venerdì 11 gennaio 2013

Tempo di conflitti interiori



Help!
Tra meno di un anno, l’informatico sarà fuori di casa, il filosofo sarà in procinto di uscirne – e per andare molto, molto lontano - una cara amica sarà espatriata per sempre.
Ieri ho parlato per ore con tutti e tre, rendendomi conto di quanto queste persone mi  riempiano la vita.
E’ bello quando coloro ai quali vogliamo bene spiccano il volo verso un futuro migliore; è un successo quando i nostri figli iniziano la loro vita da adulti, lasciandoci seduti nella loro camera da bambini, a fissare con occhio nostalgico persino il disordine endemico.
La speranza ti riempie il cuore, quando vedi il coraggio negli occhi di chi si mette in gioco completamente, scommettendo tutto su te stesso.
Sei felice e anche un po’ orgogliosa, se il tuo sostegno è stato importante per loro quando dovevano prendere decisioni importati.
Ma ora che i giochi sono fatti, ci pensi. Pensi a quando prenderanno quella porta per l’ultima volta, e tu dovrai fare a meno di loro.
Gioia e tristezza, intrecciate fra loro, formano una trama sottile che imbriglia il tuo cuore.
Così ti metti a ticchettare un post che di certo scatenerà le ire della Miss, quotidiana lettrice di queste righe: “Sei il solito pennuto! Un ridicolo essere dalle piume sempre arruffate! E’ ora di finirla con questi sentimentalismi…”
Ha ragione. Ma che ci posso fare se ho il cuore confuso?
Condivido con voi. Magari qualcuno che riesce a capirmi lo trovo,  perso tra le onde della Rete.