martedì 3 dicembre 2013

Magic moment



Eccomi qui con la cronaca degli ultimi giorni a Casa per Caso.
Venerdì pomeriggio, proclamazione del filosofo Dottore in Ingegneria dell’Energia.
Vabbè, niente di che, ad essere oggettivi. Una breve cerimonia un po’ in sottotono, anche perché i primi a sapere che i giovani di fronte a loro continueranno il loro percorso universitario sono proprio gli stessi prof che li proclamano dottori. Nessun trionfalismo, ma la giusta dose di soddisfazione elargita per la conclusione di un primo, difficile ciclo.
Però quando senti chiamare il nome di tuo figlio, lo vedi dritto e fiero, visibilmente emozionato, che raccoglie il frutto di tanto durissimo lavoro… squagliarsi è d’obbligo.
E difatti ci siamo squagliati.
Non troppo, nulla di esagerato: giusto una piccola, invisibile lacrimetta spuntata sulle ciglia di una Mpc orgogliosa come un pavone.
Jurassico, commosso, fissava con amore infinito il suo ex-pulcino, diventato un giovane uomo forte, determinato e con un progetto chiaro in testa per il suo futuro. 
I fratelli al gran completo, sorridenti e felici, i nonni radiosi e un po’ spaesati, e gli amici del festeggiato. Tanti, euforici, impazienti di infliggere al neo-dottore la quota di torture di rito. Per non essere d’impaccio, la sacra famiglia si è ritirata subito dopo le congratulazioni all’ing. Andrea, lasciandolo nelle mani degli sciamannati. I quali, manco a dirlo, ne hanno fatto polpette.
Al nostro eroe c’è voluta l’intera giornata di sabato per riprendersi.
Sabato sera, cena di famiglia, con i nonni, lo zio e gli amici più cari.
Quelli che hanno condiviso con noi anche e soprattutto i momenti più difficili, quelli sulla cui spalla la sottoscritta è franata in numerosi pianti di scoraggiamento, quelli con i quali ci siamo sostenuti a vicenda, nella disperata ricerca di soluzioni quando la matassa del complicato ruolo di genitori minacciava di strangolarci.
E’ stato bello condividere con loro questo attimo di gioia pura, splendido vedere quanto gli occhi brillassero anche a loro.
Lo dico sempre: i veri amici li vedi quando le cose ti vanno bene. Sono quasi più contenti di te: perché sono amici veri. Di quelli con la A maiuscola, di quelli che non sanno cosa sia l’invidia, gli unici capaci di tirarti su quando sei a terra e sempre pronti a festeggiare con te i momenti più belli della tua vita.
L’immagine di questa bella tavolata di persone sorridenti mi resterà impressa nell'animo per sempre.
Vedere i quattro rampolli tutti in fila che ridevano come matti, uniti da un legame affettivo tanto profondo quanto evidente,  ha scaldato il cuore di tutti.
Tutti me lo hanno detto e io… lo voglio dire a tutti.
E’ dura, durissima essere genitori qualche volta: però ne vale la pena. 
Momenti come questo ti ripagano di tutta la fatica, i sacrifici, le lacrime versate. Te ne ripagano con gli interessi.