martedì 10 settembre 2013

Dittature depotenziate



Non la finiscono. Non la piantano proprio di prendermi in giro.
Questa delle lacrime d’addio me la servono sistematicamente a cena, a dì alterni.
Una sera di queste mi sono davvero seccata con Jurassico  - sulle cui tendenze al maternage già ieri mi sono espressa – mandandolo dove meritava: “Piantala, tu, che sei l’ultimo a poter salire in cattedra. Oltretutto quando avevo bisogno del tuo conforto te ne stavi a ronfare come un ciocco: almeno adesso stai zitto!”
“Eccola lì!” interviene il gaglioffo, il quale non perde occasione per allearsi con chiunque pur di mandarmi al tappeto: “La sentite? Questa è la dittatura di Carli Valentina!”
Standing ovation da parte del padre, che immediatamente fa sua l’espressione. Da quella sera protesta contro di me solo declamandosi vittima della mia dittatura.
Tanto per non smentire la fama appena acquisita, fingo di non notare il tripudio alla mia sinistra, rivolgendomi accigliata verso il malandrino: “Tu finisci quello spiedino. Muoviti!”
“Dittatura, dittatura…” bisbiglia lui, lanciando plateali gesti d’intesa verso il padre, prontissimo a cogliere la palla al balzo e a rincarare la dose.
Insisto a ignorarli.
“Non potrei avere un po’ di formaggio…?” pietisce quindi il gaglioffo, guatando nel mio piatto.
“Sì. Dopo la carne, quanto ne vuoi.”  
“Ma io… Ahem… Ho mangiato un gelato enorme alle cinque, adesso non ho fame di carne!”
“Tu fame di carne non ce l’avresti mai. Ti ho detto milioni di volte di non ingozzarti a merenda: se lo fai lo stesso, sai che a cena non devi avanzare. Altrimenti domani fai la dieta sul serio!”
La minaccia funziona e lo spiedino viene attaccato e quasi distrutto.
Arrivato agli ultimi due pezzi, il nematode inizia a implorare: “Abbi misericordia di me… Perdona i miei peccati di gola e lasciami avanzare questa roba!”
Due secondi dopo, il gatto sta banchettando col pollo e Matti attacca un pezzo di Montasio con il piglio dell’affamato.
Dannati. Sanno tutti come fare a disinnescarmi: mi fanno ridere. E io capitolo, immancabilmente. Che fallimento di donna!