mercoledì 8 ottobre 2014

Addio straziante (...)

Nemmeno una lacrima. Non ho versato nemmeno una lacrima.
Un evento senza precedenti, trattandosi di me: sono donna dall'addio patetico, di norma.
Stavolta, mi sono limitata a un abbraccio contenuto, soprattutto a causa della Miss.  La quale Miss, tutto tranne che commossa, dopo tre secondi di stretta mi ha allontanata, con uno spazientito Pennuto! che mi ha costretta entro i confini della decenza.
Un'uscita di scena asciutta, senza fiumi di lacrime ed emozioni dilaganti, nemmeno dopo essere salita in macchina per allontanarmi definitivamente dalla mia piccina.
E qui cruciale si è rivelato l'intervento del Jurassico.
No, non mi ha avvolto in un abbraccio confortante, regalandomi un'emozione.
Non mi ha neppure dichiarato il suo imperituro amore, giurandomi di starmi accanto da qui all'eternità, alleviando la mia mestizia.
Mi ha viceversa aggredito proditoriamente, accusandomi di aver smarrito il suo borsello. Oggetto da lui appena scagliato sul sedile posteriore, detto per inciso.
Giusto per farmi passare in tre decimi dal labbro tremulo allo sguardo trucido.
"Amore, dai i numeri? Ti vedo un po' nervoso... Non credi sia il caso di far guidare me?"
Figuriamoci. Ho rimediato un grugnito, da me generosamente interpretato come delle scuse, mentre il gargoyle s'immetteva nel traffico, fiero l'occhio, svelto il passo. O quasi.
Un'auto in divieto ostacolava la manovra d'uscita, provocando un repentino rialzo pressorio nel plantigrado, e un blocco respiratorio a me.
Quando al neurologo sale il nervo, gli cala il piede. Sull'acceleratore.
In un traffico indemoniato, il nostro sgabbia con lo squalo tra un senso obbligato e tre corsie mal segnalate. Finendo, non si sa come, di fronte all'entrata della stazione.
"Tesoro, tranquillo" gli faccio io, col tono da usare con i bambini e i matti: "Da qui si va di sicuro verso l'uscita dalla città. Segui quella macchina e gira a sinistra..."
"Grrrrr.... Io ODIO Milano!"
"A quest'ora la odia anche Pisapia. Tu  stai calmo che usciamo di qui per non ritornarci mai più. Almeno con l'auto..."
Un suono sommesso, tipo pentola di fagioli, indica che il nostro è in fase di rimuginazione, ma non è più pericoloso per la carrozzeria della sua auto e di quella altrui.
Una mezz'ora di patimenti nel flusso del l'Ade diretto alle autostrade, e finalmente ne siamo fuori.
Sani e salvi, ma non sereni. Si è scoperto che gli stivaletti della Miss sono rimasti in garage...
Tragedia da risolvere entro le ventiquattrore a venire. Ciò, unitamente alla scoperta che il Wi-Fi del collegio non funziona, mi precipita in modalità solving problem senza passare dal via. 
Altro che occhio lucido, con questi due. Adrenalina a mille e pronta alla lotta o alla fuga. Ora decido quale scegliere.