giovedì 17 maggio 2012

Che ci sto a fare qui?

La cosa che mi pesa di più, della mia casalinghitudine, è quella di non produrre reddito. E’ inutile negarlo: essendo stata una attiva in questo senso dall’età di ventitre anni in poi, davvero ‘sta cosa mi sta stretta. Senza contare che avrei, potenzialmente, le capacità di combinare ancora qualcosa di buono nella mia vita.
Mano a mano che i ragazzi crescono, la bilancia mi sembra pesi sempre di più dalla parte del: “Che ci stai a fare qui?”
Poi, succedono delle cose.
Capita che un marito, davvero oberato dal lavoro e dalle responsabilità, se ne esca una sera: “La tranquillità che mi dai tu mi dà la forza di andare avanti, nonostante le mille difficoltà che sto affrontando.”
Succede che più figli ti riferiscano frasi di questo genere, pronunciate dagli amici: “Che fortuna, una mamma come la tua. Ne voglio anch’io una così!”
Capita che un figlio, un amico, un’amica in difficoltà ti facciano capire che il tempo che gli dedichi è più importante per loro di quanto tu stessa avresti mai pensato.
“Aver parlato con te mi ha aiutato a chiarirmi le idee e ora sto meglio.”
Quando qualcuno del quale hai raccolto le lacrime arriva a dirti così, ti si riscalda il cuore.
Specialmente se a farlo è uno dei tuoi figli.
Se non essere più schiava del tempo ti mette in condizioni di spenderlo bene, a favore delle persone alle quali vuoi bene, quando vedi che, imprevisti e problematiche studentesche a parte, la tua famiglia è serena, quando casa tua rappresenta un rifugio persino per gli altri, ebbene… Ci ripensi un po’ su.
Forse il reddito non è l’unico valore che una persona è in grado di produrre. E il capitale di sentimenti che sto creando ora sarà la mia vera ricchezza, domani.
Così resisto, anche se a volte m’innervosisco e altre mi deprimo; anche se i risultati tangibili del lavoro che sto facendo tardano ad arrivare… forse arriveranno più avanti. Fino ad ora, è sempre stato così.
A quanto pare, sono una roccia sulla quale si poggiano in tanti: stare un po’ ferma fa parte del mio ruolo. E per quanto questa sorta d'immobilismo mi possa disturbare, vedrò di farci l'abitudine: fino ad oggi, ne è valsa la pena. Anche più di quanto pensassi, se debbo essere sincera.