mercoledì 6 maggio 2015

Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi (?)

Tipico luogo comune da sfatare. A parte che i problemi so' problemi, e quando tuo figlio ha tre giorni di vita anche le condizioni del suo traffico intestinale possono arrivare a rappresentare un dramma, l'importante è proprio questo. Non fare di ogni cosa un dramma. 
Essendo sopravvissuta a ben altri cimenti, ora che son tutti maggiorenni mi chiedo se posso permettermi il lusso di entrare in modalità "madre rilassata".
Sulla modalità "donna rilassata" ci stiamo lavorando... Ma ci arriveremo. Ultraottantenni permettendo, ci arriveremo. 
Nonostante l'ultima trimestrale da urlo (di orrore), cerchiamo di trovare tempo e modo per qualche momento da passare tutti assieme, come ai bei tempi andati.  La Miss è troppo lontana per essere coinvolta, ma è presente in spirito: i racconti delle sue gesta riempiono metà dei nostri discorsi. 
Sabato scorso, per esempio, c'è stato un convegno davanti al nostro caminetto acceso. Il che, essendo in maggio, era decisamente fuori stagione, ma oggi pare ci siano buone speranze anche per il clima.
Ebbene, quando li guardo tutti assieme, a far casino come sempre, chiassosi e affettuosi come quando avevano tre lustri di meno, mi chiedo dove stiano, tutti 'sti grandi problemi che mi avevano tutti prospettato. 
Certo, pensieri me ne hanno dati. Pessimi e sovrabbondanti. 
Mi hanno fatto passare da momenti magici a momenti tragici nello spazio di un mattino, e più di qualche volta ho pensato sul serio di avere probabilità zero di tirar fuori qualcosa di buono da loro. 
Sono stati ostinati, presuntuosi, mendaci e fallaci. 
Però, carogne mai. Non hanno mai smesso di volerci bene e volersene fra di loro. 
La solidarietà e il senso della famiglia non sono mai venuti meno, a Casa per Caso, e in caso di crisi è sempre stata questa la nostra arma segreta. 
Più di qualche volta noi genitori jurassici ci siamo sentiti un incrocio fra Cassandra e San Giovanni Battista  (vox clamantis in deserto), però non ci siamo mai arresi. 
Guai a considerare un figlio come un vuoto a perdere, checché ne pensino gli altri; e qualsiasi cosa dicano, val sempre la pena di escogitare per lui un'occasione in più. Un'occasione per mettere in luce il meglio di sé, facendo dimenticare le intemperanze giovanili. Solo così si evita che si perdano sul serio. 
La stupidità dei ragazzi è a termine; la loro stima nei confronti di genitori coerenti, no. 
E noi, da bravi genitori dell'età della pietra, abbiamo cercato di restare saldi nella tempesta e di non lasciarci prendere da facili entusiasmi nei momenti di festa. 
Coerenti e costanti, sempre. 
Ci siamo allenati alla flessibilità mantenendo la fermezza,  abbiamo cercato di essere esigenti ma comprensivi, di perdonare senza lasciar correre. Ti tocca diventare un ossimoro, se li vuoi traghettare a dovere fuori dalle rapide della giovinezza. 
Sapendo fin dal primo vagito di tuo figlio che tutto questo sarà inutile, se non ci metteranno del loro. In mancanza, puoi darti da fare quanto un'ape operaia, ma non caverai un ragno dal buco. 
A fronte di tutti questi ragionamenti, ora come ora posso dire di aver raggiunto un discreto grado di soddisfazione. Sono felice di dove sono arrivati finora e credo di avere buone speranze di vederli migliorare ancora. 
Uno stato d'animo pernicioso, che mi rende malleabile e facilmente manipolabile.
"Non c'è nulla per dessert?" 
"La focaccia. E' di sopra, lo'ho fatta stamattina..."
"Mhm... Io vorrei qualcosa con le uova..." 
"Crepes...?" 
"YESSSS!!!" 
"Non ci credo. Ti metti a fare crespelle dopo cena?" commenta l'informatico "E poi dici che non li vizi..." 
"Tu non ne vuoi?" 
"Ne avanza una anche per me?"
"Ovvio che sì!"
"E allora, SI'!" 
Che caduta di stile. Da madre del terzo millennio a mammina latte e miele. Anzi, crespelle e marmellata.