venerdì 15 maggio 2015

Vecchi con grinta, grintosi ma vecchi

Uno entra in casa di riposo e incontra vispe signore vicine agli ottanta, in grado di indossare un cappello rosso magenta a larga tesa, a ombreggiare gli occhi lievemente bistrati, accordandoci un rossetto in tinta, senza sembrare fuori luogo.  Anche perché non sono lì come ospiti, ma come parenti "giovani" di quasi centenari indistruttibili. 
Sfilo davanti alla palestra, dove un nutrito gruppo di atleti ottuagenari solleva pesi con aria intenta. Inizio a rivedere le mie convinzioni; forse non sono gggiovane dentro, solo perché sono in palestra ogni due per tre. Questi fanno lo stesso, e il più gggiovane sta a ridosso della novantina. 
C'è poi il vecchietto con un occhio solo, che usa per squadrarti sorridendo da capo a piedi, sentenziando poi: "Bella signora! Complimenti..." rivolto a tuo suocero. 
Il quale risponde: "Mio figlio è fortunato ad avere trovato una moglie così!" 
Assenso generale di tutti i presenti. 
Rimane da capire se compiacersi per il complimento, considerato il limitato campo visivo di colui dal quale è partito, o gongolare per il sicuro successo che mi attende, ogni volta che varco le soglie dell'RSA. Come quando andavo da zia Gilda, anche qui sono praticamente una star. 
Gli uomini mi fissano estatici, le signore si sperticano in lodi per la mia eleganza, anche quando indosso comuni magliette H & M. E quindi sempre. 
Se la percezione di noi dipende molto dal contesto nel quale siamo immersi, qui mi sento una ragazzina. 
O meglio, mi sentivo. Fino a stamattina. 
Momento nel quale mi sono resa conto di come né io, né Jurassico avessimo capito come funziona l'ascensore. Come molti degli ingressi della struttura, per azionarne l'apertura è necessario premere due bottoni in contemporanea. Misura attuata per prevenire fughe di anziani indementiti. 
Un sistema di prevenzione più che efficace. Con noi due, difatti, ha funzionato benissimo. Sono due settimane che ci lamentiamo che quell'ascensore è guasto...
Ahi, ahi. Queste sono le classiche prese di coscienza improvvise che ti aprono un mondo. Saremo pure grintosi, indomiti, sportivi e iperattivi. Però stiamo diventando vecchi. Ora ne ho le prove, e non me le fornisce più soltanto lo specchio, purtroppo.