. Si parlano a puntate, con gli amici, conversano a singhiozzo. Come ci riescano, mi sfugge. Però lo fanno, e gli viene pure bene. Credo la sua interlocutrice sia di stanza in Sicilia, per la cronaca. 
Ogni volta è così: la loro apparente incomunicabilità si è evoluta al punto da non limitarsi all'isolamento silenzioso di fronte allo schermo. Ognuno ci chiacchiera, con la diavoleria tecnologica che sta usando, ben guardandosi dall'interagire con le persone che abitano con lui. 
I contatti umani sono limitati ai pasti e ad alcune chiacchierate mentre fanno colazione, merenda o si preparano un caffè. 
Se non vedessi quanto si amano, direi che si detestano. Si ignorano quasi completamente; quanto a me, mi sorvolano. Credo non si rendano nemmeno conto che vivo qui.