domenica 20 luglio 2014

Figli

Sarà perché non sono loro a dare un senso alla mia vita, anche se senza di loro la mia vita ormai non avrebbe più senso.  
Sarà perché stare sola con me stessa non mi pesa, anzi: è una condizione della quale ho bisogno, per apprezzare fino in fondo la compagnia di coloro ai quali voglio bene. 
Sarà perché sono sempre stata troppo indipendente per condannare i miei figli a dipendere da me. 
Sarà perché conosco bene il peso dei rapporti forzati, i danni provocati dall'egocentrismo, l'odiosità dei ricatti morali e il rischio delle catene affettive, sono felice quando li so lontani ma sereni. 
Sarà perché sono certa del loro affetto, così come del mio amore per loro, non ho alcuna necessità di tenermeli appiccicati, di sapere dove sono e che fanno, di controllarli a distanza con mezzi più o meno astuti. 
Li lascio liberi e mi sento libera. 
Sarà per tutto questo, ma quando ho l'occasione di stare un po' con loro, uno alla volta, in piccoli gruppi o tutti assieme, è una vera festa. 
Ed è singolare come, dopo quasi vent'anni di vita in comune, riescano ancora a sorprendermi. In modo positivo, tutti: per come sono diventati, per i loro pensieri, la loro capacità di stare assieme godendosi ogni secondo, così come di apprezzare la compagnia di noi due, genitori d'epoca. 
Grazie a loro, al loro modo di essere, tutto diventa entusiasmante: dal preparare un dolce o una pizza a ritagliarsi un fine settimana en plein air, tra reperti di guerra e passeggiate nei boschi. Persino un caffè imprevisto, in occasione di una visita fugace per recuperare il pacco lasciato da un corriere, diventa un motivo di gioia. 
Questo, in aggiunta alla consapevolezza che stanno benissimo anche senza di noi, fa di me una mamma serena. So che c'è ancora tanta strada da percorrere, tanto lavoro da fare e mille difficili obiettivi da raggiungere: ma quanto fatto finora mi dà la speranza di potercela fare. Per loro e assieme a loro.